Questo Forum non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità, non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le immagini inserite in questo Forum sono tratte in massima parte da Internet, così come alcuni articoli. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarcelo e saranno subito rimossi.

REGOLE PER OTTENERE LA RECENSIONE DEL TUO LIBRO SU QUESTO BLOG

mercoledì 7 dicembre 2016

Cosa è un fantasma?

Cosa è un fantasma?
Molti non si pongono neppure il problema e chi se lo pone si accontenta, troppo spesso, di risposte banali e limitate, rispecchianti l'immensa confusione che circonda questi fenomeni.

Non voglio assolutamente affermare di aver compreso la fenomenologia che si cela dietro l'avvistamento del presunto fantasma, non sarebbe vero ne corretto.
Voglio però esprimere un mio pensiero, basandomi sull'osservazione di alcun figure folkloristiche e sulla filologia del termine.

Fantasma:
Il termine fantasma, dal greco antico φάντασμα phàntasma, a sua volta da φαντάζω (phantàzo, "mostrare"; dalla radice φαν-, che esprime l'idea dell'apparire e del "mostrare"), aveva il significato di apparizione (intesa come manifestazione soprannaturale).

Attualmente, i dizionari di lingua italiana utilizzano la seguente definizione:
1) Ombra, figura visibile di persona defunta che appare in allucinazioni ai sopravvissuti - SIN spettro.
2) Immagine irreale creata dalla mente.

Sinceramente sono portato a valutare come più probabile la seconda definizione, principalmente perché derivante dal termine greco sopra esposto con significato di (mostrare-Apparire).
Da ciò l'idea che il termine fantasma sia oggi utilizzato in maniera troppo generica, ad esempio l'apparizione del “caro defunto”, potrebbe essere intesa come fantasma ma anche come altro, in relazione allo specifico caso.

Potrebbe la mente umana creare l'ologramma del caro defunto?
Credo di si.
Potrebbe un essere X manifestarsi con l'aspetto del caro defunto?
Credo sia possibile.
Potrebbe il caro defunto sussistere nella dimensione X ed apparire nella nostra per X motivi?
Si, possibile anche questa ipotesi, anche se ritengo sia la meno probabile delle 3.

Dei 3 punti sopra citati, solo il primo caso è, a mio avviso, riconducibile al termine FANTASMA in senso stretto, ergo un essere creato dalla nostra mente, al quale il creatore o i creatori donano un primo “carattere” psicosomatico.
Anche riferendoci solo ed esclusivamente a questo specifico caso, occorre valutare la vasta mole di esseri che, creatisi nel corso dei secoli, hanno potuto sviluppare capacità tali da potersi rendere autonomi.
L'esempio migliore al quale mi viene naturale far riferimento è il Tulpa tibetano.

Tecnicamente il Tulpa è un’eggregora avente origine in un profondo atto di meditazione, ovviamente intesa così come vuole il mondo buddhista. Una eggregora è un’entità incorporea, creata attraverso speciali metodi di meditazione, se in modo volontario, oppure creatasi dal pensiero collettivo in maniera più o meno involontaria.
Il termine Tulpa può essere tradotto anche come  cosa evocata o fantasma.
Esso è definito nei testi buddhisti indiani come qualsiasi apparizione di origine illusoria-mentale. Si tratta dunque di un pensiero (immateriale) materializzato, ossia che ha preso forma fisica, in poche parole una cosiddetta “forma-pensiero”.
Il Samaññaphala Sutta elenca la possibilità di creare un “corpo fatto di mente” (Manomayakaya), in grado di viaggiare in regni celesti utilizzando il continuum del flusso mentale (bodhi).
Il filosofo buddhista Vasubandhu definisce come siddhi o nimrita i poteri psichici sviluppati attraverso la disciplina buddhista di concentrazione e di saggezza (samadhi).

Quindi un uomo creatore, che crea qualcosa che spesso neanche lui riesce a comprendere per via dei suoi sensi limitati, che a volte si slega dal creatore e prende vita propria.
Questo, secondo il mio modesto parere, potrebbe essere il fantasma, o una delle sue forme.

Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.

giovedì 1 dicembre 2016

Antichi astronauti - Ipotesi e riflessioni

E se fossimo noi gli “antichi astronauti”?
Se fossimo noi gli alieni?

Domande assurde, così replicherebbero in molti, non degnandosi neppure di tentare una risposta.
A mio avviso la questione non solo non è assurda ma potrebbe spiegare una parte, se pur piccola, dei fenomeni ad oggi ritenuti di origine paranormale.

