sabato 25 aprile 2015

Uomo tra Anima, Spirito e "percezione del tutto"

Cosa è un uomo?
Una volta, da bambino, lo chiesi al mio professore di religione, un Prete che mi rispose nel seguente modo:
Un uomo è un essere ragionevole, creato ad immagine di Dio, composto da Corpo ed Anima. Il corpo muore ma l'anima vive in eterno in forma spirituale e se priva dal peso del peccato tende a Dio.”

A questa risposta prestai molta attenzione, soprattutto mi chiedevo: “Se l'anima è immortale e sopravvive alla morte, perché tutti speriamo nella resurrezione della carne?”
Non posi questa domanda al mio professore, ritenni che un tale quesito fosse solo frutto della mia ignoranza in materia, e lo credo ancora a dire il vero.

Con il passare degli anni mi posi nuovi interrogativi, tra i quali il seguente:
Cosa è ad immagine di Dio, l'anima immortale o il corpo fisico?”
In base alla concezione religiosa (Cristiana) di Dio, ritenni più logico pensare che fosse l'anima ad essere stata creata a sua immagine e non il corpo.
Ed ancora:
Anima e Spirito sono dunque sinonimi?”
Altri interrogativi ancora irrisolti.

Sempre in base alla concezione cristiana, lo spirito sarebbe la parte immateriale dell'uomo ed in grado di mantenere un rapporto diretto con Dio, con tale vocabolo si comprende tutta la sfera immateriale, anche l'anima.
Al di la dello spirito, l'anima farebbe riferimento non solo alla parte immateriale umana ma anche a quella materiale, come se fosse un principio vitale che anima sia il corpo che lo spirito.

Possiamo dunque vedere l'anima come alla coscienza superiore che irradia, contemporaneamente, spirito e corpo con “filtraggio” differente in relazione alla differente densità tra corpo spiritico e corpo materiale.
Ma tal supposizione, prettamente personale, non vuole certamente pretendere consenso alcuno.
Tale idea mi è balenata leggendo una risposta che il grande Albert Einstein dette all'altrettanto famoso Gustavo Adolfo Rol, incapace di fornire allo scienziato la corretta definizione di “Luce”.
Einstein dichiarò che: “La luce è l' ombra di Dio, perché tutto ciò che è materia proietta un' ombra scura, mentre Dio quando si materializza diviene luce, essendo spirito..."

Questa visione potrebbe meglio spiegare, a mio avviso, il concetto di morte dello spirito che il Cristiano, attribuisce al peccatore.
In Che modo?
L'uomo sarebbe composto da 3 fattori:
  • Corpo: utile a muoversi nella realtà materiale e ad assimilare esperienze attraverso i sentimenti (i sentimenti sarebbero prerogativa umana)
  • Spirito: Capace di vivere sia nella dimensione umana (terrena) che Divina (spirituale) e per questo immortale.
  • Anima: Coscienza, energia che vivifica corpo e spirito collegando entrambi all'immensa fonte di sapienza ed energia chiamata Dio
Detto ciò, spezzando questo collegamento, si “ucciderebbe” sia il corpo che lo spirito.

La risposta del mio professore era dunque errata, l'uomo non è corpo e anima ma corpo e spirito, l'anima è qualcosa che esula dalla sfera umana, è il divino.
Potremmo dunque immaginare un immensa energia sotto forma di sfera, dalla quale calano tanti piccoli “fili” che raggiungono ogni essere vivente.
Ciò farebbe supporre un anima non individuale ma universale, comune a tutti e, per mezzo della quale, tutto potrebbe entrare in comunicazione.
Se l'anima apporta informazioni all'uomo, sfruttando un canale, l'uomo potrebbe esternare informazioni sfruttando lo stesso collegamento, oppure collegarsi al “tutto”.
Che sia questa la chiave dell'apertura del famoso “Terzo Occhio?

Forse si, ma per poter avere la minima possibilità di riuscita, occorrerebbe superare l'equilibrio tra materiale ed immateriale, tra spirito e corpo, tra bianco e nero, che è alla base del dualismo che regola anche l'essere umano.
L'informazione filtrerebbe con energia maggiore nello spirito, attraverso l'anima, ma tra corpo e spirito i legami sono veramente molto deboli per via della natura prettamente materiale nel quale l'uomo si confronta ogni giorno.
Ergo occorrerebbe prima ampliare tale collegamento, rafforzando lo spirito in tal modo che tale “luce” possa filtrare maggiormente all'interno dei meccanismi materiali del corpo ed attivare, forse, nuovi sensi in grado di sfruttare una possibilità già impostata ma dormiente, perché non toccata da energia sufficientemente potente da animare i giusti dispositivi.

