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giovedì 24 settembre 2015

Convegno presso Monopoli, Mario Contino presidente de: Associazione Italiana Ricercatori del Mistero.

L'associazione Italiana Ricercatori del Mistero, tramite il Presidente Mario Contino, partecipa al convegno promosso dall'iniziativa culturale "Enhance your dower" presso Monopoli.
Discussione sulla leggenda Monopolitana della "Femmina con il tamburo".
Presentazione dell'associazione A.I.R.M.
Presentazione del libro "Puglia Misteri & Leggende" di Mario Contino ed edito da Artebaria Edizioni.


ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCATORI DEL MISTERO
www.associazioneairm.it
associazioneairm@gmail.com

mercoledì 16 settembre 2015

Manifestazioni spiritiche differenti per differenti esseri spiritici?

Ieri sera riflettevo sulle tante testimonianze inerenti a presunti casi di manifestazione spiritica, è logico dedurre che molteplici manifestazioni possano avere solo 3 differenti spiegazioni che andrò adesso ad analizzare, cercando di capire l'affascinante fenomeno.

Inizierò con il suddividere la manifestazione spiritica in 2 macrogruppi che chiamerò “A” e “B”:

A: Manifestazioni di tipo conseguenziale, da me così definite in quanto possono essere dedotte solo da una conseguenza dell'azione dello spirito sul piano materiale (meglio sarebbe affermare nella nostra dimensione). Rientrano in tale classe fenomeni di Poltergeist (estranei all'azione PSI umana e quindi non collegati a ESP o GESP). Piu nello specifico occorrerebbe citare casi di "Voci dirette" (Nel quale il suono vocale non è accompagnato da manifestazione visiva della presunta entità); Apporti ed Asporti di oggetti e tutta una gamma di fenomeni ben studiati tra l'800 ed il 900 da ricercatori ben più degni del sottoscritto di tale appellativo.
B: Fenomeni di manifestazione spiritica diretta, ossia i casi in cui il testimone dichiara di aver “visto” una forma definita spiritica che si è dimostrata causa dell'azione sul nostro piano materiale. Solitamente: ombre, fumi e condensazioni, forme luminescienti, materializzazioni vere e proprie di esseri descritti con differenti caratteristiche ed aspetto.

Senza scendere troppo in dettagli già ampliamente discussi in altri articol, mi limito a dedurre che una così vasta gamma di manifestazioni differenti tra loro possano, come già accennato, essere dovute a:

1)Diverse e particolari condizioni ambientali;
2)Diverse forme spiritiche (li dove è palesemente troppo superficiale far rientrare tutto sotto la definizione standard di “spirito”, che comunque continuerò ad utilizzare, in questa circostanza, per convenzione)
3)Volontà propria dello spirito.

Pur analizzando dettagliatamente i 3 punti sopra riportati è logico pensare, anzi ipotizzare, che possano essere collegati tra loro in maniera naturale ed inscindibile, ossia che possano esistere differenti forme spiritiche che, in base alla loro volontà ed a particolari condizioni abientali (a livello bio-fisico), possano scegliere di mostrarsi e/o manifestarsi sotto diversi aspetti e con differenti manifestazioni fisiche.

Analiziamo il punto 1):
Durante le mie ricerche ho potuto stabilire che parametri come Umidità, Temperatura ambientale, Pressione atmosferica ecc.. Sono direttamente collegati ad alcune specifiche forme di manifestazione spiritica. 
Anche la composizione del suolo gioca un ruolo importante, la presenza di un terreno più o meno calcarico, la presenza di elementi a bassa radioattività (i tufi ed altri tipi di roccie) e così discorrendo, sembrano determinare la forza e la forma della presunta azione spiritica.
Da quanto detto possiamo deturre che, alcuni esseri spiritici possono “modellare” la loro forma e stabilire la loro azione in relazione agli elementi, che definirei essenziali, propri del luogo nel quale intendono manifestarsi.

