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venerdì 7 marzo 2014

Togliere l’invidia (l’uocchio)

Il rito che qui riporto è molto antico e deriva da ciò che io, forse impropriamente, chiamo
“Esoterismo Cristiano”.
Si tratta di un rituale antichissimo tramandato oralmente da generazione in generazione e che ormai rischia di andar perso per sempre.
In cosa consiste?
Consiste nel togliere l’invidia, ossia un sentimento molto negativo che da origine a vari malesseri
alla vittima. L’invidia è trasmessa sotto forma di maledizione spesso involontaria e colpisce tramite
lo sguardo, non per nulla chi conosce questo rito, lo pratica dicendo di togliere l’uocchio, ossia di
eliminare gli effetti dello sguardo malevolo ed invidioso che hanno gettato il male sulla vittima.
Tutto il rito e in dialetto napoletano ma proprio della zona d’origine che è posta nei monti del
salernitano, la zona che si estende nel Parco Nazionale del Cilento, ricca di paesini e tradizioni
rimaste quasi incontaminate, protette dalle alture dei monti e dall’ombra dei boschi.
Visto che recitare una preghiera in una lingua dialettale potrebbe essere per molti difficile, cercherò
di italianizzare il più possibile il tutto.

Si inizia il rito operando sulla persona o su una sua fotografia.
Ci si fa il segno della croce:
“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”
(Nome e Cognome della vittima da “curare”)
“Chi t’av’arrucchiato?
Dui uocchi tan’arrucchiato, dui t’anna ferito e tre t’anna salvato: Padre figlio e Spirito santo (farsi
il segno della croce) scenda tutti sti mali e nun passa chi n’andi in nome della santissima trinità”

Si recita il credo Cristiano per 9 volte:
“Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù
Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre
prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero
da Dio vero, generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono
state create.
Per noi uomini e per la nostra
salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo si è
incarnato nel seno della Vergine
Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio
Pilato, mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria, per
giudicare i vivi e i morti, e il suo
regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita, e procede
dal Padre e dal Figlio. Con il Padre
e il Figlio è adorato e glorificato, e
ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa
cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo per il
perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.”

A questo punto occorre prendere tre oggetti di ferro diversi e taglienti ad esempio:
• Un coltello,
• Un apriscatole in ferro
• Una forbice.

Occorre prendere il primo dei ferri, passarlo sulla testa o sulla foto di chi è colpito dal male e fare
un movimento simile al pettinare senza pero mai toccare direttamente l'uomo o la foto. Recitare per 9 volte la frase seguente.
“Questa è l’accetta e ogni male spezza, questa e l’accetta ed ogni male spezza, questa è l’accetta
ed ogni male spezza;
Questa e la ronca ed ogni male stronga, questa e la ronca ed ogni male stronga, questa è la ronca
ed ogni male stronga;
Questa e la fauce ed ogni male s’alza, questa e la fauce ed ogni male s’alza, questa è la fauce ed
ogni male s’alza.”

Occorre prendere il secondo dei ferri, passarlo sulla testa o sulla foto di chi è colpito dal male e fare
un movimento simile al pettinare senza pero mai toccare direttamente l'uomo o la foto.
Uocchiu n’garmatizzo levamulo re quodd’a chisto e chisto Cristiano inda l’acqua lo menamo;
Uocchiu n’garmatizzo levamulo re quodd’a chisto e chisto Cristiano inda l’acqua lo menamo;
Uocchiu n’garmatizzo levamulo re quodd’a chisto e chisto Cristiano inda l’acqua lo menamo

Occorre prendere il terzo dei ferri, passarlo sulla testa o sulla foto di chi è colpito dal male e fare un
movimento simile al pettinare senza pero mai toccare direttamente l'uomo o la foto.
“Questa e la falce ed ogni male s’alza, questa è la falce ed ogni male s’alza, questa è la falce ed
ogni male s’alza.
San Cipriano mio la tua gran purità, la tua gran santità, dicci tu la verità
San Cipriano mio la tua gran purità, la tua gran santità, dicci tu la verità
San Cipriano mio la tua gran purità, la tua gran santità, dicci tu la verità”

Ora occorre prendere i tre ferri, fare il gesto di sputarli e gettarli a terra con un certo ribrezzo.
Il rito è terminato e l’uomo o la donna sottoposti allo stesso dovrebbero essere stati liberati dai mali
dell’invidia.