Io credo che l'uomo in grado di curare maggiormente la propria sfera spirituale, curando il suo spirito almeno quanto dovrebbe curare il suo corpo, possa amplificare il filtraggio dell'energia “animica” a tal punto da consentire l'attivazione di funzioni assopite, in grado di dar vita a fenomeni e capacità ad oggi ritenute “paranormali” o “sovrumane”


Con tale articolo non intendo offendere alcun credo o convinzione, solo far riflettere su un affascinante ipotesi.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

domenica 12 aprile 2015

Materializzazione spiritica, riflessioni ed ipotesi.

Moltissime sono le testimonianze che farebbero riferimento a casi, straordinari, di manifestazioni spiritiche nelle quali la presunta “entità” si paleserebbe in maniera visibile ai testimoni stessi.
Al di la dell'autenticazione delle varie testimonianze, aspetto non di poco conto e compito di difficile adempimento, per via di innumerevoli fattori ed in primis la necessità, dettata dall'ambiente sociale, di tenere ignota l'identità del testimone stesso, restano migliaia di storie da interpretare ed analizzare.

Tenterò di ipotizzare (senza alcuna pretesa di convincere il mio prossimo) i principi alla base di queste manifestazioni che tanto hanno terrorizzato, ed in numero minore entusiasmato, i fortunati o sfortunati testimoni dell'evento.
Per far ciò mi baserò su descrizioni che, studiate a tempo debito, decisi di ritenere veritiere in percentuale nettamente superiore a molte altre storie esaminate, se non altro per particolari che sembravano esser comuni a tutte loro.

Lo spirito - non me ne vogliano i più avvezzi agli studi inerenti la specifica materia ma utilizzerò questo termine riferendomi al suo significato più popolare – sarebbe descritto quasi sempre con aspetto materiale, solido, consistente, al contrario dell'idea comune secondo la quale esso sarebbe traslucido, immateriale, semi trasparente e così di seguito in descrizioni.
Ergo è logico pensare che, un essere solitamente immateriale – definizione data in base all'idea comune di inconsistenza fisica dello stesso – possa a suo piacimento divenire consistente e visibile a tal punto da risultare identico ad un uomo in carne ed ossa.

Ho visto mio suocero seduto sulla sedia, la muoveva, era come se fosse vivo, in carne ed ossa, poi è sparito sorridendo”

Quanto sopra riportato è un esempio di descrizione, fornita da una signora testimone involontaria di una presunta manifestazione spiritica, riferentesi al presunto spirito del suocero scomparso alcuni mesi prima.
Notiamo subito l'affermazione: “In carne ed ossa”, poi l'affermazione: “muoveva la sedia”, due fattori che non possono essere semplicemente ignorati.
Queste testimonianze provengono da fonti attendibili in quanto non avvezze a ragionamenti o studi che potrebbero influenzare la loro psiche a tal punto da creare l'illusoria immagine dello “spettro” (altro termine che utilizzerò in maniera impropria), in più molte di loro temerebbero tanto più essere additate come pazze visionarie che l'esperienza stessa vissuta come straordinarietà dell'evento.

Cosa renderebbe consistente uno spirito a tal punto da renderlo, ipoteticamente, indistinguibile da un uomo inteso come vivo e vegeto?

Precedentemente ipotizzai, in altri articoli, la possibilità dello spirito di “rivestirsi” (come di un abito) di materia intesa come elementi facilmente rintracciabili in ogni luogo, ad esempio l'acqua, largamente presente soprattutto nel suo stadio aeriforme, in grado però di condensarsi a tal punto da risultare solida come la roccia.
Ciò sembrerebbe però discostare dalle descrizioni come quella sopra riportata, sarebbe forse doveroso pensare a tale ipotesi come ad una delle tante possibilità, non come l'unica soluzione del problema, come sarebbe possibile materializzare dall'acqua vestiti, capelli ed ogni altra parte materiale che per colore ed aspetto sembrerebbe possedere il proprio carattere fisico specifico?
Meglio sarebbe a tal proposito parlare di mera immagine illusoria, così come di illusione possiamo dibattere in relazione al caro defunto visto in sogno, il problema principale è che di sogno sarebbe ben difficile parlare, impossibile se il fenomeno verrebbe visto da più testimoni in un contesto nel quale non potrebbe sussistere l'autosuggestionane di gruppo.
Quale stupendo enigma sul quale riflettere!

