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mercoledì 12 novembre 2014

La mente crea la realtà... Ergo anche alcuni eventi ritenuti paranormali?

Stavo riflettendo da alcuni giorni sulla possibilità di superare determinati limiti, grazie alla presa di coscienza di determinati fatti per me ormai indiscutibili ma non ancora ben delineati a livello concettuale.
Mi son chiesto più e più volte se questo mio limite concettuale, questa limitata capacità di definire determinati fenomeni sotto una forma ed una sostanza, fosse il motivo della scarsa o assente percezione degli stessi.
Come spesso accade quando mi sento un po' confuso, ho cercato di chieder consiglio al “vecchio” Albert Einstein, un uomo che reputo abbastanza simpatico, ho cercato in siti che pubblicano aforismi e citazione ed alla voce relativa allo scienziato ho trovato una frase veramente interessante.


Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è filosofia, questa è fisica. (Albert Einstein)”.


Tutto quello che esiste è energia, ed esiste una relazione tra frequenza, lunghezza d'onda ed energia.
In poche parole tutto ciò che noi percepiamo attraverso i nostri 5 sensi, è un costrutto mentale basato sulla percezione di parte dello spettro elettromagnetico, di energia che si propaga a lunghezze d'onda differenti e che “prende forma e consistenza” in relazione alla nostra percezione.

Secondo le ultime teorie della fisica delle particelle elementari, o fisica sperimentale, l’osservazione di un fenomeno influenza e modifica il fenomeno stesso.
Per osservazione è da intendere la presa di coscienza del fenomeno in essere, ergo la coscienza influenza in qualche modo la realtà.

Siamo punto e d'accapo!!!
Non è che questo mi aiuti più di tanto nelle mie strampalate ricerche ma è già qualcosa, andiamo avanti.

É chiaro che se la questione fosse tanto semplice come sembrerebbe, tutti potrebbero modellare la realtà a loro piacimento, ne risulterebbe una realtà sostanzialmente differente per ognuno, un vero caos, un disordine che non si addice affatto all'ordine che invece sembrerebbe dominare ovunque.
Per quanto riguarda la parte scientifica, ossia il concetto di “tutto è energia”, la questione sembrerebbe essere abbastanza chiara, ergo il problema deve in qualche modo riguardare gli uomini e la loro coscienza e, siccome il genere umano percepisce la realtà più o meno nel medesimo modo, è chiaro che il tutto deve essere legato ad una qualche forma di coscienza collettiva.
Per continuare ad analizzare questo aspetto non mi resta che dare prima definizione al concetto stesso di coscienza.

Per coscienza si intende la consapevolezza che il soggetto ha di sé stesso e della realtà che lo circonda e con la quale si rapporta quotidianamente... A grandi linee.
Esistono diverse definizioni della Coscienza in relazione all'ambito di ricerca nel quale essa si studia.

In Psichiatria con il termine “Coscienza” si intende la funzione psichica in relazione alla quale l'uomo è in grado di definire il proprio IO e separarlo dalla realtà esterna, dunque la coscienza apporta la consapevolezza della propria individualità.

In Psicologia la coscienza si definisce come la capacità di essere consci e si contrappone all'inconscio, ossia quella dimensione psichica contenente pensieri, emozioni, istinti primordiali, ed altri modelli comportamentali alla base dell'agire umano ma di cui il soggetto non è consapevole.
Soffermandoci sulle definizioni basilari di “Coscienza” in campo Psicologico e Psichiatrico, non è certo facile comprende come grazie a questa capacità l'uomo possa arrivare addirittura a modellare la realtà o ad ampliarla.
Certo è che in un universo in cui tutto è relativo, l'universo stesso dovrebbe essere relativo alla percezione che un individuo ha dello stesso, su questo non ci piove.
Io mi interesso però a tutti quei fenomeni rientranti nel cosiddetto “paranormale”, soprattutto alle presunte manifestazioni spiritiche di vario genere e natura.
Perché alcuni riescono a vedere e percepire gli spiriti ed altri non ci riescono?
Sarebbe troppo semplice dire che alcuni sono più sensibili di altri, ciò è scontato, è verissimo, ma non giustificherebbe ogni evento che in base a vari testimoni potrebbe verificarsi.
É anche sorprendente il fatto che alcuni degli eventi più significativi avvengano a persone fino a quel momento scettiche sul fenomeno, che solo in seguito cambiano opinione e modo di pensare.


