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sabato 25 luglio 2015

Recensione: Oggetti Misteriosi, Inspiegabili e Magici, in Italia

Titolo: Oggetti Misteriosi, Inspiegabili e Magici, in Italia
Editore: Eremon Edizioni
Autore: Isabella Dalla Vecchia

Recensione

Un viaggio nel mistero.
Pochi libri sanno suscitare la mia curiosità, questo volume ha saputo rapirmi e trasportarmi in luoghi magnifici alla scoperta di oggetti meravigliosi e, sembrerebbe scontato dirlo ma è d'obbligo, Misteriosi.
Teorie sorprendenti, leggende, quel pizzico di mistero che la cultura contadina Italiana, intrisa di folklore e religione, ha tramandato e legato per sempre ad oggetti che meriterebbero il ricordo eterno.
Nel libro si possono ammirare le storie e le descrizioni di pietre con strane incisioni, spade dai divini poteri, fossili di draghi e tanti altri sorprendenti enigmi ancora irrisolti.
Un tuffo in una società forse arretrata, forse malata e malnutrita, forse primitiva ma sana nel suo stretto legame con quel mondo magico che non è mai stato dimenticato, ne cancellato dalle memorie nonostante gli sforzi delle nuove teosofie impegnate a distruggere le antiche religioni che di magia e mistero erano intrise.
Un libro che consiglio, l'autrice ha dimostrato moltissima voglia di trasmettere la sua passione per l'ignoto, si percepisce in ogni pagina, in ogni paragrafo.
La lettura è scorrevole ed a tratti "divertente", sembrerà strano ma divertirsi nella lettura è sinonimo di uno stile pulito, lineare, adatto a tutti sia grandi che piccini.


A cura di:
Mario Contino

venerdì 10 luglio 2015

Il Sale contrasta l'azione spiritica?

Il Sale puro (Cloruro di Sodio) sembrerebbe essere, in base a leggende popolari più o meno diffuse, una vera e propria arma per allontanare gli “Spiriti” che eventualmente avessero deciso di infastidirci.
Già altre volte ho trattato questo argomento ma ho deciso di provare, nuovamente, a stabilire quanto di vero possa esserci in queste teorie derivanti da antichissime credenze folkloristiche intrise di ideologie religiose.

Nella religione Ebraica il Sale rappresentava un elemento prezioso da offrire a Dio, possiamo ritrovare un esempio di quanto appena detto nella stessa Bibbia:
Sopra ogni offerta offrirai del sale”
(Lev. 2, 13)
Sempre nella Bibbia ritroviamo un riferimento al Sale, questa volta quale elemento purificatore, nel secondo Libro dei Re, in riferimento ad una “benedizione-purificazione” compiuta dal Profeta Elisèo intento a sanare una fonte d'acqua, il tutto accompagnato da una preghiera:
(Secondo Libro dei Re, 2, 19-22)
Gli uomini della città dissero a Eliseo: «Ecco, è bello soggiornare in questa città, come il mio signore può constatare, ma le acque sono cattive e la terra provoca aborti». Ed egli disse: «Prendetemi una scodella nuova e mettetevi del sale». Gliela portarono. Eliseo si recò alla sorgente delle acque e vi versò il sale, dicendo: «Così dice il Signore: «Rendo sane queste acque; da esse non verranno più né morte né aborti»». Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunciata da Eliseo.

La religione Cristiana si servirebbe del Sale Esorcizzato quale strumento per allontanare gli “spiriti maligni”, molti esorcisti consigliano di adoperarlo ponendolo negli angoli delle stanze, recitando le dovute preghiere con fede, oppure sull'uscio di casa e sui davanzali delle finestre per impedire a queste “presenze negative” di entrare in casa.
C'è anche chi consiglia di cucinare con esso o mangiarne qualche granello per proteggersi dalle maledizioni.
La formula di esorcismo del sale, che potrebbe essere recitata solo da un Diacono o da un Sacerdote, in base alle regole della Chiesa Cattolica, trae origine proprio dalla benedizione compiuta dal Profeta Elisèo:

(Dal rituale romano)

