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venerdì 31 gennaio 2014

Spiriti ed acqua




Un antica leggenda vorrebbe l’acqua quale passaggio tra il nostro mondo ed il regno degli spiriti, in questo caso molte varianti parlerebbero degli inferi collocando quindi il tutto in un ottica negativa.
Sicuramente la leggenda si origina in modo medesimo a quella legata agli specchi, l’acqua immota di uno stagno ha un grande potere riflettente.
Non scordiamoci che il mito greco di Narciso termina con narciso che si specchia in uno stagno e muore, quindi la collocazione negativa del riflesso dell’acqua ha radici veramente molto antiche.

Da secoli questo elemento è stato accumunato al mondo degli spiriti e delle energie sottili, una serie di spiriti più o meno noti vengono collegati direttamente ad esso, alcuni esempi sono le Ninfee  (Spiriti che apparirebbero dalle acque con aspetto di giovani e delicate fanciulle),  le Camene
 (direttamente dalla mitologia romana, esseri fatati in grado di prevedere il futuro) ecc..

Probabilmente anche in questo caso l’osservazione di fenomeni ed apparizioni inspiegabili razionalmente, ha dato origine alle leggende legate ai mitologici esseri sopracitati.

Non solo visioni, anche suoni, molti sono gli uomini e le donne che nel corso della storia hanno potuto testimoniare di voci, canti e suoni provenienti da pozzi, stagni, ruscelli ecc.

Quanto c’è di vero in questi racconti?
Perché sarebbero possibili simili avvenimenti?

Una teoria utile a spiegare tali fenomeni potrebbe essere la seguente, teoria molto fantascientifica direi ma da non escludere a priori.

L’acqua, o meglio le sue particelle, potrebbero essere collegate direttamente tra loro da una sorta di ponte telepatico.
L’acqua è presente, sotto forma di ghiaccio o vapore in molte altre parti dell’universo e, se prendiamo per buona l’ipotesi di dimensioni parallele, potrebbe esser presente anche in esse.
Da qui l’ipotesi che vari esseri di varie dimensioni potrebbero viaggiare o comunicare con  noi utilizzando questa capacità, assolutamente non  provata, di telepatia dell’acqua.

La teoria sopra riportata non ha attualmente alcun fondamento scientifico e, sinceramente, non so se mai lo avrà, l’ho riportata solo perché la trovo relativamente affascinante e perché, chissà, forse un giorno sarà scoperta una verità simile.

Ritornando più seri e fissando nuovamente i piedi per terra, per quanto possibile, cerchiamo adesso di capire quale potrebbe essere il vero collegamento tra acqua e spiriti.

L’acqua è un buon conduttore elettrico, soprattutto se ricca di determinati Sali, in presenza di essa vi è sempre un elevato livello di umidità, questo potrebbe favorire il movimento di campi elettromagnetici utili, come detto in precedenza, all’eventuale manifestazione spiritica, non sarebbe male, per un ricercatore, umidificare l’ambiente di ricerca, se possibile.

Un'altra caratteristica da tener presente è il suono, l’acqua in movimento provoca suoni a diverse frequenze, eventuali entità spiritiche potrebbero sfruttare questi suoni per produrre altri suoni e comunicare con noi, in pratica potrebbero modulare il suono fornito dall’acqua e sfruttarlo come un apparato vocale, se pur ben diverso dal solito.

Da anni esiste una tecnica di indagine EVP che sfrutta il suono prodotto dall’acqua e registratori vocali, soprattutto a nastro magnetico.
Non vi dirò come funziona questa tecnica, se siete curiosi, effettuate la vostra personale ricerca.

Articolo di Contino Mario
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

lunedì 20 gennaio 2014

Morte

Chi viene al mondo da animale o essere umano, sa che alla fine dovrà morire, questa verità è da tutti conosciuta, da pochi accettata, dai più inutilmente fuggita.

Per definizione scientifica, la morte è lo stato in cui cessano le funzioni biochimiche indispensabili al funzionamento dell'organismo, la conseguenza è la cessazione della vita dello stesso.

Visto che, come dovreste ormai sapere, tutto è relativo, possiamo iniziare a pensare in un ordine di idee più amplio, senza uscire dall'ambito scientifico.
Se pensiamo alla vita trascendendo il concetto individuale dell'essere e riferendoci alla vita evolutiva di un intera specie animale o vegetale, allora la morte diviene un passaggio fondamentale, obbligato, oserei dire atteso.

