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mercoledì 9 agosto 2017

Esoterismo, questo sconosciuto.


Mi sono reso conto che oggi vige tanta confusione nei confronti dell'esoterismo, o meglio, si confonde questo termine con pratiche che nulla hanno a che vedere con tale concetto.
Vorrei quindi cercare di chiarire un po' le idee, per farlo sono costretto a spiegare l'enorme differenza tra l'esoterismo e l'occultismo, che a differenza di quanto molti presunti saggi affermano, non sono sinonimi.
A tal proposito consiglio, a chiunque si autodefinisce saggio, di non diffondere la sua falsa saggezza in quanto i danni che egli provoca sono catastrofici, intellettualmente parlando.
Il vero saggio non si definirebbe mai tale, anzi, sarebbe il primo degli ignoranti agli occhi delle masse.

Partirò, come sempre, dalla definizione letterale dei termini, riportando la definizione presa dal dizionario:

«Esoterismo: Atteggiamento di ossequio al principio che vieta di rivelare ai non iniziati alcune parti di un rito o di una dottrina, spec. Religiosa.
Estenzione.
Qualsiasi orientamento spirituale, rito, dottrina e conoscenza riservato a pochi eletti, da non diffondere pubblicamente.»


«Occultismo: Complesso di dottrine e pratiche connesse con la supposta esistenza di forze, entità o poteri non conoscibili né spiegabili scientificamente, ma dominabili con particolari tecniche da chi possieda delle facoltà superiori a quelle comuni; rientrano nell'occultismo la magia (bianca e nera), l'astrologia e l'alchimia.»

Da questa semplice definizione possiamo comprendere il motivo di tanta confusione dilagante, i tanti maghi e santoni che popolano le nostre TV e le trasmissioni radiofoniche, non esitano a definirsi "esoteristi", senza averne diritto.
L'occultismo non è esoterismo, che poi possa essere essoterico in quanto nascosto è un altro discorso in quanto l'aggettivo esoterico è da interpretare, in questo caso, come semplice sinonimo (in tal circostanza) di "celato, nascosto, occultato".
Esempio chiarificatore: ciò che è materia propria dell'occultismo può essere esoterica solo se con tal termine ci riferiamo all'aggettivo (nascosto). Ma l'esoterismo, inteso come, forma di protezione verso un'arte, una filosofia ecc., fa riferimento all'occultismo se non per forzature dovute a scarsa conoscenza.

Quali discipline, quali filosofie, possono essere definite esoteriche?
Principalmente quelle discipline legate a filosofie o teosofie che conservano, nella loro stessa natura, una parte esoterica legata all'iniziazione. Un testo esoterico può essere letto da tutti, compreso da pochi in quanto l'iniziazione offre agli "iniziati" gli strumenti per poter leggere quello stesso scritto con differenti chiavi di lettura.
La ricerca esoterica è sempre individuale, le scuole esoteriche non fanno altro che fornire consigli agli iniziati, ma il cammino è intimo ed introspettivo.
Questi suggerimenti vengono insegnati tramite metafore, parabole, testi dal significato codificato in simboli o messaggi criptici.
Perchè?
Perchè sono costati fatica ed una vita di riflessione, e non è giusto consegnare le perle ai porci.
Spesso serve pratica meditativa, riflessioni e deduzioni, anche solo per poter decodificare un suggerimento che possa poi facilitare il percorso dell'iniziato verso la trasformazione della materia grezza in oro filosofale, ossia la trasformazione che trasmuti l'uomo comune in un saggio.
Si badi, la differenza tra il sapiente ed il saggio è abissale.
La ricerca esoterica, la meditazione, la contemplazione, l'introspezione sono in grado di condurre gli individui alla consapevolezza, dunque alla autonomia ed alla libertà.

La Filosofia Ermetica, proveniente dall'antico Egitto e poi ripresa dai greci, rappresenta una delle principali fonti di conoscenza esoterica occidentale.
Ad esempio, il Kybalion è uno dei testi fondamentali dell'Ermetismo e ci illustra sette princìpi che costituiscono le leggi di base su cui si fonderebbe l'esistenza stessa dell'universo e le sue creature.
I sette princìpi fondamentali sono i seguenti:
il mentalismo: "tutto è mente", afferma il Kybalion, tutto ciò che ci circonda è frutto di attività mentale. Il pensiero alla base di tutto: energia, materia, vita.
la corrispondenza: "come sopra, così anche sotto". Riconoscendo tre piani di esistenza, ossia :fisico, mentale, spirituale, tra di questi dovrebbe sempre esserci corrispondenza tra i fenomeni (Come in alto, così in basso).
la vibrazione: "niente è fermo, tutto è in movimento e in vibrazione". Le differenze tra la materia, l'energia, la mente e lo spirito sono riconducibili a differente frequenza vibrazionale: più alto è il livello evolutivo, più alta è la frequenza vibrazionale.
la polarità: "tutto è duale, tutto ha due poli, ogni cosa ha il suo opposto". Verità e menzogna sono tali solo perchè opposti, entrambi fungono da mezzo di paragone per poter identificare la natura di ogn'uno. Luce ed ombra, giorno e notte, bene e male, maschio e femmina ecc.. l'uno non potrebbe esistere in assenza dell'altro.
il ritmo: "Ogni cosa ha le sue fasi, cresce e decresce, fluisce e rifluisce". Esisterebbe dunque un ritmo che scandirebbe, inesorabilmente, i diversi aspetti dell'esistenza. Tutte le cose crescono e decadono, così come la vibrazione del terzo principio ermetico, che si manifesta come cresta d'onda e cavo d'onda.
la causa-effetto: "Ogni cosa ha il suo effetto, ogni effetto ha la sua causa, e tutto avviene secondo una legge". In parole povere: il caso non esiste, è solo la definizione che gli uomini danno a realtà scaturite da cause incomprese, ritenute quindi realtà casuali.
il genere: "Ogni cosa ha il suo genere maschile e femminile, e il genere si manifesta su ogni piano". Questo principio è molto simile al quarto, quello della polarità, ma fa stretto riferimento all'azione creativa che richiede l'interazione del genere maschile con il genere femminile.

Ho solo accennato brevemente all'interpretazione dei sette principi ermetici del Kybalion perchè il mio obiettivo è un altro.
Principalmente volevo far notare che un testo esoterico è ben differente da un testo trattante discipline occulte quali lo spiritismo ecc.
Poi volevo dimostrare come in realtà sia opportuno far riferimento ad una "filosofia esoterica".
Secondo alcuni scienziati, o scientisti a seconda dei casi, la scienza e la filosofia sarebbero su due pianeti differenti, così come l'esoterismo nulla centrerebbe con la scienza o la filosofia.
Per il parallelismo esoterismo-filosofia, spero di aver ampiamente dimostrato il contrario.

Per ciò che concerne la scienza vorrei far notare alcuni concetti espressi nei sette principi ermetici sopra riportati, che praticamente sono concetti scientifici.

I principio - il mentalismo: "tutto è mente".
All’inizio degli anni Ottanta, alcuni ricercatori delle più prestigiose università degli Stati Uniti, presentò gli esiti di numerose ricerche mediche e psicologiche che dimostravano la capacità della mente di influenzare la realtà circostante. Medicina e psicologia iniziarono ad applicare nei rispettivi ambiti disciplinari alcuni importanti principi della fisica quantistica.
Da allora si sono fatti passi da gigante, fino a giungere all'osservazione del fenomeno che, fino a quel momento, rimaneva solo teorizzato sul piano dell'osservazione.
La fisica quantistica afferma che ci sono sempre infinite possibilità e che tutto può accadere. La probabilità che qualcosa avvenga sarebbe strettamente legata all’atto di osservazione.
Newton credeva che la luce fosse creata da un flusso di piccoli frammenti di materia fisica.
Ma nel 1803 con il famoso esperimento della doppia fenditura, Thomas Young scoprì che la luce si comporta come onde che possono urtarsi o interferire tra loro.
Approfondendo la rivelazione di Young che la luce si comporta come un’onda, Albert Einstein studi ò l’effetto fotoelettrico, per il quale il metallo colpito da un raggio di luce emette elettroni. Ne dedusse che le onde di luce sono particelle, materia, chiamate "fotoni".
Quindi cosa è la luce, materia (particelle) o onda?
L'unica spiegazione, sconcertante, era che la luce potesse comportarsi a volte come un onda, a volte come una particella. Come poteva essere possibile una cosa simile?
John von Neumann, celebre matematico, giunse alla conclusione che l’unica spiegazione possibile fosse la presenza di una variabile nascosta, ed in seguito ad approfonditi studi, dedusse che questa variabile altri non è che "la coscienza umana". La nostra coscienza (quella degli esseri umani) provocava il collasso della funzione d’onda, e ciò produceva la differenza tra la percezione della particella e dell’onda. In parole povere (cercatevi lo studio on line se volete approfondire) la nostra mente interagisce con la realtà circostante. Solo che i filosofi, l'esoterismo, ci era giunto secoli prima a tale conclusione.

Lo stesso discorso vale per ogn'uno dei sette punti del kybalion, ad esempio il VI principio, causa-effetto, molto si avvicina alla terza legge della dinamica, o principio di azione e reazione, che stabilisce: Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Ciò per farvi comprendere che scienza ed esoterismo, o filosofia esoterica (spero mai più confondibile con l'occultismo) non vanno affatto su binari opposti, anzi, dovrebbero cercare il modo di viaggiare a più stretto contatto, in modo tale da poter accelerare il processo di crescita sia scientifico che spirituale.

Invece cosa accade oggi?
Che la scienza, per colpa di uno strano atteggiamento di superiorità ed arroganza, esclude quasi a prescindere ogni concetto che invece troverebbe riscontro sul piano filosofico.
Io comprendo che si debba attenere ad un metodi scientifico, ma divenire vittime del metodo, significa autolimitarsi, chiudere le porte a realtà e possibilità inesplorate.

Spero di aver chiarito che parlare di esoterismo non significa parlare di mago magò e company, ma di iniziazione a filosofie che puntano alla crescita personale, che possa ripercuotersi positivamente sulla società e collettività umana.

Mario Contino.
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

giovedì 27 luglio 2017

I segreti, poco celati, in Dragon Ball

Chi di voi non ha mai sentito parlare del celebre “anime” giapponese, intitolato Dragon Ball?
Probabilmente tutti voi, forse avrete appreso della sua esistenza dai vostri figli, o dai vostri amici, o per vostra stessa passione, ma son certo che la maggior parte di coloro che leggerà questo articolo conosce il celeberrimo cartone animato.
Pochi però avranno notato i messaggi celati all'interno della sua coinvolgente trama.
Prima di iniziare mi sembra opportuno fornire qualche breve accenno “sull'anime” in oggetto.