Storicamente gli spiriti hanno sempre avuto caratteristiche che facevano, degli stessi, capaci di mostrarsi sotto varie forme, spesso semi-materiali, altre volte materiali (ad esempio sono spesso citati spiriti in grado di assumere l'aspetto di animali vari), difficilmente con il loro specifico aspetto, forse in quanto non concepibile dall'umano intelletto.
Nelle religioni precristiane, gli Dei erano spesso descritti con caratteristiche simili a quelle da me sopra riportate, capaci dei medesimi prodigi, con carattere proprio e neutro rispetto agli uomini, in grado di palesarsi in maniera pacifica e costruttiva o terrificante e distruttiva, elargitori di doni e vita o di castighi e morte.
Dei dalle caratteristiche molto umane, forse troppo?
Non voglio trasformare tale dibattito in un trattato di antroposofia religiosa, ergo mi limito alle considerazioni sopra riportate.
Considerazioni che descrivono caratteristiche comuni agli spiriti citati in ogni parte del mondo prima delle grandi religioni di origine Ebraica, nelle quali si tende a distinguere una divinità totalmente positiva ed una totalmente negativa.
Ergo sembrerebbe trovare vari riscontri la teoria secondo la quale uno spirito potrebbe rendersi, a suo piacimento, totalmente materiale, mi chiedo se sia caratteristica anche di un ipotetico spirito umano disincarnato.
Poco chiaro resta ancora il modo alla base di tale meccanismo.
In epoca Medioevale, relativamente recente, molti libri di “Demonologia”, materia accettata dal cristianesimo in cui si affronta il “problema” delle manifestazioni spiritiche, viste però sempre ed esclusivamente in chiave diabolica, possiamo trovare molte descrizioni relative a materializzazioni.
Soprattutto sono numerose, in molti trattati, descrizioni relative al “Sabba”, le famose riunioni rituali cui era comune idea partecipassero streghe e stregoni.
Vengono spesso citate quali momenti in cui si materializzerebbero spiriti di varia natura con vario aspetto e, a tal proposito, è spesso citata l'azione illusoria della forma dovuta alla manipolazione, da parte degli spiriti, dell'elemento aria.
Secondo questi studi, sempre intrisi di religiosa opinione, questi spiriti – solitamente considerati demoni o spiriti demoniaci – avrebbero creato un illusoria immagine di se stessi, materializzato in tal modo banchetti, cibarie, oggetti ed ogni altra sorta di beni materiali, ergo non solo materializzazione propria ma anche terza.

Al di la della concezione Cristiana dell'evento, ho trovato molto interessanti gli studi di Alfredo Ferraro, un fisico del secolo scorso che ha tentato di studiare i fenomeni legati allo spiritismo con metodica scientifica.
Lo studioso cita, nei suoi testi, la materializzazione di vari oggetti, diversi per forma e dimensione, effettuata da spiriti grazie al supporto di “medium”.
Gli “Apporti” come li definisce Ferraro, si materializzerebbero lentamente, spesso accompagnati da fenomeni di bioluminescenza di ignota origine, prendendo lentamente forma e consistenza, tra fumi biancastri e forti odori di azoto.

Altre volte ho trattato della similitudine tra il fenomeno del fulmine globulare e le caratteristiche attribuite spesso agli spiriti, ossia tra plasma e “spirito”, compreso l'odore di azoto e la luminescenza che accomuna i due fenomeni, nonché la capacità di attraversare la materia al di fuori dei metalli.
Questa volta mi limiterò alla materializzazione in essere, secondo lo studioso sopra riportato, gli oggetti sarebbero apparsi dal nulla, in forma materiale, tanto da poter poi essere presi ed esaminati.
Che si tratti di un fenomeno simile alla materializzazione dello spirito alla base di molte testimonianze?
Al fronte di un getto tangibile ed esaminabile, poco conto avrebbe discutere su illusorie immagini.

Tutto ciò che occupa spazio ed ha massa, è normalmente definito “materia ” solitamente in relazione alla materia chimica.
In natura sono noti differenti stadi della materia
, ad esempio: solido, liquido e gassoso.
La materia chimica è la parte dell'universo composta da atomi chimici ovviamente senza considerare la materia e l'energia oscura, diversi ed autorevoli studi suggeriscono che soli il 4% della massa totale dell'intero universo visibile ai nostri telescopi sia costituita da materia chimica, circa il 22% è materia oscura, il restante 74% è energia oscura.
È dunque logico pensare ad una vasta gamma di possibilità che attualmente esulano dalle nostre cognizioni, ergo impensabile escludere a priori talune possibilità ed ipotesi limitando di fatto quella sana curiosità che dovrebbe trainare l'uomo verso nuove scoperte.