Soffermiamoci sul punto 2):
La comune concezione tende a definire ogni manifestazione spiritica, di qualsiasi natura, sotto la denominazione di “opera di un fantasma o di uno spirito”, un duplice errore in quanto non solo si generalizza un insieme di manifestazioni differenti sotto la presunta opera di un unico essere, si accomuna il termine “fantasma” con il termine “spirito”.
Personalmente ritengo che esistono più esseri con caratteristiche tali da poter essere banalmente definiti spiritici, questi dunque, condividendo solo apparentemente una medesima natura, avrebbero a disposizione differenti modi di palesarsi agli esseri umani sul loro piano materiale.
Questo mio pensiero non è solo frutto di mie deduzioni relative a mie personali ricerche, è stato più volte dedotto nell'arco di centinaia di anni.
A differenza di quanto si stà diffondendo a livello concettuale, in relazione a tale tematica, ormai ridotta a pura fantasia o delirio di folli (mentre bisogna tener conto che è stata ogetto di interesse dei più grandi pensatori del mondo in ogni tempo), dovrebbe essere naturale far riferimento non ad una categoria ma ad una moltitudine di esseri spiritici già citati, seppur con descrizioni differenti, da filosofie e religioni su tutto il pianeta ed in ogni epoca storica.
In pratica il materialismo che stà uccidendo la spiritalità finirà con il distaccare l'uomo dal mondo spiritico staccando letteralmente la spina alla vita umana, quest'ultima affermazione è puramente personale e certo non voglio imporla a nessuno, un piccolo sfogo che nel contesto non ho potuto fare a meno di inserire.
Dei, Spiriti, Elementali, Geni, Djinn, Demoni, Angeli, Folletti, Fatine, Oni, Yurei, chiamati in modi differenti in base all'epoca storica ed alla cultura della zona presa in esame, ma sempre descritti come reali, avvezzi al contatto, dal carattere neutro (al di la del pensiero religioso di derivazione ebraica). Ergo il punto 2 ora dovrebbe essere piuttosto chiaro, fare di tutta l'erba un fascio è stupido ed insensato e basterebbe studiare qualche testo sul folklore Giapponese per comprendere come in zone meno influenzate dal pensiero religioso filoebraico sia ancora viva l'idea di esistenza di una vasta gamma di spiriti che in qualche modo convivrebbero con l'uomo condividendone lo spazio vitale. In sintesi, esisterebbero spiriti differenti in grado di manifestarsi in modo differente in relazione alla loro specifica natura.

Il punto 3), a questo punto dovrebbe essere naturalmente inteso da quanto sopra detto:
Esseri intelligenti, probabilmente rientranti sotto una gerarchia che potremmo definire di tipo militare, tutti con compiti ben precisi (tra l'altro anche l'uomo dovrebbe in qualche modo seguire il loro stesso scopo, almeno teoricamente, ossia lavorare nello stesso laboratorio come ricercatore e ricercato), in grado di decidere se intervenire o meno nella vita umana per determinati motivi.
Potrei anche ipotizzare che i dissidenti siano i veri (fantasmi) ossia coloro che non essendo autorizzati infrangono una qualche legge che regola non solo il loro mondo ma anche il nostro, in quanto i due sarebbero essenzialmente COINCIDENTI, mio modesto parere.

Su gradito sugerimento del Dott. Roberto Spiz, aggiungo un 4^ punto non ipotizzato nella mia iniziale riflessione ma fondamentale per avere un quadro generale del fenomeno più completo.

Punto 4): La predisposizione personale di ricettività in determinate situazioni.

Concordo perfettamente con il sugerimento, non abbiamo tutti il medesimo livello percettivo e qesto potrebbe anche determinare la differenza nell'osservazione del fenomeno, ad esempio persone con differenti capacità percettive potrebbero metabolizzare l'evento in maniera differente per il differente apporto di dati, quindi creare 2 immagini differenti dello stesso essere manifestatosi.

Questo articolo spero possa essere uno spunto riflessivo per quanti vogliano cercare di capire qualcosa in più su quanto ci circonda, certamente un testo sintetico e superficiale ma che spero possa asservire allo scopo.