Ricapitolando mi ritrovo con differenti parole chiave:
Realtà
Energia
Frequenza
Percezione
Coscienza
Non posso escludere lo scetticismo, vediamo un po' cosa è per definizione.


Lo scettico sarebbe, in linea di massima, colui che nega ogni verità differente da quella comunemente ritenuta valida, più nello specifico lo scettico non crede all'esistenza di alcun fenomeno “paranormale” ed è tanto convinto di tale sua verità da arrivare a criticare eventuali prove altrui senza apportare significative sue prove a sostegno della sua tesi.
Ci sono scettici che arrivano persino a negare l'evidenza stessa di un dato fenomeno reputato inesistente in maniera ostinata...


Forse è questo il punto.


Nel momento stesso in cui qualcuno nega ostinatamente l'esistenza di un dato fenomeno, impedisce alla sua mente di creare un immagine dello stesso, ergo per egli tale fenomeno realmente non esiste in quanto non concepito.
Chi invece, per un motivo x, riesce a concepire il fenomeno stesso e, a definirlo in un'ottica X, è in grado di percepirlo in quanto non nega alla sua mente la possibilità di creare l'immagine del fenomeno stesso.


Sarebbe come dire: “Se tu credi fermamente che uno spirito esiste, se riesci a lasciare spazio alla tua mente, affinché crei l'immagine dello stesso, allora tu lo puoi vedere e percepire.


Ancora c'è qualcosa che non quadra, la semplice volontà è veramente sufficiente?
Forse basta per iniziare ad incamminarsi lungo questo tortuoso percorso ma serve altro, ne sono certo.


Energia e Frequenza.
Spirito ed energia.
Differenti Spiriti = Differente energia con differente frequenza.
Anima = Spirito = Energia = Frequenza.


Corpo atto a ricevere l'anima, ossia a sintonizzarsi sulla sua frequenza per sfruttare la sua energia... Forse.
L'insieme delle informazioni prese da questo flusso potrebbe determinare la psiche, alcune elaborate in maniera conscia ed altre inconscia.


Se riuscissimo a sintonizzarci su frequenze differenti da quelle che siamo abituati a ricevere normalmente, ossia da quelle che ci danno facili informazioni da elaborare i maniera conscia, potremmo forse realmente percepire una realtà molto più amplia ed entrare in contatto con altri esseri ritenuti ad oggi improbabili?


A mio avviso è un discorso, che pur avendo alcuni limiti, quali ad esempio l'effettiva capacità di questo corpo-macchina di sintonizzarsi su altre frequenze, potrebbe in qualche modo funzionare, l'uomo creato e creatore a sua volta, un concetto molto affascinante.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata


martedì 11 novembre 2014

La leggenda di San Martino

La festa di San Martino è da tutti conosciuta come una festività cristiana in cui, per qualche strano motivo, si aprono le botti per degustare il vino novello.
Sinceramente mi sorprende non poco il fatto che l'accostamento di queste due realtà: La festività sacra e l'atto legato al vino novello, non abbia mai insospettito nessuno, posso però capire che alla base di tutto vi sia non poca disinformazione e forse l'accostamento del vino al “sangue di Cristo”, come è noto nel Cristianesimo.
Cercherò di chiarire un po' le idee in merito all'antica festa del'11 Novembre.