V. Adjutorium nostrum in nomine Domini.
R. Qui fecit coelum et terram.
ESORCISMO DEL SALE
Exorcizo te, creatura salis, per Deum X vivum, per Deum X verum, per Deum X sanctum: per Deum, qui te per Eliseum Prophetam in aquam mitti jussit, ut sanaretur sterilitas aquae : ut efficiaris sal exorcizatum in salutem credentium : et sis omnibus sumentibus te sanitas animae et corporis : et effugiat atque discedat a loco, in quo aspersum fueris omnis phantasia et nequitia, vel versutia diabolicae fraudis, omnisque spiritus immundus adjuratus per eum qui venturus est judicare vivos et mortuos et saeculm per ignem.
R. Amen.
OREMUS
Immensam clementiam tuam, omnipotens aeterne Deus, umiliter imploramus, ut hanc creaturam salis, quam in usum generis humani tribuisti, beneXdicere, et sanctiXficare tua pietate digneris: ut sit omnibus sumentibus salus mentis et corporis: et quidquid ex eo tactum, vel respersum fuerit, careat omni immunditia, omnique impugnatione spiritalis nequitiae.
Per Dominum nostrum Jesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate ejusdem Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum.
R. Amen.

La credenza del sale quale mezzo purificatore è molto diffusa in varie parti del mondo, tanto da rendere molto difficile il mio lavoro di ricerca di un eventuale origine dell'usanza in questione.

In Giappone è usanza porre un mucchietto di Sale sull'uscio di casa, credendo che la dispersione dello stesso accompagni l'azione purificatrice allontanando il male (yakuyoke) dall'abitazione.

Nel Medioevo, principalmente in Europa centrale, si credeva che nei banchetti addobbati dalle “potenze infernali” ed ai quali partecipavano streghe, stregoni ecc.., i Sabba, il sale fosse bandito in quanto sgradito ai Demoni.
In questo periodo nacquero le più stravaganti leggende sui questo elemento:
  • Veniva utilizzato per purificare l'acqua e in cui successivamente ci si immergeva in tal modo da allontanare gli influssi maligni;
  • Per sciogliere i legamenti diabolici (a seguito di maleficio) che avrebbero impedito la procreazione durante l'atto sessuale;
  • Per allontanare l'invidia e/o il malocchio etc.
Se tali prodigi erano attribuiti al Sale semplice, figuriamoci quale straordinario potere veniva assegnato al sale benedetto o esorcizzato.
Ovviamente occorre anche citare le eccezioni che sembrerebbero confermare la regola, come ad esempio un antica credenza derivante dal folklore Ungherese che, secondo lo Psicanalista gallese Ernest Jones, vorrebbe il Sale quale “cibo” gradito agli spiriti “maligni”.

Potrebbe esistere un motivo scientifico, o quanto meno logico, alla base delle credenze sopra riportate e tante altre simili che, in questo contesto, sarebbe inutile citare?

Il comune Cloruro di Sodio possiede la capacità, tramite un processo di osmosi naturale, di estrarre l'acqua sia dalle superfici con cui viene a contatto che dall'atmosfera stessa.
Alcune nuove teorie basate sull'osservazione occasionale di taluni fenomeni e sulla certosina raccolta di testimonianze su presunte manifestazioni spiritiche, farebbero presupporre un certo legame tra gli spiriti (intesi nel modo più comune) e l'acqua (da intendere soprattutto nel suo stato aeriforme).
In altre parole si è osservato che:
  • Prima di una probabile manifestazione spiritica (di varia natura) l'umidità ambientale tende a diminuire, contemporaneamente sembrerebbe che tale vapore si condensi in specifici punti, assumendo a volte forme antropomorficamente rilevanti.
  • Alcune manifestazioni spiritiche avverrebbero in presenza di umidità ambientale superiore al 60% (dopo un temporale, serate nebbiose, scantinati umidi, nei pressi di fonti d'acqua ed acquitrini in generale)
Potremmo fare differenti supposizioni sulla base di quanto appena detto ma non è questo il giusto contesto, ciò che conta è l'idea che il sale, proprio in quanto reagente con le molecole acque, possa disturbare e talvolta impedire un azione spiritica dipendente dal fattore (acqua).

Altre credenze vorrebbero l'azione purificatrice del sale collegata ai cristalli del quale è composto, essendo i cristalli ritenuti in grado di assimilare e conservare informazioni date, per questo una preghiera, un esorcismo, u la stessa forte convinzione che questo elemento sia “attivo” contro le negatività, amplificherebbe la convinzione stessa a tal punto da modificare la realtà.
Non saprei proprio come provare questa teoria ma neppure mi sento di escluderla a priori.

Il Sale, a mio avviso, gioca realmente un ruolo attivo nell'ambito di determinati fenomeni impropriamente definiti paranormali, al momento non potrei determinare con certezza la casistica in questione ma trovo sorprendente come l'osservazione storica del fenomeno, certamente influenzata dal livello culturale proprio del periodo di riferimento, sia riuscita a far giungere fino ai nostri giorni una così sorprendente possibile verità.
Il folklore viene ancor oggi troppo sottovalutato.