Articolo di Contino Mario
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sabato 5 settembre 2015

CAVALIERI TEMPLARI IN PUGLIA

Tutti oggi conoscono la storia dei Cavalieri Templari, almeno quella ufficiale presente su numerosi libri di storia e resa nota da documentari e romanzi. Pochi però sanno che i famosi “Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone” ( Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis), ordine cavalleresco fondato in Terra santa nel 1119 circa ed avente l'iniziale scopo di proteggere i pellegrini, fu presente ed attivo anche nella nostra Puglia.

Il primo documento ufficiale che fa esplicito riferimento alla presenza dei Cavalieri nel Regno di Sicilia risale al 1143, si tratta di una cronaca di Amando, diacono di Trani, che attesta la partecipazione dei Templari ad una cerimonia religiosa. Probabilmente nella terra di Puglia vi era la maggiore concentrazione di “Precettorie” e “Mansioni”, nomi con cui in Italia si indicavano i loro centrali (differentemente dal nome “commanderie” utilizzato soprattutto in Francia). Sempre in Puglia, presso S. Maria Maddalena a Barletta, domiciliava il Maestro Provinciale dell'ordine che presenziava su tutte le case templari del Regno di Sicilia.

Solitamente i cavalieri Templari alloggiavano in chiese e cattedrali, non di rado però costruivano di propria iniziativa i loro luoghi ove dimorare. In alcune zone interne della Puglia sorgevano masserie appartenenti all'ordine che prendevano il nome di “grancie”. Le terre annesse alle Masserie venivano o affittate a contadini che provvedevano alla coltivazione o lavorate dagli stessi Templari; nascevano dunque vere e proprie economie basate non solo sulla coltivazione ma anche sull'allevamento del bestiame e la trasformazione di materie prime come latte o lana.

Un altro importantissimo personaggio storico, anch'esso legato all'ordine templare e soprattutto alla Puglia, è Federico II di Svevia. Il sovrano ebbe rapporti soprattutto con l'Ordine di S. Maria di Gerusalemme, i cui membri erano tutti esclusivamente cavalieri tedeschi, il Gran Maestro di quest'ordine, fu addirittura suo fidato consigliere.

Il rapporto tra Federico II ed i “Poveri Cavalieri di Cristo” fu ottimo fino all'elezione a Pontefice di Gregorio IX, che tentò di ostacolare il suo potere. I rapporti precipitarono nel 1227, quando il Papa scomunicò Federico II di Svevia ed i templari si schierarono, come ovvio che fosse, dalla parte del Santo Padre. Per ordine di Federico II molti beni furono confiscati all'ordine e la revoca della scomunica avvenuta nel 1227 non placò certo l'ira del Sovrano.

La storia del Cavalieri del Tempio, in Puglia soprattutto, fu veramente movimentata, colma di alti e bassi fino al 1305, quando l'ordine fu accusato di blasfemia ed eresia, di disprezzo della sacra croce cristiana e di adorazione di un idolo barbuto chiamato Baphomet. Probabilmente queste accuse, intrise di coinvolgimento politico, furono portate avanti da interessi sull'immenso patrimonio accumulato nel corso degli anni dai Templari.

Si scatenarono le “belve” dell'inquisizione e furono arrestati, in breve tempo, moltissimi cavalieri. Nel Regno di Sicilia fu il Vicario Roberto d'Angiò ad impartire l'ordine di arresto dei Templari ed il sequestro dei loro averi.

Tra processi e testimonianze più o meno attendibili, molti cavalieri confermarono di aver rinnegato la croce e di aver adorato un Dio dalle sembianze di un gatto, o di aver ceduto ad atti di sodomia, certo sotto non poche prevedibili pressioni. La travagliata storia dell'ordine si concluse nel 1312 con la bolla “Vox Clamantis In Excelso” emanata da Papa Clemente V, con la quale si scioglieva l'antico Ordine dei Cavalieri del Tempio.