La Religione Cristiana festeggia in questa Data il Santo Martino di Tours, nella festa conosciuta come “Estate di San Martino”, legata alla leggenda che di seguito riporterò brevemente.


“Martino era un forte e valido Cavaliere, un giorno in cui faceva particolarmente freddo e pioviggina, nel mezzo di una fitta nebbia, l'uomo proseguiva in groppa al suo destriero intento a raggiungere la sua meta.
Improvvisamente notò un povero mendicante fermo sul ciglio della strada, era praticamente nudo tanto erano poveri i suoi vestiti e tremava per il freddo.
Martino non ci pensò due volte, non aveva con se denaro, ne altri indumenti da poter donare al mendicante, l'unica cosa che portava con se era il suo stesso mantello, indumento che lo proteggeva dal pessimo clima di quel giorno.
Scese da cavallo, taglio in due il mantello con la sua spada e ne donò metà al mendicante.
L'uomo accettò di buon grado il dono, sorrise e ringraziò Martino dicendo: “Il signore te ne dia merito”, si alzò e scomparve nella fitta nebbia.
Martino ora era poco coperto ma felice per aver aiutato il vecchietto, improvvisamente la nebbia si diradò, le nubi lasciarono il posto ad un tiepido sole e la temperatura divenne gradevole, Dio aveva ricompensato il Cavaliere per il suo nobile gesto.
In seguitò il cavaliere sognò Gesù e si convertì al Cristianesimo”


Pochi sanno che in questo periodo esistevano già delle feste precristiane, feste che inizialmente furono perseguitate con l'intento di cancellarne il ricordo ma che, in seguito alla presa di coscienza che le stesse erano troppo radicate nella cultura contadina del tempo, furono adattate alla nuova Religione nascente.
Il periodo che va dal 1^ Novembre al 11 dello stesso mese, il Cristianesimo riconosce ben 3 festività importanti:
1^ Novembre festa di Ogni Santi
2 Novembre Commemorazione dei defunti
11 novembre festa di san Martino di Tours.
Benissimo, la notte tra il 31 Ottobre ed il 1^ Novembre è ormai da tutti conosciuta come notte di Halloween ma in realtà si tratta dell'antico Capodanno Celtico che neanche a farlo apposta durava 11 giorni terminando l'11 Novembre in un periodo in cui si susseguivano diverse cerimonie.
Non è tutto, sembra che i Celti venerassero anche un “Dio Cavaliere” che galoppava un cavallo nero ed indossava una mantellina nera e corta, era un dio protettore della natura, vi ricorda qualcosa?
Ai posteri l'ardua sentenza direbbe qualcuno.


Per quanto riguarda il vino novello, diciamo che poco centra con la festa religiosa, semplicemente la ricorrenza cade nel periodo in cui le vecchie botti dovevano essere svuotate per conservare il vino novello, quindi spesso si festeggiava con questa bevanda per consumarla e non sprecarla. D


Ancora una volta viene utilizzata un antichissima ricorrenza per un nuovo culto e, cosa ancor più grave, molti sembrerebbero ignorare sia il mito Celtico che la credenza Cristiana.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

Articolo scritto per il: "Giornale di Puglia"

domenica 9 novembre 2014

Uomini vissuti tanto a lungo da essere Dei

Esistono molte teorie sugli antichi Dei, tutte valide fino a prova contrarie e tutte, inutilmente, basate su ipotesi filosofico religiose.
Sia chiaro che quanto seguirà sarà solo il mio personale punto di vista sulla questione e che con tali ipotesi non intendo ne andar contro ad illustri professori che hanno ipotizzato probabili realtà differenti da quelle che saranno da me espresse, né convincere alcuno della probabile veridicità delle stesse.
Questo articolo vuole solo essere uno spunto di riflessione, forse utile, forse inutile, certamente importante per il sottoscritto, e tanto basta perché io provi a condividere queste idee con voi, discuterle e forse giungere ad un qualche migliore risultato.