Il momento successivo alla morte di un uomo è da sempre motivo di studio è riflessione, causa queste di paure spesso mascherate ma comunque celate in ogni essere umano, la paura dell'ignoto.
Dal momento in cui il cuore si arresta, si ha una mancata ossigenazione delle cellule e dunque ha inizio il processo di distruzione delle stesse, noto come decomposizione. La conseguenze a breve termine della morte fisica sono:
  • L'algor Mortis (raffreddamento del corpo)
  • Rigor mortis (rigidità del corpo)
  • Livor mortis (Coagulazione del sangue – colore violaceo della pelle)

Recentemente un nucleo di ricercatori dell'Institute of Health Ageing dell'University Colleg London in collaborazione con colleghi americani, belgi e greci ha portato alla luce una sorprendente osservazione riguardante l'attimo stesso in cui la morte si palesa nel corpo. È stato preso in esame un organismo relativamente semplice, un verme, e grazie a tecniche fotografiche e all'ausilio di speciali microscopi, si è osservato che lo spegnimento progressivo delle cellule si palesa con una reazione a catena visibile sotto forma di luce blu fosforescente che attraversa l'intero organismo come un onda. Questo effetto è stato ribattezzato come “onda della morte”.
Il Prof David Gems ci spiega che gli sviluppi di tali osservazioni potrebbero essere sorprendenti, si potrebbe bloccare questo processo di spegnimento o ritardarlo per talune circostanze, ad esempio se esso è attivato da un grave sviluppo infettivo, non sarebbe arrestabile se lo stesso si sviluppasse per vecchiaia delle cellule dell'organismo.

Tralasciando il discorso prettamente scientifico ed entrando in quello storico religioso, occorre ricordare come fin da tempi immemorabili l'uomo abbia pensato alla morte ed abbia tratto da queste meditazioni differenti cause e conseguenze.

L'Homo Sapiens è il primo ad adottare metodi di sepoltura con l'intenzione di proteggere il corpo seppellito e preservarlo dall'attacco di animali. Probabilmente queste sepolture, datate circa 100.000 anni fa, rappresentano la conseguenza delle prime riflessioni dell'uomo sul perché della vita, sulla morte, e su un probabile proseguo di uno spirito sfuggito al destino del corpo.
La causa scatenante di tali riflessioni è ancora ignota, alcuni suggeriscono che l'idea di vita dopo la morte possa derivare come conseguenza ai sogni aventi per oggetto persone defunte, altri meno influenzati dal peso dell'idea comune accademica osano pensare ad eventuali manifestazioni di origine paranormale quale la vista dello spirito di un defunto.

Non si potrebbe parlare di morte senza citare, anche solo superficialmente, alcune allegorie sulla stessa.
La figura della morte quale essere che strappa la vita separando anima dal corpo è presente, in forma diversa, in molte culture.

Nella mitologia Greca possiamo riconoscere le tre Moire quali esseri superiori impegnate nel tessere il filo del destino degli uomini e reciderlo segnando la dine degli stessi, queste figure vennero riprese dalla civiltà romana con il nome di Parche. C'è però da riconoscere che la figura greca che meglio rappresentava la personificazione della morte era Thanatos

La rappresentazione allegorica più popolare resta quella di uno scheletro umano vestito da un saio nero con cappuccio, lo stesso brandirebbe una possente falce per mezzo della quale taglierebbe la vita degli uomini, questa figura è conosciuta con diversi appellativi ma comunemente è citata come Tristo Mietitore o Nero Mietitore.

L'idea di morte personificata, quale quella sopra citata, è generalmente rivestita di un carattere neutrale, ne buona ne cattiva, un essere che semplicemente compie il suo dovere fin dalla notte dei tempi, per quanto triste possa sembrare.

Nelle religioni abramitiche è presente la figura di Angelo della Morte, possiamo ritrovarla spesso citata nella Bibbia, ad esempio in Esodo, lo stesso è generalmente identificato con l'Angelo Azrael, stesso Arcangelo riconosciuto quale angelo della morte nell'Islam
Sempre nella Bibbia vi è un richiamo a “Morte” quale quarto cavaliere dell'apocalisse.

Voglio andare oltre il discorso religioso e riflettere un momento sulle probabili osservazioni alla base delle stesse filosofie sopra citate.

Esiste un uomo vivo che ragiona, lo stesso riflette sui concetti di vita e di morte come continua a fare tutt'ora o come dovrebbe fare. Ad un certo punto della sua storia evolutiva, l'uomo si accorge che la morte non rappresenta la fine, inizia a credere ad un dopo morte e lo fa in maniera strana, se fosse un pensiero sorto per semplice paura della fine, non sarebbe nato il concetto di un dopo ambivalente, ossia di un futuro spiritico che potesse essere la punizione per una vita non sana e di cattivi principi.