Articolo di Mario Contino
Cpyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

martedì 7 luglio 2015

Il misterioso "Ninfeo delle fate" sito in Lecce

Luoghi magici, ricchi di mistero e fascino, spesso celati sotto gli occhi di tutti. Di posti simili la Puglia ne è piena ed è mia premura ricercarli e descriverli nel migliore dei modi, al fine di renderli visibili al di la dell'oscura nebbia del menefreghismo, vera causa del degrado sociale dilagante.
Quest'oggi vi descriverò il “Ninfeo delle fate” presso la Masseria Papaleo in Lecce. All'interno della struttura, da poco oggetto di restauro ed interesse delle istituzioni locali, è possibile visitare il cinquecentesco Ninfeo la cui datazione è fatta risalire al 1585 solo per via di una data posta su un ormai poco visibile affresco rappresentante l'annunciazione.
La masseria ed il suo giardino sorgono nei pressi delle famose, almeno per i locali, “Cave di Marco Vito”, circa 300.000 metri quadri di “cave di tufo”, che rendono il paesaggio un luogo surreale, un'oasi magica nel cuore cittadino.
All'interno del “ninfeo” sono presenti ben 6 altorilievi raffiguranti, per l'appunto, stupende Ninfe, nella parte superiore delle nicchie sono ben visibili delle grandi conchiglie. Queste sono poste in 6 nicchie alternate in modo da posizionare una nicchia vuota in mezzo 2 Ninfe per un totale di 12 nicchie.
Numero simbolicamente molto interessante e legato all'iniziazione che permette di passare da un piano ordinario (materiale) ad uno sacro (spirituale). Da questa stanza si accede ad un secondo ambiente nel quale, probabilmente, era presente una vasca circolare posta al centro della stanza e circondata da un sedile.
In un articolo del 1923 intitolato “il Ninfeo delle Fate in Lecce”, a cura di F. Tummarello, l'autore descrive particolari noti a quei tempi ed andati quasi completamente perduti nei nostri giorni a causa della lunga incuria abbattutasi sul sito.
Cito una parte del suo articolo: “Appena si mette piede nel giardino, si è richiamati da un grande bassorilievo su l'architrave d'una porta della murata a destra del caseggiato soprastante. Tale bassorilievo, intagliato sulla pietra leccese, e formante l'architrave, è quasi tutto corroso, ma vi si scorgono ancora due grandi angioli che sostengono una targa con una logora e indecifrabile iscrizione, la quale principia colla seguente parola: NIMPHIS ET.... POMO... in carattere lapidario romano. Poco al disopra, sono intagliati due piccoli scudi colle insegne attaccati alla cornice; in uno dei quali scorgonsi due torri e un leone rampante. ”
Il riferimento alle “Ninfe”, leggendarie creature cui molto si narra nelle letterature risalenti al periodo greco-romano sembrerebbe palese.
Per giunta il culto delle Ninfe era spesso legato all'uso dell'acqua quale elemento naturale di questi esseri e sembrerebbe che prima della bonifica avvenuta precedentemente i lavori di scavo all'origine delle cave, quel posto fosse ricco di stagni e sorgenti naturali. Questi esseri sarebbero stati dotati di forma umana e personalità varie nel periodo greco ma sarebbero noti già a civiltà più antiche.
Madri di vari eroi, spesso salvatrici e levatrici di fanciulli abbandonati ed altre volte crudeli rapitrici degli stessi, erano esseri rispettati e temuti nello stesso tempo.
Rudolf Stainer attribuisce, nel corso dei suoi studi e relative pubblicazioni, a questi “esseri”, il nome di Ondine (“spiriti” elementari dell'elemento Acqua), mentre nei primi del 1500, Paracelso (Aureolus Theophrastus Bombastus Hohenheim) nel suo libro “Liber de nymphis, pigmaeus et salamandris et de cateris spiritibus”, li definisce Ninfe.
Molte sono le leggende legate al “Ninfeo delle Fate” nella Masseria Papaleo. Una di esse riferisce che le ninfe fossero poste a guardia di un “Archiatura”, il leggendario tesoro nascosto di cui molto si parla in differenti leggende tipiche del folklore salentino. Interessante è proprio la leggenda sopra citata in quanto, sempre in relazione a quanto scritto da Tummarello, dalla stanza ove si trovano le Ninfe vi era un apertura che conduceva in una stanza sotterranea, che fosse il luogo in cui giaceva il tesoro?
Non potremmo mai saperlo! Altre leggende citano voci simili a quelle di giovani fanciulle che nottetempo si udirebbero provenire dalla Masseria e qualcuno si spinge oltre citando strane sfere di luce e bagliori luminosi inspiegabili, intravisti all'esterno ed all'interno del Ninfeo.
Fantasia? Realtà? Restereste stupiti nel constatare quanto di vero potrebbe celarsi in ogni leggenda. Dal mio punto di vista il Ninfeo delle fate e l'intera struttura meritano di essere custodite gelosamente, mostrate si ad un più amplio target ma con l'accortezza di come si mostrerebbe un prezioso diamante ad una folla curiosa e sconosciuta.