Sin da piccolo ho sentito parlare degli antichi Dei, si, anche di un unico Dio ma la questione legata al politeismo e a questi Dei che tanto sembravano somigliare, per alcuni versi, agli esseri umani, mi ha sempre affascinato.
Ricordo ancora la mia prima gita a Paestum, nel salernitano, l'antica città della Magna Grecia chiamata con il nome di Poseidonia in onore del Dio Poseidone, con i suoi fantastici ed imponenti Templi.
Ricordo poi la voce della maestra, che ci insegnava cosa fosse il politeismo e quali fossero gli Dei Greci e Romani, le loro caratteristiche, i loro compiti, il loro pessimo carattere alcune volte, eppure io tanto pessimo non lo trovavo, ma allora ero solo un bambino curioso, e a pensarci bene lo sono ancora.


Una cosa sembrava accomunare tutti questi Dei, erano Immortali.
Per molto tempo ho pensato all'immortalità in relazione al comune modo di intendere tale termine, ossia la capacità di vivere in eterno, affascinante, ma anche estremamente triste pensai, immaginavo me stesso nell'improvviso ruolo di essere immortale, i miei sentimenti mi avrebbero logorato, ergo se questi esseri descritti come uomini e donne potentissimi, bellissimi ed immortali fossero esistiti realmente, probabilmente i loro sentimenti sarebbero dovuti essere diversi, o diverso il modo di porsi in relazione a questi.


Uomini o solo Esseri somiglianti a questi?


L'età media di un uomo, oggigiorno, è di circa 80 anni, mi riferisco ad una media basata sulla popolazione occidentale.
Certamente al tempo degli antichi, ma forse neanche tanto, Dei greci e romani, l'età media era più bassa a causa di condizioni socio culturali ed igienico sanitarie.
Poniamo per ipotesi che un uomo viva in media 70 anni, se un altra entità a lui rapportabile potesse vivere 500 anni, questa sarebbe considerata Immortale dall'uomo che, ai tempi, non si poneva il problema di un tempo relativo al suo status di Uomo in relazione a probabili altri esseri viventi più evoluti e longevi?


Un Dio era, tranne alcune eccezioni, descritto come:
Alto
Di bell'aspetto
Muscoloso
Formosa (se al femminile)
Fortissimo più di qualunque altro uomo ecc


Dai caratteri somatici umani, ma non umani nella sostanza, forse.


A volte questi Dei si uniscono con gli uomini, soprattutto con le donne, e nascono i semi-dei, uomini mortali dotati di forza e talenti fuori dall'ordinario, in cerca forse dell'immortalità che sentono loro ma non riescono a raggiungere se non attraverso fatiche e prove disumane.
Uomini che tendono al Dio, al trascendente.


Personalmente ci vedo nascosto un suggerimento:
Ad un certo punto, dopo aver modellato l'uomo stesso con insegnamenti vari ed averlo aiutato in una primissima evoluzione, alcuni Esseri definiti Dei, si unirono (sul come si potrebbe discutere molto) con le Donne terrestri (umane) creando uomini diversi, capaci di continuare il cammino evolutivo ma ad una condizione, la ferma volontà di giungere alla meta, ossia raggiungere l'elevazione di chi ha contribuito alla trasformazione del suo DNA.


Solo fantasia forse... o forse no, questo per mia sfortuna ed attuale limite non so ancora chiarirlo.


Torniamo al tema principale, la longevità di questi esseri che fu scambiata per Immortalità, proverò a fare qualche ragionamento ipotizzando che l'immortalità effettiva non esista.