Sia le religioni che prevedono una dimensione parallela dopo la morte, sia chiamata Paradiso, Eden, ecc.., sia le religioni legate al processo di reincarnazione, vorrebbero un evoluzione nel bene o una regressione nel male in relazione ai comportamenti tenuti durante la vita.

Potrebbero secoli di osservazioni e riflessioni non contenere un briciolo di verità?
Io ritengo di no.

Secondo alcune correnti legate allo spiritismo, lo spirito nascerebbe esattamente neutro ed ignorante, secoli di evoluzione e di incarnazioni su differenti globi ed in differenti dimensioni porterebbero in fine alla perfezione ed al ricongiungimento all'uno universale definito come Dio.
In questa filosofia di pensiero non esiste la regressione dello spirito a livelli inferiori da quelli raggiunti ma, semmai, l'impossibilità di proseguire il percorso evolutivo intrapreso e restare dunque imprigionati in una data dimensione.


Comunque lo si voglia vedere, il concetto di morte, da sempre causa di paura, è forse la chiave della vera vita.

Articolo di Contino Mario
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

venerdì 10 gennaio 2014

Streghe

Terrore di molti bambini in tutto il mondo, causa di tante notti insonni, le streghe hanno lasciato una traccia indelebile nella cultura odierna ed hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più insanguinate e vergognose della nostra storia, mi riferisco agli anni in cui le inquisizioni ingiuste e meschine portarono a rogo centinaia e forse migliaia di donne innocenti, di ogni credo ed età.


La leggenda le vuole come le amanti di Satana, donne che per ottenere poteri inimmaginabili erano disposte a tutto, perfino a vendere la loro anima al demonio. Si narra che queste donne erano dedite all’omicidio di fanciulli per potersi poi cibare delle loro carni ed ottenere il consenso del diavolo.


I loro poteri sono descritti in centinaia di modi differenti, erano in grado di controllare le forze della natura ed a loro si dovevano i periodi di carestia o le disastrose inondazioni dei campi, a loro anche la cattiva fama di portare malattie e pestilenze di ogni sorta. Le streghe avevano la facoltà di trasformarsi in ogni animale, dal più grande e pericoloso predatore al più piccolo ed insignificante insetto, si racconta che potessero vivere centinaia di anni ed apparire sempre come fanciulle aggraziate e di bell'aspetto, all'apparenza perfino indifese, tutto per adescare le ignare vittime.


Il loro potere più spaventoso, quello anche più conosciuto, sarebbe stato il potere di volare sulla groppa della loro fedele scopa ed osservare dall'alto i villaggi presi di mira, questo dono gli veniva conferito dal diavolo stesso ed era possibile grazie ad unguenti speciali che puntualmente venivano applicati sulle scope.


Anche in Italia i racconti sulle streghe presero il sopravvento, la città di Benevento ha la fama di essere il luogo in cui queste maghe oscure si radunavano per dar vita ad orge rituali e sprigionare in questo modo grandi quantità di magia detta “sessuale”. Devo precisare che non solo Benevento è legata alla tradizione dell’antica stregoneria, le streghe si trovavano un po’ in tutta Italia, soprattutto in zone periferiche a prevalenza contadina, zone interne dell’appennino, delle Prealpi e della Pianura Padana, molte storie sulla stregoneria sono narrate anche in Sicilia in Sardegna ed in Puglia.


Le streghe pugliesi erano chiamate Macare o Masciare, la leggenda vuole che avessero il potere di eseguire o sciogliere le fatture, quindi potevano essere considerate sia benevole che malvagie in base al loro comportamento, fermo restando che venivano comunque viste con diffidenza e timore, quindi collocate in un ottica relativamente negativa.
Tra i servigi più richiesti a queste strane figure che per secoli sono state una realtà nel popolo pugliese, ricordo:
  • Lo scioglimento di fatture e malocchi,
  • Lo spezzare l'invidia,
  • L'allontanamento dalla paura e tutta una serie di opere atte a guarire diversi mali comuni, dal mal di pancia al torcicollo.
Le Masciare avrebbero la capacità di trasformarsi in gatte nere grazie all'uso di unguenti magici, seppur viste sempre con timore sarebbero l'opposto delle “Stiare”, streghe malvagie che in determinate notti si riunivano attorno ad un vecchio albero di noce per praticare i loro rituali diabolici, capaci di portare a malattie o carestie mortali.


Cosa era in realtà la stregoneria?