Dragon Ball, letteralmente "Sfera del drago", è un manga (fumetto giapponese) scritto e illustrato da Akira Toriyama. Dragon Ball ripercorre le avventure del protagonista Son Goku dall'infanzia all'età adulta, mentre si allena nelle arti marziali ed esplora il mondo alla ricerca delle magiche sfere del drago, in grado di evocare un drago potentissimo e capace di esaudire ogni desiderio.
Nel corso del suo viaggio Goku incontra tanti altri personaggi, tra amici e nemici agguerriti che tenteranno di ledere non solo alla sua vita ma a quella dell'intero pianeta terra.

Tengo a precisare che la cultura giapponese, che è alla base della creazione del manga, è molto più aperta a scenari nei quali gli uomini comunicano e convivono con altri esseri non umani.
Il folklore giapponese è pieno zeppo di spiriti, divinità, demoni, e mostri di ogni genere, così come di uomini in grado di convivere, o addirittura competere, con queste potenze soprannaturali.
Ragion per cui è assolutamente errato considerare questo manga come un genere nato da un sottile complotto anticristiano, come ho letto in alcuni articoli inerenti, vedremo infatti che ciò che i complottisti hanno inteso come simboli satanici e scelti da sette occulte, siano in realtà riferimenti ad una cultura folkloristica molto più antica dell'occidentale e, soprattutto, precristiana.

Dragon Ball è ambientato su uno strano pianeta terra, sul quale convivono sia esseri preistorici (dinosauri e simili) sia tecnologie scientificamente avanzate (Auto volanti, navicelle spaziali, raggi laser, robot ecc..).
Molti lo verrebbero uno scenario futuristico, a mio avviso potrebbe essere riconducibile alle teorie delle cinque ere umane.
Secondo queste teorie, sarebbero esistite cinque razze umane, compresa l'attuale, gli Atlandidei o i Lemuriani sarebbero esseri umani di due distinte ere, attive millenni fa e delle quali si è “cancellata” ogni traccia... O quasi.
Sempre in base a tali teorie, delle quali poi esistono diverse varianti che non tratterò in tal contesto, poiché meriterebbero articoli a se stanti, questi popoli avrebbero raggiunto livelli di tecnologia molto più sviluppati della nostra, si citano a tal proposito: auto volanti, raggi laser ecc., proprio come nel cartone animato oggetto di questo articolo.
A mio avviso, i rettili preistorici inseriti indicano il passato remoto, volutamente segnalato, un passato nel quale le conoscenze scientifiche sarebbero state di gran lunga più evolute delle attuali, ed anche queste sono egregiamente segnalate in Dragon Ball.

Occorre poi citare gli “alieni” e le “Divinità”, che sempre più spesso si incontrano man mano che le avventure del giovane Goku procedono nella trama tracciata dall'autore.
Alieni spesso dall'aspetto bizzarro, altre volte però molto simili all'essere umano, se non per le differenti capacità psico fisiche in termini di longevità, forza, intelligenza.
Scopriremo che lo stesso protagonista, che ha vissuto come essere umano tutta la sua infanzia, di dimostrerà essere un alieno appartenente ad una civiltà extraterrestre votata alla lotta e alla conquista.
Non è tutto, le divinità citate di volta in volta, sono descritte come esseri alieni, non spiritici ma materiali, potentissimi, abitanti dimensioni spazio temporali differenti da quella umana.
Cosa aggiungere?
In questo anime sembrano esserci tutte le “odierne”, e questa volta occorre aggiungere “si fa per dire”, teorie ufologiche e parascientifiche, persino i defunti cambierebbero semplicemente dimensione e forma, mantenendo la loro individualità, se meritevoli, o essendo trasformati in pura energia se non meritevoli di gesti altamente altruistici, o eroici.

Passiamo un po' ai nomi di alcuni personaggi principali, iniziando dal protagonista.

Goku (detto anche Son Goku): Nel crearlo Toriyama si è basato su Sun Wukong, personaggio coprotagonista de “Il viaggio in Occidente”.
I primi capitoli di quest'opera sono dedicati interamente al nostro Sun Wukong, l'Affascinante Re delle Scimmie. Questo personaggio, infatti, si distingue non solo per essere un grande guerriero, un re, un mago e un saggio, ma soprattutto per le sue sembianze scimmiesche e la sua natura prodigiosa.
La storia di Sun Wukong inizia quando una roccia venne ingravidata dal vento, dando origine allo scimmiotto di pietra.
Non è certo l'unico essere divino ad essere rappresentato come “petrogenito” (generato dalla pietra), ne esistono molti nelle antiche teosofie e nella mitologia di tutto il mondo.
Ad esempio, dalle sculture e dai rilievi mithriaci si evince che Mithra sia nato da una roccia, portando in una mano una spada (mano destra) e nell’altra una fiaccola.
Tornando al mitologico Sun Wukong, questi diede subito prova di grande coraggio, riuscendo a portare il popolo delle scimmie nella Caverna del Sipario d'Acqua, presso la Montagna dei Fiori e dei Frutti, garantendo prosperità alla sua gente.
L'eroe però, era tormentato dall'idea che la felicità del proprio popolo potesse finire, così, si recò dal saggio Subhodi che gli insegnò la Via (il celebre Tao) ed i poteri che deriverebbero da questa consapevolezza.
Sun Wukong divenne immortale, si impossessò dell'arte della trasformazione e fu in grado di volare su una nuvola.
Possiamo immediatamente notare il parallelismo tra Sun Wukong e son Goku, il protagonista di Dragon Ball è infatti rappresentato come un bambino basso, con la coda da primate, dalle movenze simili a quelle di una scimmia, molto vivace ed impertinente se pur dotato di pura ingenuità.
Anch'egli ottiene l'aiuto di un vecchio monaco che lo introduce alla disciplina delle arti marziali e, impara a volare su una nuvola magica.
Non è tutto, Sun Wukong è rappresentato con in pugno un potentissimo bastone magico, proprio come Son Goku, che è rappresentato con un bastone magico in grado di allungarsi a dismisura in base alla volontà e alla necessità del protagonista.

A questa versione mitologica di Goku, si affianca poi quella bizzarra che non potrebbe nancare in un manga giapponese, infatti l'altro nome di Goku è Kakaroth, il nome che originariamente gli avevano attribuito i suoi genitori alieni, appartenenti alla razza Sayan, prima di inviarlo sul pianeta terra.
Kakaroth deriva da Kakarotto, con il significato di “Carota”, scelto probabilmente per via della capigliatura con il quale Goku è rappresentato.

Nell'edizione Italiana dell'anime, il Dio che è incaricato (tra le altre divinità) di occuparsi della gestione del pianeta terra, è chiamato Supremo.
In realtà il manga riporta solo l'appellativo di “Kami Sama” ossia Dio, senza dargli un nome specifico.
É strano il riferimento palese al Dio senza nome, colui che è, forse un riferimento ad Amon- dal greco antico Ἄμμων Ámmōn, Ἅμμων Hámmōn; letteralmente il Misterioso o il Nascosto - una divinità appartenente alla religione dell'antico Egitto.
Ancora più sorprendente è constatare come l'ideatore del manga abbia voluto creare un dio del mondo cattivo, in contrapposizione a quello buono appena citato.
Questa divinità votata al male, è stata ideata come personificazione e materializzazione della parte malvagia del dio supremo “Kami Sama”, quindi l'altra faccia della stessa medaglia.
Nella traduzione italiana del manga, questo Dio assume il nome di Al Satan, con riferimento diretto al Satana biblico (dall'ebraico Satàn = Rivale).
A fronteggiare questo essere, ovviamente, il protagonista Son Goku.
Occorre però specificare che nel manga esso assume il nome di Pikkoro Daimaō, ossia “Gran demone Piccolo”, forse con significato di Signore dei piccoli demoni.

Molti altri personaggi sono stati creati partendo da caratteristiche fisiche assegnategli dagli illustratori, così, la moglie di Son Goku, ossia ChiChi, prende il nome dalla parola che fa riferimento, cito testualmente: “Tette, Capezzoli”, ovviamente il personaggio è raffigurato come prosperoso. L'altra protagonista femminile è Bulma, ragazza ricchissima dai capelli azzurri, proprietaria di un industria a carattere scientifico, di ingegneria avanzata, la Capsule Corporation (nella traduzione italiana), il nome Bulma in origine “Buruma”, ha il significato di “Mutandine”. Questo personaggio, soprattutto nella prima serie del manga, appare molto malizioso, tanto che in una scena cerca di convincere Goku ancora bambino ad aiutarla, mostrandogli le sue mutandine (scena censurata in Italia nell'animazione).
Così un po' per tutti i personaggi che non ricoprono un ruolo fondamentale.

Ho letto articoli in cui si considerava questo manga di origine Satanica, o meglio contenente messaggi in grado di spingere i bambini, o gli adolescenti, ad aderire al satanismo.
Assolutamente una considerazione priva di senso, visto che, come ho dimostrato spero in modo sufficiente, esso conserva molte caratteristiche e molti personaggi dell'antico folklore giapponese.

Altre cose che vengono invece “suggerite”, riguardano lo sviluppo del potere interiore umano, ossia l'utilizzo del Qui, energia che dimorerebbe in tutti gli uomini ma utilizzabile solo in seguito a durissimi allenamenti e grazie alla consapevolezza della stessa.

Bene!, Spero che possiate guardare questo “anime”, o leggere il manga, con un'attenzione differente.

Mario Contino

martedì 18 luglio 2017

Necromanzia e Telestiké


Ho assistito ad un dibattito molto interessante, in uno dei tanti gruppi facebook che raggruppano persone avvezze agli studi esoterici, o semplici curiosi della materia.

L'argomento in discussione era la Necromanzia e la Telestiké.
Questo saccente, si fa per dire, esperto maestro dell'occulto, insisteva nel ritenere i due termini sinonimi.
Per il “guru”, entrambi riguardavano l'arte di evocare e controllare gli spiriti.