Nella Bibbia è pieno di esempi che citano uomini dalla vita lunghissima, il Patriarca Matusalemme sarebbe vissuto 969 anni, impensabile per l'uomo attuale, o mi sbaglio?
Adamo fu creato dall'uomo per vivere in eterno e fu solo in seguito che mangiando il frutto della conoscenza del bene e del male fu condannato alla morte.
Condannato sarà poi il termine giusto?
Secondo alcuni traduttori l'antico ebraico (Adam) non è riferito ad un uomo di nome Adamo ma all'intera umanità nella sua totalità di uomini e donne, ergo la creazione della donna dalla costola significherebbe tutt'altro, ma è un altro discorso.
Dal momento che Adam mangia la mela, diventa come Dio, ed ha la conoscenza del bene e del male, ma a mio avviso non è un passaggio immediato.
Il diventare come Dio potrebbe essere visto come la possibilità di farlo, attraverso un evoluzione che, obbligatoriamente, passa dalla morte attraverso la successione delle reincarnazioni, non è detto che queste reincarnazioni avvengano in corpi simili o su questo singolo pianeta.


Più L'uomo è vicino a Dio, più è “spiritualmente” elevato ed evoluto, tanto più evoluto è il suo organismo, forse plasmato da quella “frequenza” superiore che riesce a decifrare.
Tanto più longeva è la sua vita.


Che il Dio degli Uomini abbia un Dio a sua volta?
Non intendo ipotizzare ciò attualmente, senza prima aver ben analizzato quanto fin ora detto, ciò che volevo far risaltare era il concetto di Divinità forse attribuita ad esseri che oggi chiameremmo con altri appellativi, forse Alieni, forse altri, ed al tempo stesso volevo far riflettere sul concetto di Immortalità, forse dovuto ad una ma l'interpretazione del concetto del tempo.
Alcune Tartarughe, sul nostro stesso pianeta, hanno un età media di 150 anni, è impensabile che altri esseri possano vivere molto di più?


A voi riflettere.

Articolo di Mario Contino
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venerdì 7 novembre 2014

Giovinazzo ed il mistero del Dolmen di S. Silvestro

Abbiamo già citato questo grazioso paesino sito a soli 20 Km da Bari in merito alla leggenda che vorrebbe L'istituto Vittorio Emanuele II, ex convento domenicano sito nel centro della cittadina, quale luogo infestato dal presunto “fantasma” di un bambino.
Oggi intendo farvi fare un tuffo nel passato, in un passato che sembrerebbe remoto, quasi cancellato da quella invisibile gomma del tempo che tende ad eliminare ogni traccia dell'umano operato.
Un passato lontano dunque?
Si, sicuramente lontano per l'uomo, ma un battito di ciglia in relazione alla vita di questo nostro pianeta, perché il tempo in realtà esiste solo per nostra concezione.


Poco fuori il centro urbano di Giovinazzo, è sita l’area archeologica di S. Silvestro, raggiungibile percorrendo la provinciale “Giovinazzo-Terlizzi”.
Il complesso rappresenta uno dei siti megalitici più importanti d'Italia se non d'Europa e fu scoperto nel 1961, casualmente, durante dei lavori in quell'area.
Probabilmente il sito funerario, tra i più completi e ben conservati, risale all'Età del Bronzo ed un tempo sorgeva su una piccola altura.


La realizzazione di questo Dolmen fu eseguita con il sistema del Trilitismo, due grandi lastroni di pietra verticali, fissi nel terreno, coperti da un terzo lastrone del medesimo materiale ed è composto al suo interno da una camera circolare “Tholos”, da un corridoio “Dromos” e dalla cella di deposizione dei resti umani.
Dagli studi effettuati sarebbero non solo emersi numerosi resti di sepolture con alcuni oggetti appartenenti al corredo funebre ma si è scoperto che l'intero sito sorgeva su un luogo di sepoltura antecedente, ancora più antico.


Potrei continuare a citare studi e documenti relativi a questo splendido sito, che meriterebbe ben altra visibilità ed onore, invece vi lascio con una riflessione.
I dolmen erano costruiti solo a scopo funerario?