Articolo di Mario Contino
Articolo scritto per il "Giornale di Puglia"
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

fuochi fatui e sfere di luce, un mistero ancora da svelare

Molti, passeggiando nei pressi di un cimitero, oppure mentre si trovano nel sacro luogo in visita ad un caro defunto, specialmente nelle serate autunnali o primaverili, hanno potuto assistere ad un fenomeno affascinante e per molti terrificante, l’apparizione di improvvise fiamme tra le lapidi sepolcrali.
Mi riferisco al fenomeno dei “fuochi fatui”, fiamme solitamente di colore bluastro dovute alla naturale combustione di gas sprigionati durante il processo di decomposizione organica, nulla di paranormale, un fenomeno assolutamente naturale che per secoli è stato ritenuto, colpa dell’ignoranza in materia, la prova dell’esistenza dell’anima umana.

L'ossidazione del fosfato e del metano, prodotto dalla decomposizione anaerobica del carbonio organico e causata dalla fuoriuscita di questi gas dal sottosuolo e dalla loro reazione chimica con l’ossigeno presente nell’atmosfera, può provocare una luce splendente dovuta a chemiluminescenza ed è la causa del fenomeno del fuoco fatuo.

Per chemiluminescenza si intende l’emissione di radiazione luminosa nell’ambiente in seguito ad una reazione chimica tra due o più reagenti, nello specifico i fuochi fatui sono freddi, non possono incendiare l’ambiente circostante o, come molti sostengono magari per nascondere atti vandalici, le foglie secche presenti tra le tombe dei cimiteri.
Non una combustione vera e propria dunque ma una reazione capace di sprigionare radiazione luminosa, meglio ribadirlo.

Con quanto detto non intendo assolutamente escludere manifestazioni spiritiche reali che similmente sarebbero visibili in particolari circostanze, di seguito cercherò di classificare, nel limite delle mie possibilità, tali presunte manifestazioni.

In Giappone, in cui il folklore è ancora alla base di tradizioni molto sentite dalla popolazione, sono moltissime le leggende che avrebbero come protagonista del presunto fenomeno spiritico, manifestazioni luminose simili a quelle prodotte dal “fuoco fatuo”.
Principalmente si parlerebbe di “fuoco di volpe”, fiamme prodotte dagli “spiriti volpe” (Kitzume), esseri astuti ed imprevedibili che rappresenterebbero più che altro un pericolo per i malcapitati di turno.
Non è un caso che la maggior parte degli spiriti Giapponesi abbiano sembianze animali, del resto si tratta di un popolo che ha a lungo vissuto in una condizione quasi simbiotica con la natura.
Questa condizione ha fatto si che nascesse un folklore basato su spiriti naturali (elementali) ed esseri che deriverebbero da animali in carne ed ossa che, superato un certo numero di anni, acquisirebbero doti paranormali assumendo caratteristiche di norma attribuite a Demoni e spiriti vari.
La volpe in particolare potrebbe vivere centinaia se non migliaia di anni e man mano acquisire poteri eccezionali, più sarebbe anziana e potente e più code avrebbe, per un massimo di 9.
I fuochi di volpe, Kitsunebi in giapponese, apparirebbero di notte come lanterne nell'oscurità.
Il loro numero crescerebbe man mano e scomparirebbero improvvisamente così come apparse.
Il loro colore varierebbe così come le loro caratteristiche, quelle di colore rosso – arancio potrebbero dar origine a veri incendi mentre quelle di colore bluastro sarebbero ritenute più nefaste, non emanerebbero calore e creerebbero un atmosfera lucubre, spesso associate all'anima del defunto (che apparirebbe con manifestazione similare in determinate circostanze) sarebbero ritenute portatrici di disgrazie e malattie.
Abbiamo poi accennato al tipo di fuoco fatuo solitamente associato alle anime dei defunti, parliamo dunque di Hitodama, sfere luminose di colore bluastro o verde scuro tendente all'azzurro, apparirebbero nei cimiteri e a differenza dei fuochi di volpe (fiammelle) queste sarebbero sfere perfette dotate di una scia luminosa simile ad una piccola coda.