Lo spirito potrebbe materializzarsi sfruttando principi a noi ancora ignoti?
Certamente.
Escludendo ogni ipotesi precedentemente accennata, occorre ipotizzare a forme alternative di materialità.
Di recente, alcuni ricercatori dell'Università di Princeton, hanno sostenuto di esser riusciti a rallentare i fotoni a tal punto da aver potuto osservare un comportamento degli stessi simile a quello di un atomo, ergo di aver ottenuto una nuova e strana forma di luce definibile “luce solida”.
Ancora poco chiaro è lo studio effettuato ma, potrebbe essere un processo simile alla base della materializzazione spiritica?

Tanti dubbi, certamente portatori di future scoperte, se si avrà la voglia di far ripartire quel processo evolutivo fermo da anni e fermare la degenerazione socio-culturale alla base del regresso umano che da decenni sembra essere innescato.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

mercoledì 8 aprile 2015

Il mistero del monaco che levitava - San Giovanni da Copertino

Il Monaco che “Levitava”
In Puglia il mistero di San Giuseppe da Copertino

La Puglia è tendenzialmente una regione il cui popolo è molto legato alla tradizione Cristiana.
Come più volte ho dimostrato, questa religione ha avuto un tale impatto sulla cultura contadina dei secoli scorsi che, antichissimi riti pagani, sono stati letteralmente incorporati nella sacralità della nascente “nuova religione”.
In questo “strano” territorio in cui da sempre gli uomini hanno convissuto tra sacro e profano, raggiungendo un equilibrio più unico che raro, uno dei misteri più affascinanti che ho riscontrato è proprio della religione cristiana, quella più sentita che parrebbe aver plasmato uomini, menti e persino architetture in un lasso temporale relativamente breve ma abbastanza lungo da lasciare segni indelebili.

Oggi vi racconterò della “leggenda del monaco che levitava” - che volava secondo più simpatiche rimembranze dell'affascinante evento – che ha origine in un modesto paesino nell'entroterra salentino, nell'attuale provincia di Lecce, la graziosa cittadina di Copertino.

L'allora Monaco, futuro santo, fece molto parlare di se in relazione non solo alle sue visioni e profezie ma soprattutto per gli straordinari episodi di levitazione ai quali tutta la popolazione assistette diverse volte.
Durante le sue intense preghiere, il Santo entrava in uno stato di profonda “estasi mistica” ed il suo corpo iniziava letteralmente a fluttuare nell'aria.
Durante questi momenti il corpo di San Giuseppe (al tempo Giuseppe Maria DESA 1603 – 1663) diventava insensibile agli stimoli esterni, persino al dolore dovuto ad ustioni.
Non mancava, durante queste straordinarie manifestazioni, la straordinaria presenza di un piacevole profumo dall'inspiegabile provenienza, condizione questa già riscontrata durante le “mistiche” opere di altri Santi.

Famoso è lo straordinario evento avvenuto presso la Chiesa delle Clarisse: Giuseppe, presente ad una vestizione di giovani monache, attratto dai canti sacri, si avvicinò al Padre Predicatore, lo prese per il braccio e spiccò in volo trasportandolo con se fino al soffitto, provocando all'uomo un forte spavento.

Il Santo operò la sua predicazione anche in Giovinazzo, cittadina nella quale i miracoli attribuiti al Santo scaturirono in una profonda venerazione da parte dell'intera cittadinanza.

Come spesso accade, anche questo Santo fu visto con sospetto dagli esponenti della Chiesa ed inizialmente fu sottoposto a vari processi che non solo accertarono la genuinità dei fenomeni che all'uomo si attribuivano ma lo assolsero completamente da ogni accusa.

La vita del Santo è, come quella di monti altri uomini di Dio, ricca di alti e bassi, non starò a raccontarla per intero, potrete trovare la sua storia effettuando semplici ricerche in rete.

Ciò che mi colpisce è la straordinarietà dei fenomeni ad egli attribuiti e la moltitudine dei testimoni presenti a molte di queste.

La levitazione non è solo priorità dei Santi intesi in chiave Cristiana, non dimentichiamoci le numerose testimonianze legate a tali fenomeni di cui sarebbero protagonisti esperti monaci buddisti durante le loro profonde meditazioni e cosa è la preghiera?
Non è forse meditazione profonda in grado di innalzare lo spirito a livelli superiori di energia e comprensione?


La Puglia dei misteri non finisce mai di stupire.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata
Articolo scritto per il: "Giornale di Puglia"