Personalmente credo ci sia molto di più, nulla era lasciato al caso, il luogo dove questi monumenti dovevano sorgere era scelto con molta perizia.


Antichi monumenti erano realizzati in modo tale da fungere come antenne, per ricevere e trasmettere tramite particolari energie irradiate dal cielo verso la terra e viceversa, è ad esempio il caso dei Menhir, che venivano realizzati su zone colme di tali radiazioni, su punti conosciuti come nodi geomagnetici.
Il dolmen era invece realizzato su zone neutre della griglia di Hartmann.


Per chi non avesse mai sentito parlare di nodi geomagnetici o di griglia di Hartman, posso brevemente accennare che si tratta di una teoria che fa capo a studi di Hernest Hartman, egli sostiene che la Terra sia ricoperta da specie di griglia formata da particolari strisce, in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest.
All'incrocio di queste strisce, nei cosiddetti "nodi di Hartmann", si verificherebbero una serie di effetti misurabili scientificamente, per lo più dannosi, ad esempio la scarsa crescita della vegetazione, l'eccessivo affaticamento muscolare, la maggiore incidenza di determinate patologie ecc.
Per chi vuole approfondire lo studio consiglio una breve ricerca in rete, potrà trovare molto materiale sul tema che è direttamente collegato alla “rabdomanzia”.


Tornando dunque ai Dolmen, il loro posizionamento era sempre in funzione di una corrente energetica positiva, con direzione Nord-Ovest Sud-Est.
Potremmo pensare al dolmen come ad un'antenna atta a recepire determinate energie ancestrali ritenute positive, a volte terapeutiche, le leggende in merito a ciò sono innumerevoli in tutto il mondo.


Teorie affascinanti e spesso sconosciute, cosi come sembrerebbe esserlo il più importante Dolmen Italiano, quello di San Silvestro, in Giovinazzo.


Articolo di Mario Contino
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Articolo apparso sul: "Giornale di Puglia"

Voci e presenze nel castello di Monte Sant'Angelo

Vi è uno spettro nel castello di Monte Sant'Angelo? Al suo interno dimorerebbe realmente lo spirito di Bianca Lancia?

In tutta la Puglia, e non solo, da anni non si parla d'altro che del famoso maniero, posto sul monte sacro pugliese, e del suo presunto ed illustre spettro, avvistato fugacemente da questo o quel turista che ha poi contribuito a divulgare una delle leggende più popolari in Italia.

Avevamo già accennato all'interesse che questa leggenda aveva suscitato nei ricercatori dell'Associazione Italiana Ricercatori del mistero, un interesse che si è trasformato in vere e proprie indagini sul posto, sopralluoghi e registrazioni varie che sono durate diversi mesi ed hanno visto l'impiego di strumentazione scientifica e figure professionali come psicologi, fisici, biologi, storici, linguisti ecc.

Per quanti non lo sapessero, A.I.R.M., acronimo di Associazione Italiana Ricercatori del Mistero, è un'associazione culturale, apolitica e senza fini di lucro avente come scopo lo studio delle Antiche tradizioni, con particolare riguardo verso gli aspetti filosofico-religiosi e storico-esoterici delle più svariate culture del mondo.

Gli aspetti principalmente trattati sono:

- Studio dell'iconologia storica;
- Studio del simbolismo esoterico-religioso;
- Studio dell'architettura in relazione alle varie ideologie interconnesse.
- Studio e conservazione delle leggende inerenti al folklore popolare, proprio della zona presa in esame.

A ciò si aggiunge lo studio e la ricerca delle fenomenologie rientranti nell'ambito del paranormale e delle pseudo scienze, come ad esempio lo spiritismo o l'ufologia, trattate con metodo e serietà grazie all'appoggio di figure professionali in ambito medico-scientifico e tecnico-analitico.