Chiaramente un errore concettuale che non trova alcun riscontro nei testi.
Con il termine “Necromanzia” non bisogna intendere l'arte di evocare gli spiriti dei defunti, poiché il concetto di “evocazione” è fine a se stesso e potremmo farlo rientrare nel termine “stregoneria”. (non confondiamo pure i termini Mago e Stregone, il folklore li distingue in modo chiaro e scrupoloso).
La necromanzia è, essenzialmente, un'arte divinatoria, volta a scoprire informazioni importanti, inerenti il passato o il futuro, chiedendole agli spiriti dei defunti che, teoricamente, sarebbero in possesso dell'informazione ricercata.
Non per niente, la parola NEGROMANZIA, deriva dal greco νεκρομαντεία, nekromanteía, composto di νεκρός «morto» e μαντεία «predizione».
L'officiante assume il titolo di necromante.
Si è fatta sempre molta confusione su questa parola, ad esempio si è ritenuto che il libro dei morti egizio fosse uno strumento legato alla necromanzia, quando dovrebbe essere a tutti chiaro che si trattasse di un testo sacro legato si al culto dei morti, ma dal punto di vista teosofico e non per forza legato alla stregoneria.

Con il termine Telestiké invece, si indica una tecnica di iniziazione misterica e teurgica, legata alla religione e non alla sfera dell'occultismo.
Questa tecnica consisteva nel consacrare ed evocare le divinità, che si sarebbero palesate all'officiante in un modo straordinario, ossia animando speciali statue appositamente preparate per lo scopo.
Era credenza che ogni divinità fosse legata ad un elemento particolare della natura: un minerale, una pianta, ecc.
La statuetta veniva quindi preparata con tale elemento, oppure riempita con lo stesso.
Sulla statuina si incidevano formule rituali e “nomi sacri”.
L'officiante invocava la divinità recitando le formule in “lingua sacra” e chiamandola tramite la pronuncia dei suoi “nomi segreti”.
La telestiké fu diffusa tra gli ultimi filosofi neoplatonici come metodo per onorare il mondo sovrasensibile degli Dei.

Quindi due cose totalmente distinte, da non confondere.

Mario Contino

lunedì 19 giugno 2017

La ricerca dell'ignoto tra errori, limiti, possibilità

La domanda che ha posto un freno al mio vecchio modo di operare, quella che mi ha fatto letteralmente cambiare strada, è la seguente:

Come indago in un ambito nel quale il soggetto indagato non è nella mia dimensione spazio temporale?

Il ghost hunting non è più idoneo, le sue tecniche diventano rudimentali e ridicole, per questo ho già accennato che tale indagine è utile solo nella fase di accostamento allo studio dei fenomeni.
Un altra domanda che subito dopo ci si pone è questa:

Serve una laurea specifica per essere un ricercatore?

Certamente lauree in specifiche materie scientifiche sono indispensabili se si vuole portare la ricerca in ambienti accademici.
Essere un ricercatore non è direttamente legato al possedimento di una laurea, potreste essere dei geni matematici e risolvere equazioni difficilissime pur non avendo alcuna laurea, potreste parlare 8 lingue differenti non possedendo una laurea in lingue e letteratura straniera, ed ancora potreste conoscere la storia di un luogo x in maniera profonda e completa pur non possedendo una laurea in storia.
La laurea serve se si intende “professare” una determinata materia, come prova delle conoscenze acquisite in modo tale da dimostrare di poter trasmettere quella sapienza a studenti che si affidano al vostro operato.
Chi ricerca dovrebbe farlo per 2 ragioni:
1) per se stesso;
2) per la comunità umana;
Altre ragioni sono a mio avviso solo conseguenza dell'ego o di risultati altamente attendibili, ma di ciò, oggi, difficilmente qualcuno potrebbe vantarsi.

Tornando alla prima domanda, consci che a questo punto non è ammissibile definirsi o farsi definire Ghost Hunters, occorre ricordare quanto accennato fin ora in miei precedenti articoli, su:
Dimensioni parallele;
Wormhole;
Radiazione elettromagnetica ecc..

Tutti campi di ricerca che necessiterebbero, per essere affrontati e rapportati al mondo dell'ignoto, di:
Laboratori opportunamente allestiti;
Figure professionali in campo tecnico analitico;
Strumenti e software anche molto costosi;
Ingegno e curiosità;
Uno studio multidisciplinare;

Analizzeremo adesso qualche tecnica utile alla nuova ricerca, certamente da valutare ma un buon punto di partenza, abbiamo già parlato di fotografia Kirlian e biofotonica, quindi tentiamo di capire come sfruttare al massimo ciò di cui potremmo più facilmente disporre.

Tecniche nuove?
No, non siamo ancora pronti, quindi ci concentreremo su tecniche vecchie ma rimaste al di fuori del grande schermo, estranee alla ricerca del “Ghost Hunter” poiché non essendo state utilizzate in TV, mezzo che ha diffuso la moda, non sono mai state neppure considerate.
Abbiamo accennato alla possibilità materiale della mente umana di creare entità di tipo psichico ma in grado di manifestare la loro presenza sul piano dimensionale umano.
Molte menti potrebbero salvare il mondo?
A mio avviso si, ma questo è un altro discorso da approfondire in un libro a se stante.

Se la mente crea un immagine, un essere, questo potrebbe essere ripreso?

Domanda che mi sono posto nel momento in cui ho studiato le varie leggende e teorie sulle famose e già citate “Forme Pensiero”.
A mio avviso dovrebbe essere possibile e capire come fotografare o comunque registrare il fenomeno, potrebbe aprire la strada alla registrazione di X anomalie di presunta origine paranormale.

Pochi sanno che da circa 2 secoli la scienza studia e si occupa di fenomeni paranormali, soprattutto quelli legati ai medium o comunque a manifestazioni di tipo E.S.P. (Extra-sensory perception).
Tra questi vi è, oltre la psicocinesi a tutti nota, manifestazioni di suoni e parole, immagini, esseri che sembrano perfettamente dotati di corpo e consistenza ecc..
Nell'ambito di questi studi deve aver origine la ricerca di chi intende scavalcare il blocco imposto dal ghost hunting.
Bisogna tener conto che già intorno al 1931 a seguito di esperimenti portati avanti dal Dott. Osty, si dedusse che la «sostanza» invisibile, che agisce nei fenomeni di telecinesi, risulterebbe visibile in maniera più o meno opaca ai raggi infrarossi.
Per la prima volta quindi, in ambito scientifico, si poté sperare di osservare l'invisibile che era chiaramente sinonimo di “inesistente”.

Molti dunque provarono a fotografare l'aura umana o addirittura l'eventuale anima a seguito della morte fisica dell'essere vivente, l'energia cosciente, questa si cercava.
Un altro sistema di dimostrazione scientifica di ciò che continuava, comunque, ad essere ritenuta materia parascientifica o al massimo filosofica, fece nascere molte speranze nel 1934 a seguito degli studi dell’americano Dott. R.A. Watters, il quale, nel suo libro The Intra- Atomic Quantity, sostenne di essere riuscito a fotografare il corpo eterico di grilli, topi ed altri esseri animali da egli esaminati grazie alla «camera Wilson», strumento utile solitamente negli esperimenti di disintegrazione della materia, per fotografare le traiettorie degli elettroni e delle altre particelle atomiche. A seguito di altri esperimenti però lo stesso Dott. Watters dovette ammettere che il «corpo eterico» non c’entrava nulla con l'immagine ottenuta e che la nebulosità osservata era dimostrabile con la luminescenza prodotta dai gas ionizzati emessi dai corpi degli animaletti esaminati.

In ogni caso i 2 fattori ritenuti sempre molto importanti sono: la presenza di gas ionizzati e la radiazione ultravioletta che spesso renderebbe visibili questi ed altri elementi normalmente invisibili.

Alcuni esperimenti da me condotti sono stati strutturati in tal modo:

1) Ho creato un ambiente idoneo, privo di ostacoli e rilassante, più o meno isolato da rumori esterni.
2) Ho posto un mio collaboratore ad una certa distanza da un telo bianco fotografico, il soggetto era seduto su di un comodo sedile.
3) l'intera stanza è stata illuminata da tubi fluorescenti UV e sono state poste videocamere prive di filtri e software anti-UV, ergo capaci di catturare la specifica radiazione luminosa e tutto ciò che con essa potesse essere reso visibile su foto.
4) Si è chiesto all'assistente seduto di concentrarsi intensamente su una specifica figura, al fine di immaginarla come materiale e tangibile, posta su un tavolino tra egli ed il telo bianco.
I risultati ottenuti non possono essere definiti positivi, ciò in quanto le foto non hanno evidenziato figure anomale aventi la specifica forma richiesta.
È stato però chiaro che qualcosa ha influenzato comunque i risultati, le foto scattate durante l'esperimento apparirebbero “disturbate”, leggermente o in tutto sfocate.
La mia intuizione è stata alla base di questo “esperimento”, che procederà con altri tipi di radiazioni UV ed altri filtri fotografici.

Anche la radiazione IR rappresenta un buon punto di partenza, poiché in effetti è facilmente registrabile, come L'UV, con strumenti non proprio irraggiungibili.
Come dovrebbe essere chiaro ormai a tutti, la luce visibile è costituita da emissioni con una lunghezza d'onda compresa tra i 400 e i 750nm, dal colore viola al rosso, passando dal ciano, verde, giallo e arancio.
Prima del viola e quindi dei 400nm c'è la radiazione ultravioletta e le altre radiazioni di luce non visibili.
Dopo il rosso (750nm) c'è la radiazione infrarossa,sempre invisibile, che si estende in maniera continua.
Con l'aumentare della lunghezza d'onda le radiazioni si manifestano prima come onde termiche, poi come onde radio.
Molti ricercatori utilizzano macchine fotografiche a pellicola e pellicole, a loro volta, sensibili agli IR, in realtà i sensori delle fotocamere digitali sono molto sensibili alla radiazione infrarossa, tanto da poter registrare radiazioni fino a 1.200nm, ben oltre i 750nm del rosso visibile.
Normalmente ciò sarebbe considerato un difetto, causerebbe l'ottenimento di fotografie non conformi “alla realtà percepita”, ergo vengono solitamente montati filtri utili a bloccare il più possibile la radiazione IR ripresa.

Alcuni degli scatti fotografici più interessanti che ho esaminato, li dove la presunta entità risultava visibile solo alla fotografia IR e non all'occhio nudo, avevano 2 caratteristiche in comune: il 50% delle forme anomale riprese apparivano nere, come ombre, nel restante 50% apparivano biancastre e fumose.

A mio avviso ciò dipende, ancora una volta, dalla concentrazione di vapore acqueo e dalla grandezza delle “goccioline” di acqua in sospensione.

L'acqua assorbe la maggior parte della radiazione IR, mentre il filtro IR al contempo assorbe tutta la luce riflessa nel visibile, ed è per questo che appare “nera” nelle foto IR.