CHI SONO GLI ANTICHI ASTRONAUTI?
La teoria degli antichi astronauti è data dall'insieme delle teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali Sumeri, Egizi ecc..
Queste teorie sono divenute popolari negli anni sessanta e settanta con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo, autore di titoli quali: Non è terrestre (1968) e Astronavi sulla preistoria (1972), volumi di cui consiglio l'attenta lettura.
I sostenitori delle teorie sugli antichi astronauti affermano che vi sia stata un'influenza diretta “aliena” nello sviluppo della civiltà e della specie umana, giungendo a mettere in discussione la teoria evolutiva di Darwin e sostenendo che la specie umana sarebbe stata creata da entità superiori “aliene” tramite ingegneria genetica”.
Esisterebbero numerosi siti archeologici che testimonierebbero il contatto tra la specie umana e visitatori extraterrestri, alcuni dei quali costruiti con tale perfezione da suggerire l'utilizzo di mezzi tecnologicamente troppo evoluti per la specie umana, ergo creati direttamente dagli “alieni” (molte piramidi ed altri antichissimi monumenti),

Per quanto questa teoria possa sembrare affascinante e semplice nella sua complessità, ho deciso di ragionare in maniera differente, forse esagerando nell'uso della fantasia, ma tutto sommato mi piace farlo.

SUPPONIAMO.
Supponiamo che in un momento X della storia umana, qualcuno sia riuscito a creare un passaggio in grado di collegare due punti distanti non solo nello spazio ma anche nel tempo, un wormhole.
In questo contesto non ci importa sapere come, ipotizziamo che la segretissima organizzazione “Tizio Caio &C.” lo abbia fatto.
Questa ipotesi, assurda, azzardata, folle forse, potrebbe spiegare in modo più razionale la teoria degli antichi astronauti, ciò in quanto gli “alieni” in questione potremmo riconoscerli in noi stessi.

Da quel primo passaggio, da quel preciso punto, tutto potrebbe essere cambiato.
Teoricamente potrebbero essersi create numerose realtà alternative che prima non sussistevano o sussistevano in una specie di stato di inerzia in un'enorme memoria virtuale che pur pronta ad accoglierle non le attivava, semplicemente perché non vi era il motivo di farlo.
Universi paralleli in pratica, ed in ogni universo nuove possibilità di viaggi temporali e nuovi possibili universi.
Ipotizziamo adesso il passaggio da universo ad universo, tra l'una e l'altra dimensione, ergo nuove dimensioni createsi come risposta a tale atto.

Fantascienza?
Forse si, ma io ci rifletterei sopra non poco.

Gli antichi astronauti ritrovati su pitture rupestri o in altre opere pittoriche, somigliano in maniera sorprendente ai nostri astronauti, con tanto d casco e tuta, ergo potremmo essere stati noi quegli astronauti intravisti.

INTRAVISTI COME?

Parlare di “Alieni” non è affatto semplice e bisogna tener conto di moltissimi fattori.
Molti esseri differenti potrebbero essere definiti “Alieni” in relazione alla vita umana ed alle sue possibilità psicofisiche.
Come già detto anche un uomo del 2016 che viaggiasse in dietro nel tempo di soli 500 anni, sarebbe definibile “Alieno”.
In relazione a questo, non è da escludere che l'uomo sia stato creato da una civiltà Aliena differente dalla razza umana, così come sostengono molti ricercatori che addirittura indicherebbero in un pianeta orbitante intorno la Stella “Sirio” l'origine di questi ingegneri.
Ma sono loro gli antichi astronauti?
Io non credo proprio, se lo fossero non riuscirei proprio a capire il perché di una latitanza durata secoli, secoli umani, forse solo mesi o anni per loro.
É invece più probabile l'arrivo di esseri umani provenienti dal futuro, in maniera volontaria o per sfortunato evento.

COME?
Esistono numerose possibilità e tante leggende che sembrerebbero spingere in questa direzione.
Ipotizziamo che uno dei tanti aerei scomparsi nel famoso “Triangolo delle Bermuda” sia semplicemente entrato in un wormhole naturalmente creatosi e l'equipaggio sia giunto, salvandosi, in un era remota.
Certamente sarebbero stati accolti come Dei, o come Demoni, sicuramente memorizzati come uomini al volante di veicoli, così come lo sono gli Antichi Astronauti.
Questi avrebbero potuto portare con loro diversi attrezzi e tecnologia che, sembrerebbe aver lasciato traccia in reperti definiti “Fuori dal Tempo” - OOPART (acronimo derivato dall'inglese Out Of Place ARTifacts, «manufatti, reperti fuori posto»)

Cosa ne pensate?
A voi i dibattito.

Mario Contino
Copiright, vietata ogni riproduzione non autorizzata