Sul Castello di Monte Sant'Angelo i membri del direttivo ci invitano a pazientare ancora un po' in quanto alcuni files di audio ed immagini restano in fase di analisi, ci ricordano che a seguito di ogni indagine, li dove è accertata la presenza di significanti “anomalie”, l'associazione si impegna a rilasciare un video nel quale si divulgano i risultati ottenuti e si illustra il “modus operandi” del team di ricerca.

Dalle informazioni che l'Associazione ha potuto lasciar trapelare possiamo evidenziale il riscontro di molte anomalie soprattutto su traccia audio.

Sarebbero state riprese voci, soprattutto femminili, rispondere in maniera logica e coerente a determinate domande poste dai ricercatori e rivolte alle ipotetiche entità presenti nel maniero, addirittura una di queste voci sembrerebbe pronunciare una parola in spagnolo, cosa assai interessante visto che il Castello ha risentito molto della dominazione spagnola nel periodo Aragonese.

Vi è uno spettro nel famoso Castello? Secondo le indiscrezioni e gli studi portati avanti dall'associazione Italiana ricercatori del Mistero, sì e più di uno. Non ci resta che attendere il loro video che non tarderà ad arrivare.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

Articolo scritto per il: "Giornale di Puglia"

Il mistero del fantasma di Bianca Lancia nel castello di Gioia del Colle

Nel centro storico di Gioia del Colle, si erge imponente lo splendido Castello Normanno-svevo, il cui nucleo centrale è fatto risalire al IX° secolo.
Nel periodo Normanno il castello fu ampliato da Riccardo Siniscalco che trasformò l'antica fortificazione in una residenza nobiliare.

Intorno al 1230, Federico II di Svevia, di ritorno da una crociata, decise di trasformare il maniero in ciò che è oggi, una fortificazione su base quadrangolare con cortile interno e le tipiche 4 torri presenti in quasi tutti i castelli federiciani.

Proprio alla figura di Federico II sembra essere legata l'attuale leggenda che ha contribuito a rendere il maniero famoso in tutta Italia. Sembrerebbe che al suo interno dimori ancora oggi lo spettro di Bianca Lancia, quarta moglie di Federico e, secondo alcuni, unico suo vero amore.

Alcuni testimoni, soprattutto tra gli anziani del luogo, son pronti a giurare di aver visto la figura evanescente della famosa dama, tra suoni e lamenti inquietanti, muoversi furtivamente all'interno del maniero.

Bianca Lanca... Questo nome sicuramente non vi è nuovo, il suo spettro sembrerebbe apparire in diversi castelli federiciani ed in diverse regioni Italiane, cercherò di seguito di fare un po' di chiarezza su questa donna e su ciò che fu la sua vita.

Bianca Lancia, o per meglio dire Bianca D'Agliano, Sarebbe stata una nobile Italiana figlia di Bonifacio I d'Agliano: Conte di Agliano, Conte di Mineo, Signore di Paternò.

Probabilmente appartenente alla nobile famiglia dei Lancia da parte di madre, probabilmente figlia del marchese piemontese Manfredi I Lancia

Si narra che la nobile donna avesse iniziato, non si sa bene in quali circostanze ed in quale periodo, una relazione segreta con Federico II, con il quale ebbe anche tre figli. Con lo stesso si sarebbe poi sposata a seguito di una malattia che la colpì, mentre era in fin di vita in articulu mortis, supplicando l'imperatore affinché acconsentisse alle nozze per la salvezza della sua anima e per garantire un futuro ai suoi figli.

In Puglia le due leggende più popolari inerenti alla figura di Bianca Lancia riguardano il Castello di Monte Sant'Angelo, di cui la donna era feudataria, ed il Castello di Gioia del Colle.

Entrambi i manieri si dichiarerebbero, in base a leggenda, luogo in cui Bianca Lancia fu tenuta prigioniera fino alla morte.

Nello specifico, secondo la leggenda nata a Gioia del Colle, Bianca lancia fu rinchiusa da Federico II in una delle due torri, ciò in quanto sospettata di adulterio.