Detto ciò si apre un mondo di interrogativi e problemi da risolvere, primo tra tutti l'identificazione del giusto filtro da utilizzare.
Solitamente si utilizzano filtri neri per bloccare la radiazione visibile, questi fanno passare la radiazione luminosa non visibile a partire da una certa lunghezza d'onda.
La fotografia scientifica necessita di determinati filtri, a diverse lunghezze d'onda filtranti, ciò poiché cambiano di volta in volta le risultanze sulla fotografia, perché la radiazione infrarossa a seconda della sua lunghezza d'onda, è in grado di penetrare nella materia, organica o inorganica, ad una certa profondità.

Per ovviare a ciò occorrono vari tentativi e l'utilizzo di diverse apparecchiature fotografiche filtrate in maniera differente, poiché a differente entità potrebbe corrispondere la necessita di un differente IR ripreso.

Dopo le foto, le analisi...

Non è finita qui, non basta dotarsi di macchine fotografiche modificate, filtri, ed illuminatori appositamente posizionati in un dato luogo X. A seguito dell'indagine, questi dati dovrebbero essere analizzati da personale esperto e qualificato, in grado di utilizzare software di analisi all'avanguardia.
Tra i programmi più utilizzati, io consiglierei, per quanti sono agli inizi e non vogliano spendere troppo, le versioni commerciali di Adobe Photoshop.
Il software non si limita al foto ritocco o fotomontaggio, per i quali è solitamente conosciuto.
In realtà offre un insieme di strumenti analitici molto utili, basati sulla possibilità di un alterazione cromatica completa dell'immagine ottenuta, filtri fotografici digitali, movimento nella luminosità e nei contrasti ecc..
Ciò, associato ad un utilizzatore esperto del software, garantisce una certa efficacia nell'analisi e risultati definibili “certi e concreti”.

Fotografie, effettuate in maniera tale da poter rendere visibile l'invisibile, ma siamo ancora nella nostra dimensione, ancora una volta potremmo fotografare solo l'azione dell'ipotetica entità X nell'arco temporale nel quale opera sul nostro piano dimensionale.

Sarà realmente possibile scrutare oltre?
Per adesso credo di no, ammenochè non si riescano ad aprire “finestre” tra questa e la dimensione X, fotografando attraverso la “fessura”.
Meglio sarebbe, per adesso, cercare di comprendere in quali luoghi possano aprirsi questi “ponti”, e magari fotografare in qualche modo attraverso di essi, sempre ammesso che ciò sia possibile.

Il suono potrebbe aiutarci?
Oggi nel ghost hunting si considera il suono solo come indagine EVP o metafonia.
Certo è assodato che in determinate condizioni è possibile ottenere risultati più o meno soddisfacenti ma limitarsi a questo è triste.
Ancora una volta occorre imparare qualcosa osservando la natura, l'uomo che si crede superiore a tutto e tutti ha in realtà molto da apprendere dagli animali, spesso dotati di sensi ben superiori in grado di rapportarli ad una realtà più ampia.
E’ a tutti noto che il pipistrello ha un udito finissimo, probabilmente il migliore nel mondo dei mammiferi, esso utilizza un vero e proprio dispositivo biologico di eco-localizzazione, emettendo ultrasuoni e misurandone il tempo di ritorno per individuare prede o ostacoli al buio.
Per ultrasuoni si intendono, come già accennato, frequenze al di fuori del campo sonico umano.
Esisterebbe una falena in grado di andare anche oltre lo straordinario udito del pipistrello, si tratta dell'evoluzione naturale che ha permesso alla “grande tarma della cera” di poter ascoltare le frequenze dei pipistrelli, suoi predatori naturali, e potersi quindi mettere al riparo.
Questa curiosa ed interessante scoperta sarebbe da attribuirsi ai ricercatori dell’Università di Strathclyde a Glasgow, in Scozia, secondo i quali questa falena sarebbe in grado di udire frequenze fino a 300 kHz ben superiori alle capacità umane che consentono l'ascolto fino ad un massimo di 20 kHz.
Molti hanno quindi pensato di dotarsi di convertitori di ultrasuono in suono udibile, ottenendo anche discreti risultati.
In pratica si crede che le entità possano esprimersi, quindi parlare, a frequenze troppo elevate per essere ascoltate dall'orecchio umano.
Ci sono stati diversi riscontri positivi a questa teoria, così come per la metafonia.
Bisogna considerare però che le entità in grado di comunicare o che siano in qualche modi interessate a farlo, possano essere un numero limitato rispetto a tutte le possibili entità esistenti.
Affermo ciò perché sembrerebbe ormai dilagare l'assurda convinzione che ogni voce registrata possa appartenere agli spiriti umani sopravvissuti alla morte del corpo fisico, o come vorrebbe la massa: “Fantasmi”.
Non è da escludere del tutto, ma anche se così fosse, anche se gli unici esseri a poter sfruttare tale comunicazione fossero di origine umana post-mortem, ciò non potrebbe in alcun modo escludere la probabilità di molte altre realtà parallele.
Anzi in tal caso staremmo forse dimostrando che l'aldilà dello spirito umano, in realtà, coincide perfettamente con il nostro qui ed ora, però slegato dai limiti spazio-temporali umani.
Perché?
Semplice, il corpo ha una scadenza, nasce e muore, e si muove in uno spazio relativo ai suoi sensi e possibilità, lo spirito trascende certamente tali limiti.

Esistono altri modi in cui il suono può essere sfruttato per la nostra ricerca.
Come funzionano i sonar?

Il sonar è in grado di individuare oggetti sott’acqua e di misurarne la distanza.
La parola è derivazione di: di Sound, NAvigation and Ranging, dall'inglese “Suono, navigazione e misurazione”.
Possiamo considerare questo strumento una variante del radar, di cui tratteremo in seguito.
Per il funzionamento, spiegando in maniera sintetica, lo strumento utilizza la riflessione sugli oggetti delle onde sonore, che non sono altro che vibrazioni che si propagano attraverso il mezzo (liquido), così come al di sopra della superficie si propagano attraverso l’aria.
Il suono sott’acqua viaggia più rapidamente che attraverso l’aria e copre distanze maggiori tanto più l'onda è a bassa frequenza (suono grave).

Dobbiamo distinguere 2 tipi differenti di sonar:

I sonar passivi che si limitano ad ascoltare i suoni che attraversano le acque senza emettere impulsi sonori propri.
Di solito dispongono di un computer che consente di riconoscere il suono di un determinato genere di nave o di un siluro.
Questi strumenti vengono impiegati anche a scopi scientifici, ad esempio lo studio sulla comunicazione tra i cetacei (canto delle balene)

I sonar attivi invece non si limita a captare i suoni, ma ne emette di propri su determinate frequenze. Crea una pulsazione regolare chiamata ping ed è in grado di calcolare il tempo che separa l’emissione dell’impulso dalla ricezione dell’eco, stimando la distanza dell’oggetto (urtato)

Perché queste nozioni?
Prima di rispondere a tale quesito occorrono altre riflessioni, poi tutto troverà la giusta collocazione nel contesto della nostra ricerca.

Quanto appena detto dovrebbe farci riflettere sullo scarso utilizzo del “suono” da parte dei vari gruppi di ricerca sul paranormale, un po' per mancanza di conoscenze basilari come quelle che ho riportato poc'anzi e che continuerò a riportare, un po' per mancanza di fondi a copertura dell'acquisto di strumentazioni costose, anche diverse migliaia di euro.
Andiamo avanti, adesso sappiamo che esistono strumenti in grado di emettere un suono, analizzare il suo ritorno (eco di rimbalzo) al sensore e stabilire l'esistenza e la distanza di un corpo INVISIBILE ai comuni sensi umani, invisibile ma non inesistente, vi ricorda qualcosa?
Saprete già cosa è un ecografia, credo che tutti noi ne abbiamo sentito parlare almeno una volta nella vita, ma come funziona in realtà?

Anche l'ecografia utilizza il suono per ampliare la percezione umana e mostrarci ciò che sarebbe impossibile da visualizzare.
Nello specifico, lo strumento utilizza gli ultrasuoni e si basa sul principio dell'emissione di eco (da cui il nome ecografia) e della trasmissione delle onde ultrasonore.
Gli ultrasuoni utilizzati sono superiori ai 20 KHz. La frequenza è scelta tenendo in considerazione che frequenze maggiori hanno maggiore potere risolutivo dell'immagine, ma penetrano meno in profondità nel soggetto.
La sonda dispone di uno strumento opportunamente ideato ed in grado di permettere agli ultrasuoni di penetrare nel segmento anatomico esaminato, di raccogliere il segnale di ritorno (eco) e di trasformare questo in un immagine visiva visualizzabile su apposito monitor (ciò grazie ad un software adatto a tale scopo, caricato ed eseguito da un apposito computer).
Siamo passati dunque dal suono all'immagine.
É chiaro che lo strumento è di gran lunga molto più complesso ed ovviamente ho riportato in maniera sintetica solo l'ovvio, quanto occorre per far comprendere che ciò che la vista non ci mostra potrebbe solo essere visualizzato grazie a strumenti che si basano su altri principi scientifici.

Sto suggerendo di creare uno strumento in grado di fornirci una specie di ecografia dell'ambiente X e magari mostrarci esseri che normalmente sarebbero invisibili?
Ciò sarebbe possibile?
Otterremmo risultati concreti?
Non so rispondere a queste domande in quanto occorrerebbero anni di studi e tentativi, però è ciò che suggerisco, utilizzare tecniche nuove e riflettere su teorie che potrebbero sembrare assurde ma che, forse, non lo sono affatto.
Certo il suono, trasformato in immagine così come descritto per lo strumento appena citato, funzionerebbe solo in presenza di un ipotetico essere che farebbe da scudo all'onda sonora e dunque creerebbe un eco di ritorno, potrebbe anche essere impossibile in relazione ad un ipotetica struttura biofisica dell'essere ipotizzato.
Ed in più questo dovrebbe trovarsi, ancora una volta, nella mia specifica dimensione.

Questo articolo spero sia stato utile per far comprendere come molti gruppi di ghost hunter affrontino la ricerca con evidenti limiti che non provano a superare.
Il provarci è forse più importante del riuscirci, che potrebbe essere impossibile.

Ritorniamo alla domanda posta all'inizio dell'articolo, ora la risposta dovrebbe essere ovvia:
Indagare in altre dimensioni?
Impossibile o quasi per l'essere umano, in relazione alle attuali conoscenze scientifiche.
Indagare con più attenzione nella nostra?
Umilmente occorrerebbe rispondere con un netto si, avendo anche l'intelligenza di fare un passo in dietro ed ammettere i propri errori, solo in questo modo si potrà sperare di andare oltre ed evolvere.