In Puglia oggi è possibile ritrovare molte tracce della presenza dei Cavalieri Templari, alcune ben visibili, altre occultate e probabilmente risalenti al periodo post inquisizione, ne citerò solo alcune. A Lecce sorse la Chiesa di S. Maria del Tempio (o della sanità), ma la presenza templare è rilevabile anche in luoghi meno noti sotto tale aspetto, recentemente balzati agli onori delle cronache, come ad esempio il Museo Archeologico Faggiano, già studiato dall'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero (www.associazioneairm.it) e di recente citato anche in un importante articolo sulla famosa testata giornalistica New York Times.

All'interno del museo sono stati rinvenuti vari simboli riconducibili ai Cavalieri del Tempio, ad esempio il famoso “Fiore della vita” conosciuto anche come “Sesto giorno della Genesi”. Di non poca rilevanza il rinvenimento di un testo in latino abbreviato, inciso su una lapide, che recita: OB[IS] Q[UI]S CONT[R]A NOS. Questa frase è certamente ricollegabile all’epistola di San Paolo ai Romani (Rm VIII, 31): “Se Dio è con noi, chi è contro di noi?”, frase che poi fu assimilata dall’antico ordine dei cavalieri Templari fino a divenire uno dei loro motti.

Citerò anche la graziosa cittadina di Giovinazzo, a pochi chilometri da Bari (altro grande centro in cui si attesta una forte presenza dell'ordine). La presenza dei Cavalieri del Tempio a Giovinazzo è storicamente attestata: nel 1310 ottennero la proprietà della chiesa di San Pietro in località Rubissano ed una “grancia” in loco piczani. Sempre in Giovinazzo la presenza dei Cavalieri Templari fu origine della leggende legata alla venerazione della sacra icona della Madonna SS. Di Corsignano.

Sarebbe stato un “Cavaliere Crociato”, reduce da una disastrosa campagna in Terra Santa, a consegnare la sacra icona nel lazzaretto che sorgeva presso l'antica Chiesa del Casale. Il dipinto rimase presso quel luogo per molti secoli e, pian piano, le voci legate ai tanti miracoli che avrebbero avuto origine dalla sua venerazione crebbero fino a creare un vero e proprio culto per la SS. Madonna di Corsignano. Nell'Agosto del 1388 il Vescovo, preso atto dei miracoli attribuiti alla Madonna raffigurata sulla tela, proclamò ufficialmente la SS. Madonna di Corsignano quale Patrona di Giovinazzo.

Il simbolismo esoterico-iniziatico legato all'antico ordine è veramente vasto. In Puglia è possibile scorgere presso antiche Chiese e nelle architetture di palazzi e monumenti Croci patenti, Croci patriarcali, Baphomet ed altre antiche incisioni riconducibili all'ordine, basta aguzzare un po' la vista.

Un altro importantissimo simbolo templare era la famosa “Croce delle otto beatitudini”, così chiamata per via della sua particolare forma.
Questa croce, che oggi è l'emblema ufficiale del Cavalieri di Malta, presenta 8 cuspidi nella sua periferia esterna ed è perfettamente inscrivibile in un ottagono, uno dei simboli principali dell'ordine dei Cavalieri del Tempio.

Quanto detto, se messo in relazione con l'ottimo rapporto che i Cavalieri Templari ebbero con il Sovrano Federico II di Svevia, lascia aperte molte vie interpretative sull'architettura a base ottagonale propria di Castel del Monte (Andria). Da non sottovalutare la leggenda in base alla quale il Sacro Graal, coppa in cui Gesù bevve durante l'ultima cena (secondo alcune interpretazioni), fosse proprio di forma ottagonale.

Potrei continuare a citare luoghi e leggende pugliesi che hanno alla base la presenza dei Cavalieri Templari ma occorrerebbero numerose pubblicazioni. Mio scopo era far conoscere, ancora una volta, un aspetto della nostra regione quasi sconosciuto ma degno di nota. La Puglia è una terra ancora da scoprire, da vivere, da osservare con gli occhi curiosi ed innocenti del fanciullo che, se pur quasi dimenticato, vive in ognuno di noi.

Articolo di Mario Contino