La donna avrebbe partorito in uno stato di prigionia e tra atroci dolori, urlando la sua innocenza, e si sarebbe poi amputata i seni e suicidata.

Certamente una leggenda interessante, che meriterebbe uno studio approfondito in relazione alle tante testimonianze che in passato hanno fatto parlare del maniero e del suo presunto spettro.

Non vi resta che recarvi sul luogo e cercare di scorgere l'eterea figura, cercando di non trascurare la storia che li si respira.

Articolo di Mario Contino
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Articolo scritto per il: "Giornale di Puglia"

Il vero mito dietro la festa di Halloween

Come tutti ormai sanno, la notte del 31 ottobre è da tutti conosciuta come la notte di HALLOWEEN.
In questa ricorrenza, esportata in Italia in quanto non direttamente rientrante nella nostra cultura folkloristica, si vedono uomini, donne e bambini, mascherate da mostri e spettri.

E' consuetudine che per i festeggiamenti in questione siano accesi dei lumi in grosse zucche svuotate ed intagliate, in modo che rappresentino volti luminosi e mostruosi nelle buie notti.

Lasciando da parte il business che ormai si cela dietro questa ricorrenza, voglio raccontarvi, in maniera molto sintetica e facendo riferimento a credenze classiche, il vero mito di HALLOWEEN, in modo tale che anche voi possiate prendere questa “festa” con maggiore rispetto.

Non intendo creare un articolo di propaganda né offendere chi eventualmente è contrario a questi festeggiamenti per proprie opinioni religiose, politiche, culturali ecc., ergo leggete quanto seguirà senza pregiudizio ne fanatismo vario, il mio unico obiettivo è far luce su quella che è ormai ed innegabilmente anche una festa italiana.

31 Ottobre, questa data corrisponde all'antico capodanno celtico: per loro in questo giorno lo spazio-tempo e le diverse dimensioni che regolerebbero la vita e la morte, coesistendo pacificamente in un unica realtà, verrebbero mischiate.

La dimensione reale (dei vivi) e quella che invece apparterrebbe ai defunti, alle fate, ai demoni ecc., verrebbero improvvisamente a contatto ed il tutto in modo molto pericoloso per i vivi nella dimensione in cui abitualmente si troverebbero per loro natura...

L'antica credenza narrava che in questa data le anime delle persone decedute durante l'anno tornassero dal regno dei morti per impossessarsi del corpo di un vivente e restarci per tutto l'anno seguente.

Anche streghe, maghi, mostri e demoni in questa data acquisivano maggiori poteri e potevano andarsene in giro a far baldoria sulla pelle dei malcapitati di turno.

Per questo motivo gli antichi popoli usavano mascherarsi in modo mostruoso, per spaventare a loro volta eventuali demoni o spiriti malevoli e per nascondersi e confondersi tra essi rendendosi introvabili; poi usavano rendere inospitali le loro case, spegnevano i fuochi per renderle fredde ed usavano fiaccole particolari per dare loro un aspetto macabro.

In poche parole, la leggenda celtica vorrebbe la notte di HALLOWEEN come pericolosa ed insidiosa, notte in cui il male ed il bene si affronterebbero in un'eterna lotta.

In questa data gli uomini cercherebbero più che altro di non soccombere all'azione delle forze del male, mascherandosi e cercando in ogni modo di esorcizzarle...

Altro che "dolcetto o scherzetto”: io fossi in voi starei molto attento a camminar solo di notte, streghe e demoni potrebbero essere in agguato.

D'altro canto, non condivido neppure quanti insistono nel dire che tale ricorrenza è in realtà un elogio alle forze demoniache. La ricorrenza è nata proprio per l'opposta necessità di esorcizzare le stesse.

Articolo di Mario Contino
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Articolo scritto per il "Giornale di Puglia"