Mario Contino

mercoledì 7 giugno 2017

PUGLIA FOLKLORE (pugliafolklore.it)

Da un’ idea dello scrittore Mario Contino, nasce il portale:


La Puglia come pochi l’hanno raccontata, quella fatta di misteri, di magia, di tradizioni millenarie che si perdono nella notte dei tempi.
Non solo spiagge e movida commerciale ma leggende in grado di favorire lo sviluppo del nostro territorio attraverso un turismo nuovo, diversificato, destagionalizzato, interessato ai misteri folkloristici che da sempre caratterizzano la cultura contadina dalla quale tutti noi traiamo origine.



venerdì 2 giugno 2017

Recensione libro: J.R.R. TOLKIEN – Il lungo sentiero tra ombra e luce.

J.R.R. TOLKIEN – Il lungo sentiero tra ombra e luce.

Autore: Paolo Battistel
Editore: I Quaderni del Bardo
Pagine 45 (formato pocket)

Recensione di Mario Contino

Ammetto di aver letto molti libri su Tolkien, tutti volumi di diverse centinaia di pagine, ragion per cui mi sono sorpreso non poco ritrovandomi tra le mani un tascabile.
Ero un po' scettico, come si poteva trattare di un autore di tale spessore in poche pagine?

Leggendo ho dovuto però ricredermi, la maestria dell'autore si esplica in una straordinaria capacità di sintesi, la lettura risulta semplice e scorrevole, pur non tralasciando importantissimi dettagli che nello specifico contesto sono fondamentali.

Il capitolo dedicato al tema dei riferimenti religiosi, nelle opere di Tolkien, mi è particolarmente piaciuto, ricco di curiosità che francamente non conoscevo, quindi una lettura istruttiva oltre che piacevole.

Nel complesso ho gradito la diversità nel trattare l'opera, o meglio le opere, e lo stesso l'autore.

Ritengo che il libro di Paolo Battistel sia un “piccolo” gioiello da leggere e custodire, restando in tema, come un prezioso “anello”.

Mario Contino

martedì 9 maggio 2017

Dimensioni spazio-temporali, la loro incidenza nell'ambito del "paranormale".

Oggigiorno si parla spesso di “universi paralleli” o “differenti dimensioni spazio-temporali”, a volte si citano queste probabili realtà in maniera del tutto impropria.
Per evitare di accrescere l'eventuale confusione nell'idea di “anomalia spazio-temporale”, credo sia doveroso se non essenziale spiegare almeno le basi scientifiche alla radice dei termini sopra espressi.

Una dimensione parallela, o universo parallelo, è un ipotetico universo separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso; nella maggioranza dei casi è identificabile con un altro “continuum spazio-temporale” (o spaziotempo). L'insieme di tutti gli eventuali universi paralleli è detto multiverso.

In fisica per spaziotempo, o cronotopo, si intende la struttura quadridimensionale dell'universo che sarebbe dunque composto da quattro dimensioni: le tre dello spazio (lunghezza, larghezza e profondità) e il tempo.
Il cronotopo è da considerarsi quale il "palcoscenico" nel quale si svolgono i fenomeni fisici.
In pratica la visione relativistica assimila anche la dimensione temporale (prima-dopo) alle tre dimensioni spaziali sopra descritte, rendendola percepibile in modo diverso dagli osservatori in condizioni differenti.
I punti dello spaziotempo sono detti eventi e ciascuno di essi corrisponde ad un fenomeno che si verifica in una certa posizione spaziale e in un certo momento.
Ogni evento è quindi individuato da quattro coordinate. In genere, per visualizzare le coordinate spaziali si usano tre coordinate cartesiane determinate dalla scelta di una terna di riferimento ortogonale; esse si possono denotare con le tre lettere diverse x, y e z oppure con le lettere dotate di indici x 1 , x 2 , x 3 . Nel primo caso la coordinata temporale si indica con t, nel secondo con x 0.

 
Immaginando di osservare tutto lo spaziotempo dell'universo nella sua interezza, fingendo dunque di "uscirne fuori" per guardarlo da una posizione esterna, esso assomiglierebbe ad un lungo fiume completamente ghiacciato (quante volte abbiamo sentito l'espressione: Il fiume del tempo?), nel quale ci sono le linee d'universo degli oggetti: la lunghezza è la dimensione temporale; per lo spessore e la larghezza ci sono gli eventi così come sono disposti nello spazio.
Dalla nostra ipotetica posizione da osservatori esterni, noi osserveremmo tutto lo spazio esistente e tutto il tempo relativo alla nostra propria e specifica dimensione di appartenenza, passato, presente, futuro.
La "visione" immaginaria appena descritta è detta dai fisici e dai filosofi visione "in blocco" dello spaziotempo o anche continuum spazio-temporale.

Ogni oggetto presente nell'universo influisce sullo spaziotempo e di conseguenza su tutt'e quattro le dimensioni che lo compongono: per esempio, la Terra influenza le tre dimensioni dello spazio attraverso la gravità, e influisce sul tempo attraverso un rallentamento del tempo stesso.
Nei buchi neri (si definisce buco nero una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale talmente forte che nulla al suo interno può fuoriuscire, nemmeno la luce ) il tempo verrebbe rallentato così tanto che in teoria, sull'orizzonte degli eventi, potrebbe essere fermo.

Va precisato che la parola "dimensione", sebbene nel linguaggio d'uso comune possa genericamente riferirsi a un'ulteriore realtà nascosta,o sovrapponibile alla nostra dimensione, in un contesto tipicamente scientifico va distinto dagli altri termini quali: universo parallelo; realtà parallela ecc., ciò in quanto designa una o più quantità e qualità metriche intrinseche al luogo misurato: ad esempio con le caratteristiche di "quarta dimensione" è definibile una configurazione (come l'ipersfera).
Sempre in contesto scientifico, affermare l'esistenza fisica di un'altra dimensione parallela, oltre le tre normalmente osservate nel nostro universo (euclideo), significa sostanzialmente dichiarare la presenza di misure, elementi, forme passibili di misurazione, le quali affiancano e/o completano l'estensione (superficiale e volumetrica) normale, restando però sempre al di fuori dalla gamma compresa e percepita dall'apparato sensorio naturale.
In breve una rappresentazione pluridimensionale è fattibile solo per mezzo di calcolo matematico, al di là della facilità con cui spesso vengono proposte ipotetiche "dimensioni spaziali" usando l'espressione “dimensione” come sinonimo di località abitabili o paragonabili con il nostro ambiente, esse in realtà possono ben delinearsi esclusivamente con calcolo e ricomposizione astratta basata su esso.

Da alcuni anni a questa parte, voci di corridoio spesso smentite poco dopo la divulgazione ufficiale, vorrebbero il tentativo di messa a punto di differenti soluzioni scientificamente attendibili per aggirare i limiti fisici e sfruttare almeno una ulteriore dimensionalità nel tessuto spazio-temporale conosciuto, si tenterebbe dunque di aprire passaggi occasionali (spaziotemporali) in grado di trasportare viaggiatori e/o oggetti tra punti del cosmo lontanissimi, o per muoversi avanti e indietro nel cronotopo.
Scienza o fantascienza?
Incredibile quanto il confine tra queste due realtà sia sottile e quasi inesistente.
Spesso abbiamo sentito parlare di viaggio nel tempo, celebri romanzi e soprattutto films di successo, hanno contribuito a diffondere l'idea collettiva di viaggio spaziotemporale, citiamo a tal proposito la saga di “Ritorno al futuro”.
Ovviamente si tratta di trame fantascientifiche, per adesso, che spesso citano linee temporali parallele e dimensioni parallele nelle quali un determinato evento si svolge secondo modalità alternative, raggiungendo differenti conclusioni rispetto alla dimensione effettiva del protagonista.
Esempio:
  • Mario in questo momento sta scrivendo un libro al PC nella dimensione (cronotopo) X
  • Mario in questo stesso momento sta giocando a calcio nella dimensione (cronotopo) X1
L'invenzione di trame basate su una linea storica alternativa ha dato origine al genere diffusissimo dell'ucronia.

Ternando ad un discorso più scientifico, in senso stretto, occorre segnalare che negli ultimi anni '90, in ambito cosmologico, sono state elaborate teorie sulla possibilità dell'esistenza di differenti tipologie di universi coesistenti e paralleli.
Una di queste teorie vorrebbe sostenere l'idea della presenza di universi in serie a noi tanto vicini da essere considerati quasi adiacenti collocati a fianco del nostro in un iper-spazio che arriva ad avere una quinta dimensione (spaziale). L'iperspazio sarebbe da considerarsi come un enorme contenitore, custode di tutti i cronotopi e delle loro rispettive estensioni, aventi tutte proprietà metriche tridimensionali o quadridimensionali, se si considera la dimensione-tempo.
Questi “universi” sarebbero posizionati uno accanto all'altro, come i fogli in un libro, composto da pagine bidimensionali inserite in un contenitore, il libro, avente invece struttura tridimensionale.
Questo significherebbe che all'interno dell'iper-spazio coesisterebbero tanti universi aventi proprietà e leggi fisiche molto simili tra loro ma a noi impercettibili, ciò in quanto le forze naturali captabili da apparati sensoriali o tecnologici, resterebbero confinate nelle dimensioni del loro luogo originario.
Allo schema appena proposto farebbe eccezione la “forza di gravità” il cui "campo" sarebbe ritenuto in grado di propagarsi oltre ogni dimensionale.
I piani su cui materialmente risiederebbero questi universi vengono definiti "membrane".
Secondo alcune teorie potrebbe trattarsi anche d'un unico, infinito, piano spaziale ma ripiegato più volte, come una fisarmonica per intenderci.

Parlando di dimensioni parallele, non potremmo non citare, se pur in breve, l'ottica spiritista ( spiritista in maniera impropria in quanto divergente da ciò che ci propone lo spiritismo classico del '800) che cita presunti piani di vita, o dimensioni, esistenti in maniera parallela al nostro universo ed adatte al mondo spiritico, in particolare al proseguo della vita umana post mortem. Un corpo di leggera sostanza eterea (con leggera si sostiene l'esistenza di materia ritenuta più pura, meno materiale, più vicina all'idea di spirito etereo), contenuto in quello umano naturale, si trasferirebbe subito dopo la morte in tale “dimensione” dove, libero dal peso e dalla sofferenza della carne, continuerebbe a vivere con modalità simili a quelle del mondo dei viventi, passatemi l'ultima affermazione. In questa, o queste dimensioni, esisterebbero mestieri, scuole ecc., la vita scorrerebbe parallelamente alla nostra.
Di questa teoria la cosa che più mi sorprende sta nei presunti tentativi, di tanto in tanto, da parte delle entità che potremmo definire disincarnate, di contattare il mondo dei vivi tramite lo sfruttamento delle nostre tecnologie: Televisori, radio, telefoni ecc..
Da queste dimensioni alternative, gli ex defunti, riuscirebbero anche a telefonare ai loro parenti o conoscenti, nei prossimi capitoli riporterò diverse testimonianze in merito a questa eventualità.
Il presunto sistema di comunicazione/contatto appena descritto, è denominato:"ITC" (Instrumental Trans Communication).
La teoria sopra descritta farebbe dunque non solo riferimento a dimensioni (sapendo adesso cosa intendere con tale termine, perché, ed in quale ambito) parallele ma spiegherebbe anche gli eventi ritenuti effetto di ricordo di via passata, collegati alle teorie orientali sulla reincarnazione.
Sarebbe andar troppo fuori tema , discutere in questo capitolo di reincarnazioni e leggi del karma, in seguito ritornerò sulla questione.