In molte zone alpine italiane, è ancora diffusa la credenza che associa i fuochi fatui alle anime di persone avare che in tal modo vivrebbero la loro dannazione eterna.
In Svizzera invece si credeva, in alcune zone, che i fuochi fatui fossero spiriti portatori di malattie e pestilenze, ergo sempre un significato negativo simile a quello che in Giappone è associato alla comparsa del fuoco di volpe azzurro.

Se pensiamo alla descrizione scientifica del fuoco fatuo riportata ad inizio di questo articolo, è lecito pensare che in alcune aree rurali ricche di materiale organico in decomposizione, magari non visibile ma ben presente nel sottosuolo o in acquitrini, alle fiammelle sprigionate dalla decomposizione seguivano eventuali malattie dovute proprio a batteri provenienti dalla putrefazione organica dei corpi.
Ergo l'associazione tra le fiammelle azzurre e l'arrivo di un periodo nefasto ricco di malattie è tutt'altro che improbabile.

Del resto però non si può non tener presente di alcune peculiarità che nel folklore di tutto il mondo sono spesso attribuiti sia ai fuochi fatui classici, al di la del colore, che alle sfere luminose.
  • Danzerebbero sull'acqua con movimenti circolari, dando vita a spettacoli stupendi;
  • Si muoverebbero nei boschi tra i tronchi degli alberi, in maniera intelligente ed evitando questi ultimi, quasi nascondendosi tra loro.
  • Pur svanendo nel nulla appena avvistati da un uomo (se dovessero accorgersi di essere stati avvistati), sembrerebbe che spesso si avvicinino a questo seguendolo ad una certa distanza, quasi incuriositi.
Tali comportamenti porterebbero a credere che ci sia molto di più del semplice fenomeno fisico, che comunque potrebbe essere alla base del gran numero degli avvistamenti dei “fuochi fatui”.
Alcuni ritengono che possa trattarsi della fugace apparizione di spiriti elementali nella loro reale sembianza.

Recentemente si è associato un fenomeno molto simile alla comparsa dei famosi “cerchi nel grano”, Crop Circles in inglese”.
Secondo alcuni testimoni, i pittogrammi sarebbero creati da sfere di luce “Bool” che sorvolando velocemente il campo di cereali creerebbero il famoso Cerchio nel grano in pochi minuti, spesso secondi.
Secondo alcuni ricercatori si tratterebbe di sfere di energia dotate di un forte campo elettromagnetico, probabilmente fenomeni plasmatici molto simili ai fulmini globulari, ciò spiegherebbe anche il particolare rilevato nel Croop Circles ritenuti autentici, ossia spighe non piegate da un azione meccanica ma da un campo elettromagnetico così intenso da procurare una specie di esplosione all'interno dello stelo.
Questa anomalia elettromagnetica sarebbe riscontrabile e misurabile strumentalmente per diverso tempo all'interno del pittogramma creato.

Nel corso dei miei studi ho cercato più volte di descrivere la similitudine tra il fenomeno “manifestazione spiritica” ed il fenomeno del fulmine globulare.
Ne deriva una somiglianza evidente in diversi fattori:
  • Capacità di attraversare la materia (tranne il metallo)
  • Capacità di apparire improvvisamente sia all'aperto che in luoghi chiusi
  • Capacità di scomparire improvvisamente lasciandosi dietro un forte odore di zolfo o ozono
Se a queste caratteristiche si associa intelligente progetto che sembrerebbe essere alla base di differenti pittogrammi nei Croop Circles , allora non è certo da escludere che tali sfere possano essere l'ennesima manifestazione spiritica descritta solo in relazione di ciò che vorremmo, ossia un fenomeno fisico controllabile e non un eventuale presenza spiritica che farebbe crollare molte delle nostre stupide certezze.
In poche parole sarebbe come il costruire l'equazione partendo dal risultato e stabilendo che la stessa debba avere determinate caratteristiche a noi note, evitando dunque di considerare fattori alternativi che potrebbero portare al medesimo risultato.
Fuochi fatui e sfere di luce...
Un mistero ancora da svelare.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.