La maggior parte delle storie che si conoscono sulle streghe, narrano di rituali terribili ed immondi che puntualmente sfociavano in omicidi ed orge. La realtà è ben differente ed è stata distorta un po’ dall’immaginario collettivo un po’ dall’influenza di una religione nascente quale il Cristianesimo, dedito a demonizzare ogni religione che non fosse la religione Cristiana e che adorasse Dei pagani.


Le streghe o gli stregoni, in realtà, altro non erano che persone in grado di curare con le erbe o che si cimentavano nell'osservazione dei fenomeni naturali per apprenderne gli insegnamenti e sfruttarli a loro vantaggio, degli attenti osservatori in poche parole.
La loro colpa più grande era quella di appartenere alla così detta “Antica Religione”, essi credevano nelle forze della natura e le adoravano, la loro Dea madre era Diana.
Entrando momentaneamente nell'ottica di un popolo terrorizzato dalle storie sul demonio e sui terrificanti poteri donati ai suoi seguaci in cambio della loro anima, possiamo ben comprendere il terrore che queste persone provassero per ogni pratica che per un qualsiasi motivo uscisse dai canoni del “normale e dell’abitudinario”.
L’inquisizione, in quegli anni, condannò a morte moltissime donne accusandole di stregoneria e di pratiche demoniache, innocenti fanciulle venivano torturate e seviziate fino all’estorsione di confessioni false e dettate solo dall'atroce sofferenza. Non solo Donne e uomini appartenenti all’antica religione, ma ogni persona che per un qualche motivo veniva additata come strega subiva la stessa terribile sorte.


Ai nostri giorni l’antica religione esiste ancora, certo risente molto delle influenze dei secoli trascorsi e della moderna cultura ma conserva ancora moltissimi dei suoi tratti distintivi.


La Wicca è un culto neo pagano fondato da Gerald Gardner, sebbene si conosca molto di questa religione dai tratti altamente esoterici, sembra che esistano dei tratti mantenuti segreti e riservati solo agli iniziati alla stessa, nessun novizio può ritenersi Wicca a tutti gli effetti senza aver avuto una vera iniziazione mistica.


Attualmente esistono libri che descrivono rituali di auto-iniziazione, sono contraddizioni alle antiche regole specificate dal fondatore Gerald Gardner ed al più possono essere viste come auto dichiarazioni di appartenenza ad una certa filosofia di pensiero. L’iniziazione vera e propria resta un rituale complesso e deve essere compiuto solo alla presenza di un alto sacerdote o di un alta sacerdotessa.


Le donne e gli uomini appartenenti alla religione in questione, altri non sono che gli odierni stregoni e le odierne streghe, ovviamente i termini hanno abbandonato ogni significato dispregiativo.
La morale di questa religione può essere riassunta in una sorta di comandamento principale, quasi un motto, che recita: « Fai ciò che vuoi purché tu non faccia del male a nessuno. », si capisce dunque che a differenza di quello che molti potrebbero pensare, questa nuova arte della strega non ha nulla a che vedere con omicidi rituali ed altre atrocità descritte in epoca medioevale.



Anche le odierne streghe, magari non brutte e bitorzolute come l'immaginario le vorrebbe, utilizzerebbero ancora calderone, candele, erbe magiche ed altri utensili rituali, proprio come succedeva centinaia di anni fa, oggetti legati a particolari simbolismi esoterici ed energie ancestrali.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

giovedì 9 gennaio 2014

Riflessione sui Demoni

Il termine "Demone" ha origine dal greco “dàimon", con tale denominazione si indicano esseri spiritici che interagirebbero con l'uomo in diverse circostanze.
Inizialmente queste creature non avevano una collocazione negativa o positiva, venivano giudicati ed additati di volta in volta in base al loro presunto operato.
Solo con l'avvento del Cristianesimo questi assumono una connotazione estremamente negativa e finiscono per essere equiparati a satana.

Il primo riferimento ai demoni, nella letteratura occidentale, si deve ad Omero, esso parla di questi esseri proprio come sopracitato, non assegnandogli alcuna connotazione positiva o negativa.
Esiodo identifica questi esseri con persone defunte nell'età dell'oro, attribuisce a questi il dono di dispensare ricchezze materiali e spirituali.
Il grande Platone guardò ai demoni come esseri intermedi tra gli dei e gli uomini, un po come oggi alcuni esponenti della chiesa giudicano gli alieni, ossia intermediari tra l'uomo e gli Angeli.
Socrate accomuna i "demoni" con una forza impercettibile proveniente da dio che sussurra nell'uomo determinate azioni, la famosa "voce della coscienza".