Negli ultimi anni ha preso piede, trovando molti Fisici concordi con essa, una teoria che sosterrebbe la possibilità dell'esistenza d'una pluralità di universi contigui, l'idea, nata in ambito della disciplina della meccanica quantistica, è stata denominata successivamente da Bryce DeWitt (Dinuba, 8 gennaio 1923 – Austin, 23 settembre 2004; è stato un fisico statunitense, tra i protagonisti della fisica teorica moderna) "Teoria dei molti mondi", spesso citata con l'acronimo MWI: Many Worlds Interpretation.
Eaborata e proposta da Hugh Everett III negli ultimi anni '50, trova uno dei suoi maggiori sostenitori nella persona del Fisico David Deutsch, dell'Università di Oxford, che nel suo saggio intitolato: “La trama della realtà”, definisce la fisica quantistica come: "la fisica del multiverso".
Originariamente la teoria non contemplava una distinzione fisica netta fra universi differenziati, come invece propose B. DeWitt, di seguito un accenno alla tesi originaria:
"[…] D'altra parte si ha a che fare con lo stesso sistema fisico, e da questo punto di vista è lo stesso osservatore, che è in stati diversi...In questa situazione useremo il singolare quando vorremo sottolineare che si ha a che fare con un unico sistema fisico e il plurale quando vorremo sottolineare le diverse esperienze degli elementi separati della sovrapposizione[...]"
Secondo il criterio everettiano lo sviluppo empirico dei sistemi quantici e l'osservatore che li indaga, non vanno ritenuti separabili ma vincolati in ogni fase determinante dell'evoluzione quantica, diretti dal meccanismo universale che regola tutti i processi naturali e che tende ad un'illimitata suddivisione/replicazione dell'intera realtà,in relative varianti, fin dal principio del tempo.
Attualmente l'impostazione su cui si basa la teoria a molti mondi, anche nota come “delle realtà parallele”, è in buona parte, apprezzata da autorevoli cosmologi, che v'intravvedono una peculiare capacità esplicativa riguardo agli istanti precedenti l'inizio del nostro universo e la sua causa, come ad esempio le affini elaborazioni quantistiche di Stephen Hawking (cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più importanti e conosciuti fisici teorici del mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e l'origine dell'universo ) sulla "funzione d'onda d'universo".

Spero che queste sintetiche nozioni possano tornare utili quando ci si imbatte in studiosi, o presunti tali, che citano i termini sopra riportati.
  
Contino Mario 

lunedì 3 aprile 2017

Anomalia in specchio (Illusione o spirito?) - copyright 2016

Nel 2016 fu effettuata dall'allora Associazione Italiana Ricercatori del Mistero, da me presieduta e fondata, una particolare indagine in un'abitazione privata in provincia di Matera.
In questa casa gli inquilini, una giovane coppia, avvertivano stani rumori che spesso sfociavano in poltergeist se pur di lieve entità.
Entrambi, dopo aver deciso di traslocare per l'impossibilità di sostenere una simile situazione, si informarono scoprendo che tali fenomeni si verificavano in diversi appartamenti dell'intero isolato e che l'intero paese era pieno di storie su presunte infestazioni di abitazioni.

Durante il nostro sopralluogo sono successe diverse anomalie, o fatti anomali, uno di questi è attestabile nell'apertura improvvisa di una tenda in tessuto, senza la possibilità che spifferi o altre cause naturali ne abbiano causato il movimento improvviso.
La stanza da letto matrimoniale, luogo nel quale i fenomeni sembravano maggiori e nella quale si è verificato lo spostamento della tenda, ci rese testimoni di diversi rumori, anche forti, dei quali non riuscimmo a trovare logica causa.
Il letto, ad esempio, cominciò a rumoreggiare e ad un tratto sembrò abbassarsi come schiacciato da un peso, contestualmente si registrarono picchi elettromagnetici.
L'armadio disponeva di grandi ante a specchio e, durante il sopralluogo, fu causa di attenzione in quanto più volte si udirono scricchiolii e rumori tonfi, compreso il rumore delle ante in movimento.
Proprio nello specchio di questo armadio è stata ripresa l'immagine di seguito allegata.
Che sia pareidolia?
Che sia l'invisibile coabitante della casa?
A voi il dibattito..

Mario Contino
Copyright, testi e foto.


domenica 26 marzo 2017

Anomalia luminosa nel bosco. Ottobre 2015

Anomalia ripresa con fotocamera IR
Località: Salento - Puglia
Ore 23.00 Circa

Zona adiacente al mare.









































Mario Contino
Copyright, vietato ogni utilizzo non autorizzato.

domenica 5 marzo 2017

morte e post mortem umano - Ipotesi e riflessioni

Chi viene al mondo scopre ben presto che alla fine dovrà morire, questa verità è da tutti conosciuta, da pochi accettata, dai più inutilmente fuggita.

Per definizione scientifica, la morte è lo stato in cui cessano le funzioni biochimiche indispensabili al funzionamento dell'organismo, la conseguenza è la cessazione della vita dello stesso.
Se pensiamo alla vita trascendendo il concetto individuale dell'essere e riferendoci alla “vita evolutiva” di un intera specie animale o vegetale, allora la morte diviene un passaggio fondamentale, obbligato oserei dire ai fini evoluzionistici.
Il momento successivo alla morte di un uomo è da sempre motivo di studio è riflessione, causa queste di paure spesso mascherate ma comunque presenti in ogni essere umano, la paura dell'ignoto.
Dal momento in cui il cuore si arresta, si ha una mancata ossigenazione delle cellule e dunque ha inizio il processo di distruzione delle stesse, noto come decomposizione.
La conseguenze a breve termine della morte fisica sono:
L'algor Mortis (raffreddamento del corpo),
Rigor mortis (rigidità del corpo),
Livor mortis (Coagulazione del sangue – colore violaceo della pelle).

Alcuni ricercatori dell'Institute of Health Ageing dell'University Colleg London in collaborazione con colleghi americani, belgi e greci, ha portato alla luce una sorprendente osservazione riguardante l'attimo stesso in cui la morte si palesa nel corpo.
È stato preso in esame un organismo relativamente semplice, un verme, e grazie a tecniche fotografiche e all'ausilio di speciali microscopi, si è osservato che lo spegnimento progressivo delle cellule si palesa con una reazione a catena visibile sotto forma di luce blu fosforescente che attraversa l'intero organismo, come un onda. Questo effetto è stato ribattezzato con il nome “onda della morte”.
Il Prof. David Gems ci spiega che gli sviluppi di tali osservazioni potrebbero essere sorprendenti, si potrebbe bloccare questo processo di spegnimento o ritardarlo per talune circostanze. Potrebbe essere arrestato, ad esempio, se attivato da un' infezione in una zona limitata del corpo, non sarebbe invece arrestabile se lo stesso si sviluppasse per vecchiaia delle cellule.

Guardando alla storia, possiamo notare che l'Homo Sapiens è stato il primo ad adottare metodi di sepoltura con l'intenzione di proteggere il corpo seppellito e preservarlo dall'attacco dei predatori. Probabilmente queste sepolture, datate circa 100.000 anni fa, rappresentano la conseguenza delle prime riflessioni dell'uomo sul perché della vita, sulla morte, e su un probabile proseguo di uno spirito sfuggito al destino del corpo.
La causa scatenante di tali riflessioni è ancora ignota, alcuni suggeriscono che l'idea di vita dopo la morte possa derivare da sogni aventi per oggetto persone defunte, altri invece, meno influenzati dal peso dell'idea comune accademica, osano citare eventuali manifestazioni di origine paranormale, ad esempio la vista dello spirito di un defunto.

Non si potrebbe parlare di morte senza citare, anche solo superficialmente, alcune allegorie sulla stessa.
La figura della morte quale “essere” che strapperebbe la vita separando l'anima dal corpo, è presente in forma diversa in molte culture.
Nella mitologia Greca possiamo riconoscere le tre Moire quali esseri superiori impegnate nel tessere il filo del destino degli uomini e reciderlo segnando la fine degli stessi, queste figure vennero riprese dalla civiltà romana con il nome di Parche.
C'è però da riconoscere che la figura greca che meglio rappresentava la personificazione della morte era “Thanatos”.
La rappresentazione allegorica più popolare della morte, resta quella di uno scheletro umano vestito con un saio nero e con cappuccio, lo stesso brandirebbe una possente falce per mezzo della quale taglierebbe la vita degli uomini, questa figura è conosciuta con diversi appellativi ma comunemente è citata come “Tristo Mietitore” o “Nero Mietitore”.

L'idea di morte personificata, come quella sopra citata, è generalmente rivestita di un carattere neutrale, considerata né buona né cattiva, un essere che semplicemente compie il suo dovere fin dalla notte dei tempi, per quanto triste ciò possa sembrare all'uomo medio.
Nelle religioni abramitiche è presente la figura di “Angelo della Morte”, possiamo ritrovarlo spesso citato nella Bibbia, ad esempio in Esodo, lo stesso è generalmente identificato con l'Angelo Azrael, stesso Arcangelo riconosciuto quale angelo della morte nell'Islam
Sempre nella Bibbia vi è un richiamo a “Morte” quale quarto cavaliere dell'apocalisse.