Prima di analizzare meglio questo antichissimo rituale, andrò a tradurre in italiano alcune sue parti,
in questo modo lo renderò più comprensibile.
(Originale) chi t’av’arrucchiato? Dui uocchi tan’arrucchiato, dui t’anna ferito e tre t’anna salvato:
Padre figlio e Spirito santo (farsi il segno della croce) scenda tutti sti mali e nu passa chi n’andi in
nome della santissima trinità.
(Traduzione) Chi ha posto su di te uno sguardo maligno? Due occhi lo hanno fatto, due occhi ti
hanno ferito ma tre potenze ti hanno salvato: Padre Figlio e Spirito santo, Distruggi tutti questi mali
causati dallo sguardo maligno e fai in modo che non danneggino più nessuno, in nome della
Santissima Trinità.

(Originale) Questa è l’accetta e ogni male spezza, Questa e la ronca ed ogni male stronga, Questa e
la fauce ed ogni male s’alza.
(Traduzione) Questa è l’ascia ed ogni male spezza, Questa è la ronca ed ogni male distrugge,
Questa è la falce che alza e miete ogni male.

(Originale) Uocchiu n’garmatizzo levamulo re quodd’a chisto e chisto Cristiano inda l’acqua lo
menamo.
(Traduzione) Togliamo da costui quest’occhio maligno e questa persona gettiamola nell’acqua
(L’acqua è da secoli riconosciuta come elemento purificatore, si pensi all’acqua benedetta).

Adesso, posso iniziare con l'analizzare il primo fattore che salta agli occhi di quanti cercano di
vedere oltre il loro naso, il numero (3).
Il numero tre è un numero ritenuto sacro, il numero della Santissima Trinità ma anche il numero che
rappresenta la Sacra Famiglia: Gesù. Giuseppe e Maria.
Il Tre è il primo numero dispari preso in considerazione dall’esoterismo, infatti l’uno non è
considerato un numero.
E il numero dell’unione per eccellenza, due punti separati si ricongiungono al vertice, al terzo
punto.
Il tre è il numero perfetto, il numero che rappresenta la soluzione del conflitto dualistico.
Nel Cristianesimo ed in questo rito sta a ricordare che la perfezione, il tre, sta nel Padre, nel Figlio e
nello Spirito Santo, le parti più importanti del rito sono ripetute per tre o nove volte, ossia tre volte
per tre (tre per il Padre, tre per il Figlio e tre per lo Spirito Santo).
Usare i ferri per tagliare, e distruggere il male è un chiarissimo riferimento a culti esoterici molto
più antichi di origine pagana, nell’atto finale del rito i ferri vengono visti come oggetti da rinnegare,
hanno toccato ed assorbito il male e per questo vanno disconosciuti con il gesto dello sputo e dello
gettarli per terra.



Mi son rivolto alla signora che mi ha illustrato il rituale, e che lo pratica, chiedendo:
“Come fai a capire se chi stai sottoponendo a questo rituale sia veramente vittima dell’invidia?”
Mi ha risposto che durante il rito, se vi è il maleficio, chi lo pratica inizia a sbadigliare, è assalito da
stanchezza e sconforto, da mal di testa spesso violento ed improvviso e gli occhi iniziano a
lacrimare, il tutto proporzionato alla potenza del maleficio stesso.

Riporto qui questo rituale perchè è parte integrale di una cultura Italiana che, purtroppo, andrà perduta per sempre, se così dovesse essere, mi piacerebbe poterne conservare almeno un pochino tramite la conservazione di parte delle sue stupende leggende e tradizioni.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

Riflessioni sul concetto di Anima.

Mi sono sempre chiesto cosa sia l'anima, quindi inizierò da questo argomento.
La parola anima deriva dal latino “anima” che a sua volta è connesso al greco “ànemus”, traducibile
con “soffio”. Non di rado si sente dire, in ambiti religiosi, il soffio della vita.
Secondo le concezioni filosofiche più comuni, è la parte immateriale che vivifica il corpo, spesso è
sinonimo di coscienza ed è fatta risiedere all'interno del corpo stesso. Alcuni la vorrebbero nella mente, altri nel cuore.

Secondo la religione Cristiana, l'anima è immortale e dopo la morte tende a Dio, ossia migra in un altra dimensione dove viene sottoposta ad un primo giudizio e successivamente destinata all'Inferno, al Purgatorio o al Paradiso.
In ogni caso, secondo tale religione, l'anima non resterebbe mai sulla terra per sua volontà e se lo facesse sarebbe un anima dannata, soggiogata dalle forze del male ed accomunata ad un'entità demoniaca.