Mentre da un punto di vista filosofico i demoni continuavano si ad esistere, ma ad avere carattere neutro nei confronti dell'uomo, in epoca greco-romana i mitografi procedettero in una direzione opposta, proprio in quest'epoca molti "demoni" iniziarono ad assumere connotazioni negative e mostruose.

Il demone "Eurinomo" fu descritto come divoratore di carne umana, divorava le carni dei cadaveri lasciandone solo le ossa.
Allo stesso modo il demone Empusa fu descritto come terrore dei bambini, durante la notte si divertiva a visitare i bambini terrorizzandoli, poteva assumere qualsiasi forma e sarebbe stato possibile riconoscerlo grazie ad un particolare: il suo piede destro non si poteva trasformare e appariva come di bronzo.
Come potete notare da queste due descrizioni, ce ne sono altre, queste storie sembrano create appositamente per terrorizzare i bambini disobbedienti.

Per gli antichi romani, popolo molto superstizioso, i "demoni" erano identificati con i Lèmuri, spiriti di persone defunte che ritornavano dal sottosuolo, dove vivevano stabilmente, per compiere azioni malvagie al fine di vendicarsi di torti subiti in vita o perché richiamati e convinti tramite riti magici.

Con il Cristianesimo i demoni assunsero connotazioni malefiche, divennero causa di malattie fisiche e mentali capaci di portare alla distruzione del corpo e dell'anima.
Spesso guarire un individuo con gravi disturbi fisici o psichici significava scacciare il "demone" che lo affliggeva, come aveva dimostrato lo stesso Gesù e come riportato nel Vangelo, purtroppo a quei tempi ogni disturbo era attribuito ad uno stadio di Possessione e trattato come tale, ricordo invece che oggi prima di ricorrere ad un esorcismo, la curia si assicura che il paziente non sia afflitto da problemi psichici come schizofrenia o altro.

Secondo la tradizione magica occidentale, i Demoni sarebbero esseri creati da Dio con il compito di custodire e governare le forze principali della natura ed i sui elementi, quindi indispensabili all'equilibrio cosmico.
Alla terra, il nostro pianeta, sarebbero legati i demoni degli elementi presenti nell'universo, ovvero quelli dell'elemento acqua, aria, fuoco e terra, ciascuno di questi demoni risentirebbe di polarità negativa e positiva.
Questi demoni sono sottoposti ad un complesso ordine gerarchico ed ognuno di loro agirebbe solo su particolari piani vibrazionali invisibili agli uomini.

Nel “De Christiana Religione” a dieci “sephirot” cabalistici corrisponderebbero dieci ordini soprannaturali maligni:
  • I Bicefali,
  • Le Scorze,
  • I Velatori,
  • I Perturbatori e gli Incendiari,
  • I Litigiosi,
  • I Corvi della Morte,
  • I Battaglieri,
  • Gli Osceni
  • I Malvagi.
Questi a loro volta si dividono in:
  • Violenti;
  • Vigliacchi
  • Voluttuosi
  • Anarchici.
Ogni ordine sarebbe comandato da un principe demoniaco:
  • Satan,
  • Moloch;
  • Belzebub;
  • Lucifero;
  • Astharoth;
  • Asmodeus;
  • Asmodeus;
  • Bahal;
  • Adramelech;
  • Lilith;
  • Naenias;
Secondo la descrizione sopra riportata, possiamo notare la distinzione tra Satana e Lucifero, spesso confusi ed erroneamente accomunati ad unico essere.

Nella tradizione occidentale sono demoni anche tutti gli Angeli caduti con Lucifero.
Secondo le tradizioni magiche più conosciute, i demoni potrebbero essere evocati, invocati ma anche scongiurati ed esorcizzati, il tutto tramite particolari rituali che variano in base alle diverse tradizioni.

Nel cristianesimo odierno vi è la convinzione, imposta dalla chiesa cattolica come regola, che solo i sacerdoti ordinati dal Vescovo possono compiere rituali di esorcismo.

Nella tradizione Islamica, esiste l'idea di demone ma si differenzia molto da quella cristiana.
Secondo questa religione, esisterebbero i Jinn, creati da Dio dal fuoco senza fumo così come Iblis, il Diavolo islamico. Il Jinn sarebbe un entità soprannaturale, occuperebbe una posizione intermedia tra il mondo umano e quello angelico ed anche se il più delle volte avrebbe carattere negativo e maligno, spesso risulterebbe benevolo e protettivo.

Come abbiamo visto vi sono differenze sostanziali nell'idea di "demoni" prima e dopo l'avvento del cristianesimo, secondo questa religione anche molti antichi Dei, pur non essendo mai stati descritti come malvagi, entrano a far parte dei demoni da evitare.


Articolo di Contino Mario
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