Voglio andare oltre il discorso religioso e riflettere un momento sulle probabili osservazioni alla base delle stesse filosofie sopra citate.
Immaginiamo un uomo (inteso come pluralità di individui), un essere vivo che ragiona e riflette sui concetti di vita e di morte, come continua a fare tutt'ora o come dovrebbe fare.
Ad un certo punto della sua storia evolutiva, l'uomo si accorge che la morte non rappresenta la fine, inizia a credere ad un dopo morte e lo fa in maniera bizzarra.
Se fosse un pensiero sorto per semplice paura della fine, non sarebbe nato il concetto di un dopo ambivalente, ossia di un futuro spiritico che potesse essere la punizione per una vita non sana e di cattivi principi, quindi dovrebbe esserci un altra idea alla radice del pensiero sul post-mortem.
Sia le religioni che prevedono una dimensione parallela dopo la morte (Paradiso, Eden, Purgatorio ecc), che quelle legate all'idea di un processo di reincarnazione, vorrebbero un evoluzione nel bene o una regressione nel male in relazione ai comportamenti tenuti durante la vita.
Nell'800 si ebbe un incremento delle testimonianze di comunicazione tra esseri umani e forme spiritiche, in relazione all'espansione dello “spiritismo” che si baserebbe su comunicazioni medianiche tramite medium e l'ausilio di diversi mezzi, tra i quali la tavola spiritica, in seguito conosciuta come OUIYA.
Secondo alcune comunicazioni, confessioni o insegnamenti impartiti all'essere umano dagli spiriti stessi, lo spirito nascerebbe esattamente neutro ed ignorante, secoli di evoluzione e di incarnazioni su differenti globi ed in differenti dimensioni porterebbero in fine alla perfezione ed al ricongiungimento all'uno universale definito come Dio.
In questa filosofia di pensiero non esiste la regressione dello spirito a livelli inferiori da quelli raggiunti ma, semmai, l'impossibilità di proseguire il percorso evolutivo intrapreso e restare dunque imprigionati in una data dimensione.

Io credo che la comunicazione spiritica intesa come umano-spirito, abbia limiti evidenti ma da tutti non considerati, forse per paura, forse per smisurato ego.
Basti considerare i semplici quesiti di seguito riportati:

Cosa si intende con il termine spirito?
Chi assicura ai contattisti che le voci, o gli stessi esseri contattati, non siano riflessioni incoscie della loro stessa coscienza, e che dunque non rispondano in maniera da accontentare il contattista stesso?
Se anche questi “esseri” fossero coscienze distinte dall'umana, ergo esseri dotati di autonomia e libertà, chi ci assicura che non rispondano in maniera tale da portare l'uomo verso una verità falsa e lontana dall'assoluta.

In poche parole, l'uomo non ha idea di cosa ci sia dopo la morte e se ne preoccupa, forse anche troppo, dimenticandosi che un istante prima della vita, forse, giaceva nella stessa condizione nella quale si troverà un istante dopo della morte.

Qualcuno quindi si chiederà:
Allora i fantasmi non esistono?
L'uomo non transita dallo stato materiale a quello spirituale attraverso la morte del corpo?

Non ho certezze in merito, però credo (mia convinzione personale) che qualcosa ci sia, se poi questo qualcosa rispecchi o meno le nostre aspettative, questo è un dato che potremmo valutare solo al di là della soglia della vita.
Nel corso degli ultimi anni ho studiato e ricercato molto in ambito spiritista, ho raccolto testimonianze, dati e tanto materiale che potesse servirmi per “chiarire” un po' le idee.
È ormai chiaro che il termine “fantasma” sia utilizzato in maniera tanto generica da risultare inutile ai fini di una ricerca, ed è anche ipotizzabile che esistano una pluralità di esseri che con la razza umana non hanno alcuna “parentela”, molti presenti su questo pianeta, forse, molto prima dell'essere umano.
La cosa che più mi sorprende è che proprio l'uomo sembrerebbe essere l'unico a non conoscere nulla con il post mortem, mentre gli altri spiriti citati dl folklore o nelle varie religioni si, loro avrebbero ogni informazione sul regno spiritico.

Ed ecco l'errore basilare che tutti commettiamo.
Il post mortem umano potrebbe non coincidere con lo stesso concetto di regno spiritico così come descritto nel folklore o in diverse teosofie.
Già, noi ci siamo prepotentemente auto invitati in un post mortem che, a mio avviso, non ci appartiene, è esterno al nostro concetto di spirito, tanto da condurci all'ideazione di intere filosofie inutili.

Gli spiriti avrebbero la loro dimensione, e potrebbero intromettersi (per vari motivi) nella nostra.
Noi avremmo la nostra dimensione che tale resterebbe pure nel post mortem, nel senso che la nostra coscienza potrebbe essere riciclata nel sistema, il nostro IO che sarebbe trascendente dal concetto di tempo e spazio in quanto ad esso legato solo nello stato di “fusione” al corpo, perderebbe i ricordi (biologicamente legati al corpo) ma non le emozioni vissute che potrebbero interagire con la traccia magnetica definita “IO individuale” e tutt'uno con l'IO collettivo, tanto da entrarne in risonanza durante e dopo la vita nel corpo materiale.

La morte dunque, come la vita, viene confusa, celata nel dubbio, solo perché l'uomo perde il senso di sé.
La coscienza sfrutta un corpo per riuscire a provare sentimenti derivanti dalle emozioni fisiche, non ha altra via per evolvere, per crescere.
Durante la vita l'uomo si perde, l'io si identifica con il corpo perdendo la sua individualità trascendentale.
Per porre un esempio, ipotizziamo un pilota di formula una alla guida di un auto tanto avanzata da rendere schiavo il pilota, in pratica durante la guida e per tutto il tragitto, il pilota crede di essere l'auto.
Servirebbe una presa di coscienza?
No!
Servirebbe vivere pienamente la vita tra gli alti ed i bassi, tra gioie e dolori, perchè siamo qui per questo, per gioire e per piangere, non per aspirare a qualcosa che si allontana da noi tanto più la ricerchiamo nel modo errato.

Certo esistono, ed ho raccolto, testimonianze che realmente sembrerebbero legate alle apparizioni di esseri spiritici dalle sembianze del “caro defunto”, come mai?
Alla base di quanto su esposto sembrerebbe impossibile ma non è così.
La coscienza umana, resasi autocosciente, potrebbe restare, per errore, legata a sentimenti umani.
In questi casi potrebbe riuscire ad influenzare l'intero sistema, darsi forma utilizzando particelle elementari ed interferire con l'uomo, con i suoi parenti o persone estranee.
Questo dovrebbe essere evitato poiché è ipotizzabile che sia un errore critico del sistema (usando uma metafora nota nell'ambito della programmazione software).
E cosa accade a seguito di tanti errori critici o di un errore critico non risolvibile?
Il sistema va in crash e si riavvia.
Ovviamente nel macro esempio umano si speri che tale sistema non vada mai in crash o per noi sarebbe la fine, sia dal punto di vista materiale che “spiritico-energetico”.

Vi è poi una possibilità da considerare.
Tutti noi utilizziamo internet, nell'etere viaggiano milioni di informazioni via wirless, cosa accadrebbe se di colpo tutta la tecnologia umana verrebbe annientata?
Queste informazioni verrebbero distrutte o resterebbero in “sospensione” nell'etere, in attesa di essere lette da una futura tecnologia?
Io ipotizzerei il secondo scenario ed ipotizzerei che lo stesso possa essere utilizzato per spiegare il ciclo vita – morte – reincarnazione.
Lo spirito, ossia la coscienza, potrebbe restare in uno stato di attesa fino a quando un corpo idoneo non si connetta ad essa, questo corpo, connesso alla coscienza, formerà un essere umano completo.
Il corpo memorizzerà informazioni che creeranno in carattere, e parte di queste informazioni (a livello sentimentale) saranno scambiate con la coscienza captata che diverrà IO dell'uomo.

Quanta confusione!!!
A voi il dibattito

Mario Contino 
Copyright, vietata gni riproduzione non autorizzata.

giovedì 16 febbraio 2017

San Valentino e l'antica festa dei Lupercalia

San Valentino, il giorno da tutti conosciuto come “degli innamorati”, il 14 febbraio, è da molti atteso e desiderato, da altri odiato. Ma cosa cela in realtà questa data?
Il vero San Valentino, riconosciuta dalla chiesa cattolica, era vescovo e patrono della città di Terni e fu decapitato nel 273 a Roma, all’epoca della persecuzione dell’imperatore Aureliano.
Sembrerebbe fosse conosciuto come taumaturgo: gli si attribuivano cioè capacità miracolose di guarigione. Proprio per tali doti pare che venne chiamato a Roma dal filosofo Cratone che chiese all'uomo di far guarire il figlio gravemente malato, infermo (probabilmente una malattia che limitava i suoi movimento).
San Valentino promise la guarigione del giovane a patto che tutta la famiglia si fosse convertita. Il miracolo avvenne, il giovane guarì e la famiglia si convertì. Allo stesso modo la fama del santo crebbe tanto che l'uomo fu imprigionato e torturato nel tentativo di fargli abbandonare la sua fede.
In seguito, venne decapitazione ed alcuni allievi di Cratone, anch’essi convertiti, portarono la sua salma presso Terni e lo seppellirono. Col tempo la figura del santo si confuse con quella di un altro uomo, anch'egli di nome Valentino, che risulterebbe essere stato un grande benefattore mai canonizzato.
Chiaramente nella leggenda legata al Santo, come credo sia chiaro, non c'è alcun accenno ad innamorati, anzi, come quasi tutte le storie dei santi vi è morte e tortura.
San Valentino fu associato agli innamorati per pura confusione e ciò dipese dal fatto che quando venne diffuso il suo culto, nella specifica data, si era molto vicino l’inizio della primavera nel calendario giuliano in uso all’epoca.
La primavera è la stagione del risveglio dell’attività amorosa negli animali e questo contribuì alla nascita di ulteriori leggende che decretarono San Valentino quale protettore degli innamorati. Una di queste narra che il santo era solito offrire un fiore colto dal suo giardino alle giovani coppie che vi transitavano davanti.
Sembrerebbe, in realtà, che nel 496 d.C., Papa Gelasio I volle porre fine ai Lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al Dio della fertilità Luperco, ovviamente in un modo classico, ossia sostituendo la festa con un rito Cristiano.
I Lupercalia si festeggiavano il 15 febbraio, ed il momento più sentito dei festeggiamenti si aveva quando le matrone romane si offrivano spontaneamente alle frustate di giovani uomini nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco, il tutto avveniva per le strade.
Donne e uomini erano nudi, convinti che il rito portasse amore e fortuna; in quest'ottica Papa Gelasio I decise di spostare i festeggiamenti al giorno precedente - dedicato a San Valentino - facendolo diventare di conseguenza il protettore degli innamorati.
Man mano, quindi, il rito pagano venne dimenticato e sostituito da quello cristiano.