Nell'ebraismo non esiste una definizione di “anima” quale soggetto a se, differente dal corpo, vi
sono però riferimenti che potrebbero in qualche modo ricollegarsi a tale concezione.
Nella Bibbia Ebraica sono riportati due termini molto importanti a tal proposito, uno di questi indica
“l'uomo vivente” o vivificato, il termine in questione è nèfesh.
In genesi 2, 7. vi è la descrizione di come Dio ha creato l'uomo vivente:
“Allora il signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita
e l'uomo divenne un essere vivente”

Da notare come la vitalità o ciò che rende vivo l'uomo è paragonato ad alito e soffio.
Il termine nèfesh non indica ne l'uomo ne l'alito di Dio vivificatore, si riferisce all'uomo vivificato
come unico essere.
Un termine che potrebbe invece riferirsi al soffio di Dio in essere è ruach.

Restando in ambito Ebraico, nella Qabbalah, l'anima non è vista come unica entità, secondo tale concezione l'uomo sarebbe tale e vivo perchè vivificato da tre energie differenti, da tre elementi:
• Nefesh: La parte che vivifica il corpo fornendo l'energia per le funzioni animali.
• Ruach: Lo spirito, ciò che ci permette di distinguere il bene dal male e che è dunque
fondamentale per il corretto sviluppo morale dell'individuo, potremmo paragonarlo
all'”Ego”.
• Neshamah L'anima superiore, ciò che dona la piena coscienza di se stessi e di Dio. Sarebbe
questa a permettere all'uomo di raggiungere l'aldilà.

Anche in popoli antichi possiamo riscontrare il concetto di Anima, nel popolo Egizio vi è il concetto
di uomo quale essere vivente costituito da tre fattori:
Ba: L'anima, essere rappresentato da un uccello con la testa di uomo, parte divina e spirituale.
Ka: L'energia inseparabile ma distinta, la forza vitale pura.
Akh: Particella di luce, l'elemento che collega l'uomo alla divinità, dopo la morte sale agli dei
brillando come una stella.

In base a questi appunti devo dedurre che esiste realmente un qualcosa che dopo la morte fisica del
corpo continua a vivere, indipendentemente da come e dove.
È importante distinguere e citare i concetti di “anima” ed “Animus”.
Secondo Carl Gustav Jung, l'anima è la parte femminile dell'inconscio dell'uomo, l'animus è la parte
maschile dell'inconscio della donna.
I due concetti appena espressi si ricollegano facilmente a quello di coppie opposte complementari,
spesso presente in vari ambiti esoterici.
ANIMA sta ad ANIMUS come YIN sta a YANG.

Personalmente ritengo molto logici alcuni pensieri appartenenti allo spiritismo ed inerenti al concetto di Anima.
Secondo alcune teorie, l'anima sarebbe lo spirito incarnato nel corpo.
L'essere vivente chiamato uomo sarebbe così composto da:
• Spirito incarnato;
• Perispirito;
• Corpo materiale.
Lo spirito sarebbe predestinato al corpo prima ancora della sua nascita e dopo la morte ritornerebbe
al mondo degli spiriti.
Il feto si svilupperebbe con vita animale, definita spesso fluido universale, a questo si incarna lo
spirito che è l'origine della sua coscienza. Lo spirito sarebbe legato al corpo grazie al peri spirito, un
primo guscio semi materiale.



Tante teorie, tanti pensieri, molti dubbi ma una materia veramente affascinante.


Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

martedì 4 marzo 2014

Psicocinesi

La psicocinesi, letteralmente "muovere con la mente" , nota anche come telecinesi, è la facoltà di presunta origine paranormale per la quale un essere vivente sarebbe in grado di interagire con la realtà e l'ambiente in cui è immerso e che lo circonda. Più nello specifico, chi sostiene di possedere doti telecinetiche, dichiara di avere la facoltà di muovere, a proprio piacimento, oggetti inanimati, facendo uso di facoltà psichiche non concepibili dalla scienza ordinaria ed in violazione di alcuni pilastri della fisica classica.
Ho parlato di scienza ordinaria e fisica classica, ciò perché la scienza è da anni divisa tra professori che sostengono la possibilità di tali fenomeni ed altri che si impegnano costantemente a dimostrare l'impossibilità degli stessi.

Il termine Telecinesi, coniato inizialmente nel 1890 per classificare tali fenomeni, significava originariamente e per derivazione: Movimento a Distanza.
Tale definizione è stata sostituita grazie all'utilizzo del termine Psicocinesi, utilizzato per la prima volta nel 1914:
Psico: Anima
Cinesi: Movimento.