Mario Contino
Articolo per: Giornale di Puglia

lunedì 6 febbraio 2017

LIBRO: “Templar order. Il cammino dei templari. La via verso la saggezza”

Oggi vorrei presentare un libro molto interessante, dal titolo:
Templar order. Il cammino dei templari. La via verso la saggezza”

L'autore del libro è Domizo Cipriani: Gran Priore del Principato di Monaco dell'Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani, che in questo libro raccoglie le sue riflessioni e le sue conoscenze sulla storia e la spiritualità “templare”

Dalla quarta di copertina del libro, possiamo trarre le seguenti informazioni sull'autore:

Nato a Milano il 14 luglio 1969, DOMIZIO CIPRIANI è cresciuto a Milano fino all’età di 29 anni, ove ha portato avanti l’attività di famiglia nel settore delle costruzioni. Sportivo semiprofessionista, è pilota di auto e moto nell’enduro e nei rally raid, maestro di arti marziali con tre cinture nere in differenti discipline. È sempre stato attirato dalla ricerca della gnosi e della verità e questo è dovuto anche al peso del nome che porta. A 29 anni si trasferiva nel Principato di Monaco per sviluppare il suo lavoro anche nel campo finanziario, ove fondava delle società con le quali oggi lavora come consulente finanziario internazionale. Nel 2010 ha il grande onore di poter riattivare l’Ordine dei Templari di Montecarlo e viene nominato, per il suo background, Gran Priore Magistrale.”

L'autore ci informa che Tutte le royalties a lui spettanti dalle vendite, saranno devolute in beneficenza per aiutare i bambini con l'AMADE MONDIALE.

Certamente un titolo, ed un autore, che destano interesse, riscoprire il passato potrebbe realmente riaccendere quella spiritualità latente che è alla base di un evoluzione umana sempre meno probabile?

Non ci resta che scoprire se il contenuto del libro possa suggerirci una risposta. 

Mario Contino

domenica 29 gennaio 2017

Il folletto del folklore italiano, la sua probabile origine romana. Breve sintesi.


I Lari (dal latino lar(es), "focolare", derivato dall'etrusco lar, "padre") sono figure della mitologia romana che rappresentano gli spiriti degli antenati defunti, protettori della casa ed impegnati a
vegliare sul buon andamento della famiglia.

Agostino di Ippona nella sua opera “La città di Dio”, li identifica come anime buone, o meglio, cita Apuleio che li descrive nel seguente modo:

“Apuleio afferma inoltre che anche l'anima umana è un demone e che gli uomini divengono Lari se hanno fatto del bene, fantasmi o spettri se hanno fatto del male e che sono considerati dèi Mani se è incerta la loro qualificazione.”

Esisteva una specie di classificazione di questi esseri, di norma si distinguevano: 

- Lares familiares: Lo spirito dell'antenato che veniva raffigurato con una statuetta, solitamente di terracotta o legno, chiamata sigillum (da signum, "segno", "effigie","immagine").
All'interno della domus (abitazione), queste statuette venivano collocate nella nicchia di un'apposita edicola detta larario e, in particolari occasioni o ricorrenze, onorate con l'accensione di una fiammella. Si chiedeva spesso l'aiuto ai Lari, per vari avvenimenti, ad esempio nascite, matrimoni, viaggi, erano dunque tenuti in grandissima considerazione.
Servio scrisse che il culto dei Lari derivava con molta probabilità dall'antica tradizione di seppellire in casa i propri cari defunti. Questi spiriti erano rappresentati iconograficamente in differenti modi, secondo Plauto venivano rappresentati come cani e le loro immagini venivano posizionate nei pressi della porta di casa, oppure come ragazzini di bassa statura con grandi calzali (probabilmente questa descrizione li avvicina molto all'odierna concezione del folletto). 
Così come oggi si celebra la festa dei defunti, a quei tempi, il 17 Dicembre, si svolgeva la festa dei Saturnali, durante la quale i parenti si scambiavano in dono i sigilla (statuine del Lari).

- Lares Pubblici: Che a loro volta si ripartivano in:
1. Lares Compitales: Lari degli incroci stradali;
2. Lares Permarini: Protettori della navigazione;
3. Lares Praestites: Di solito accompagnati da un cane e considerati protettori dei confini della città.
4. Lares Augusti: Lari della famiglia imperiale, in quanto protettori dell'Imperatore, erano ritenute divinità benefiche anche in tutto l'impero e venerate da tutti i sudditi.

Il termine Lario – Lares ben si accosta soprattutto al nome del folletto Pugliese per eccellenza: il Lauro.
Occorre anche considerare che un po' in tutto il meridione, ma soprattutto in Puglia e  specificatamente nel Salento, è ancora costume posizionare le fotografie ritraenti i cari defunti
(pagelline) su appositi altari, illuminati da lumini, a protezione della casa e della famiglia.

Nell'Impero Romano, oltre i Lari, erano note altre figure ben accomunabili al folletto, era conosciuto il culto del Genius Cucullatus ( cucullus indica il cappuccio), descritto come un adolescente con un berretto sul capo, conosciuto anche con il nome di Telesphorus.

Petronio nel Satyricon cita gli Incubones, geni dal cappuccio magico che renderebbero ricco colui
che riuscissero a rubargli il cappello:

“Quam Incuboni pilleum rapuissent, et thesaurum invenit, Petronio, Satyricon”.

I Geni erano per i romani protettori di natura benigna che, all'occorrenza, potevano divenire volubili e dispettosi, un po' come i folletti descritti nel folklore italiano.

Alla luce di quanto appena detto, sembra poter trovare giustificazione la mia precedente affermazione a proposito di una derivazione dell'immagine del folletto, risalente alla cultura romana.

Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizata.

venerdì 27 gennaio 2017

Costellazioni, eroi e nuove ipotesi ufologiche



Di recente mi sono posto una domanda, studiando il folklore e soprattutto i miti della civiltà greco-romana:
Eroi trasformati in costellazioni, solo mito o vi è una verità celata più grande?
A mio avviso potrebbe benissimo trattarsi della seconda ipotesi e di seguito chiarirò meglio il mio pensiero.
Citiamo quindi uno degli eroi più conosciuti e rispettati, “Eracle di Tebe”.
Ercole per i Romani, è protagonista di numerosi miti.
Chi non conosce la Costellazione di Ercole?
Sono certo che tutti, almeno una volta nella vita, ne abbiate sentito parlare.
Pochi però sanno che questa fu associata all'eroe greco solo dal V secolo a.C. E che precedentemente queste stelle erano dedicate a “Gilgamesh”, un essere divino, dell'antico Oriente che si presenta su tre piani documentali:
- come divino sovrano di Uruk nella Lista Reale Sumerica;
- come divinità delle religioni mesopotamiche;
- come personaggio principale di alcune epopee religiose mesopotamiche.

Principalmente è considerato una divinità o un essere divinizzato, semidio, figlio della Dea Ninsun e del semidio Lugalbanda; Quindi considerato per due terzi un dio e per un terzo un uomo proprio perché nella sua discendenza Lugalbanda era un Re umano divenuto dio.
Entrambi gli eroi dunque sono da considerarsi semidei e potremmo affermare, se si studiassero i miti di entrambi, che Eracle era in realtà l'equivalente greco di Gilgamesh.
Esistono versioni differenti sulla nascita della Costellazione di Ercole, la più nota è probabilmente la seguente:

“Un giorno Ercole decise di uccidere il centauro Nesso, colpevole di infastidire ed importunare sua moglie Deianira. In punto di morte Nesso consigliò a Deianira di far indossare ad Ercole la sua camicia, in tal modo la donna avrebbe ottenuto l'eterno amore dell'eroe.
Deianira, convinta che in punto di morte il centauro avesse voluto rivelargli questa verità in segno di pentimento per le sue azioni, ascoltò il consiglio. Purtroppo il sangue del centauro, di cui la camicia era intrisa, agì da veleno ed uccise Ercole.
Giove, che il mito considerava il padre legittimo di Ercole, decise che suo figlio, responsabile di eroiche gesta riconosciute da tutti gli umani come straordinarie, fosse innalzato in cielo come gli altri dei, nacque così la costellazione di Ercole, voluta dal padre degli dei affinché gli uomini potessero ricordare in eterno la grandezza del figlio.”

Esistono molte altre storie simili, legate ad altre costellazioni, la maggior parte di queste farebbe riferimento ad eroi, discendenti di divinità per via diretta o indiretta.
Raramente è un comune essere umano ad essere trasformato in costellazione, quindi innalzato al cielo, e se di ciò si tratta è evidente la trasformazione del mito originale, facente riferimento sempre a divinità o semi divinità.

Ora vorrei proporre un parallelismo:
- Divinità riconosciuta come Essere alieno;
- Semi-divinità riconosciuta come ibrido umano-alieno.

Eracle era in possesso di una forza sovrumana e poteva comunicare con esseri non umani: Divinità, muse, mostri ecc. A volte ne traeva consigli ed insegnamenti, altre volte questi esseri gli si dimostravano ostili tanto da doverli combattere.
Simili caratteristiche possiamo ritrovarle in molti racconti mitici inerenti ad altri eroi (semi-dei o ibridi).
Si tratta dunque di capacità innate dovute, probabilmente, ad un differente patrimonio genetico che superano di gran lunga le capacità umane, tanto da rendere questi eroi quasi o totalmente invulnerabili se relazionati alle capacità del genere umano.
Alla loro dipartita, molti di questi eroi sarebbero scomparsi nel nulla ed i loro corpi mai più ritrovati, spesso visti trasportare in cielo dalle divinità e trasformati in costellazioni.
L'uomo ha sempre avuto una fervida immaginazione e vedere sagome in un gruppo di stelle non è poi troppo difficile.
Ecco dunque un nuovo ipotetico scenario.

(mia ipotesi personale)
Eracle muore e Giove (con la sua astronave o come meglio vogliate chiamare un mezzo di di trasporto alieno), prende il suo corpo (avente un patrimonio genetico prezioso, suppongo che le ibridazioni non vadano tutte a buon fine) e lo trasporta in un altro luogo, forse un laboratorio, forse una stella specifica poi riconosciuta all'interno della futura costellazione X.
La navicella si innalza verso il cielo e scompare in direzione di un mucchio di stelle.
Eracle è stato preso da Giove, portato verso quelle stelle, urlerebbe u ipotetico testimone dell'epoca.
Ecco che subito un altro inizia ad associare le stelle ad una figura, ad un uomo, ad Ercole...
Le stelle sono sempre state li nella stessa posizione ma ora, ora appare Ercole, trasformato dalla grandezza di Giove in una costellazione.

Scenario accattivante direi, ed anche possibile.
Be!!
A voi ogni riflessione.

Mario Contino