Personalmente preferisco il secondo termine, muovere con l'anima, questo più si avvicina al concetto di anima indipendente dal corpo materiale e, in particolari condizioni, in grado di utilizzare parte delle sue vere possibilità, interagendo con l'ambiente al di la degli strumenti che il corpo materiale gli mette a disposizione. Tale concezione, puramente personale, vede il corpo come indispensabile mezzo per testare alcune sensazioni che risulterebbero impercettibili all'anima in essere.
Per meglio spiegare questo concetto posso fare il seguente esempio:
Corpo ed anima si completano, il corpo senza anima non sarebbe in grado di valutare le sensazioni ricevute dai suoi organi sensoriali, l'anima non sarebbe in grado di provare e percepire tali sensazioni, mi riferisco a dolore, gioia, amore ecc..
L'anima è da considerarsi puro spirito, questo viene, per sua volontà o meno, incarnato in un corpo, essendo il corpo materiale, quest'ultimo limita le facoltà dell'anima.
Anche in questo caso urge un esempio:
Se accendo una candela, la fiamma produce luce e calore. Se racchiudo questa fiamma in involucri materiali, sia la luce che il calore emessi risulterebbero attenuati.
Più spesso e grezzo sarà il recipiente, tanto minore sarà l'influenza della fiammella con la realtà esterna al recipiente stesso, ma in cui è comunque immersa.
Se per qualche motivo, questa fiammella venisse alimentata a sufficienza, il suo calore potrebbe fuoriuscire e irradiare all'esterno del corpo, interagendo in prima persona con la realtà esterna.
Spero di aver ben reso il concetto che ho voluto esprimere poc'anzi, scusandomi se ciò non è avvenuto.

I fenomeni di Psicocinesi potrebbero essere suddivisi in 2 grandi categorie:
Macro-Psicocinesi: Inerente a fenomeni verificabili ad occhio nudo, come la levitazione ad esempio.
Micro-Psicocinesi: Inerente fenomeni non direttamente osservabili come ad esempio l'alterazione del campo elettromagnetico in un determinato punto.

Tra i fenomeni ritenuti possibili grazie all'utilizzo di queste facoltà psichiche, possiamo citare i seguenti:
Aerocinesi facoltà di controllare il movimento dell'aria.
Idrocinesi, facoltà di creare e controllare il movimento dell'acqua.
Pirocinesi, facoltà di creare e controllare il fuoco.
Deformazione di metalli
Auto guarigione
Magnetismo ecc..
Inutile elencare ogni possibile fenomeno collegato alla psicocinesi, anche perché non è da escludere che alcuni di essi siano ancora ignoti a tutti eccetto che a chi può utilizzarli.

In precedenza abbiamo definito tali capacità come di natura puramente personale, doti provenienti dall'utilizzatore stesso, esiste però un altra possibilità
Secondo alcune interpretazioni, tali fenomeni potrebbero essere la conseguenza dell'azione di entità spiritiche che interagirebbero sull'ambiente tramite le energie e le facoltà di un medium.
Il medium potrebbe essere consapevole o meno delle sue facoltà e nella seconda delle ipotesi i fenomeni che si riscontrerebbero potrebbero rappresentare un pericolo per il medium stesso e per gli altri.

L'intera faccenda non è da prendere con leggerezza, partendo dall'ipotesi che tali fenomeni siano reali e possibili, perché alcuni uomini riuscirebbero ad utilizzarli ed altri no?

Questa domanda mi ha da sempre incuriosito e potrebbe essere ricollegata a molte altre teorie in ambito “paranormale, tralasciando le più fantasiose, che comunque non mi sento di escludere a priori, sarei portato a credere ad abilità comuni a tutti gli uomini ma latenti, attivate forse grazie a traumi fisici o psichici.
Dico ciò in quanto molte di queste facoltà sembrerebbero risvegliarsi a seguito di incidenti con conseguente stato comatoso, o a seguito di forti situazioni di paura o gioia.

Secondo molti studiosi le capacità psichiche potrebbero essere risvegliate in tutti, basterebbe praticare il giusto tipo di esercizio mentale ed allenarsi a lungo. A tal proposito potremmo utilizzare l'esempio dell'uccello in gabbia:
Un volatile nato in cattività, vissuto per anni in una piccola gabbia, ha tutte le carte in regola e le capacità per spiccare il volo, spesso però non è in grado di farlo ed occorre una lunga riabilitazione.


I miei dubbi e le mie curiosità su questo argomento restano vive, spero di aver suscitato anche il vostro interesse.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata