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sabato 18 giugno 2016

Il misterioso castello di Acaya (Le)

Articolo apparso sulla rivista "Misteri d'Italia" - Giugno 2016 
(di Mario Contino)

Sabato 9 Aprile 2016, insieme all'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero (www.associazioneairm.it) che attualmente presiedo, autorizzati dall'Istituto di Culture Mediterranee, abbiamo visitato il famoso Castello Gian Giacomo dell' Acaya, sito in Acaya (Vernole – LE) per studiarne le leggende che ormai da molti anni sono ad esso legate.
Nel 1294 Carlo II D'Angiò donò Segine (antico nome di Acaya) a Gervaso di Acaya, valoroso capitano la cui discendenza mantenne per oltre tre secoli il possesso del feudo ed il cui cognome rinominò l'interò borgo così come oggi è noto.
Nel 1506 Alfonso di Acaya costruì il nucleo più antico del Castello mentre le mura di cinta furono fatte innalzare nel 1535 dal suo discendente Gian Giacomo.
Nel 1575, il feudo di Acaya passò al Regio Fisco e successivamente, nel 1608, ad Alessandro De Montibus che lo fortificò ulteriormente per timore delle incursioni turche.
Verso la fine del 17^ secolo il feudo tornò alla Corte Regia che nel 1688 lo vendette ai De Montibus - Sanfelice i quali, nello stesso anno lo vendettero ai Vernazza.
Questi ultimi non vi apportarono alcuna modifica strutturale e passò così indenne attraverso il barocco conservando la sua struttura tipica di rocca rinascimentale.
L'edificio oggi si presenta come un quadrilatero ai cui vertici si innestano i bastioni, di forma bassa e robusta, adatti alla difesa e all'attacco contro armi da fuoco. L'impianto bellico risulta opera dell'architetto militare Gian Giacomo dell'Acaya, tra i più noti architetti militari del XVI secolo, per conto di Carlo V.
La fortezza risulta tra le più innovative e meglio curate di tutto il "Vice Regno di Napoli".
A nostro parere il castello non ebbe solo funzione difensiva e di controllo del territorio salentino, un esempio su tutti è dato dalla sala Ennagonale, della torre Nord – Est, arricchita da pregevoli fregi che in una torre, definita storicamente come ad uso puramente bellico – difensivo, non avrebbero certo ragion d'essere e più si presterebbero all'addobbo di una sala rituale.

Diverse sono le sepolture rinvenute nei pressi e all'interno del Castello di Acaya, probabilmente alla base di numerose, se pur poco note, leggende riguardanti presunte e spettrali apparizioni nel maniero che hanno convinto i ricercatori dell'associazione A.I.R.M. ad effettuare lo studio.
Nel corso di una recente ristrutturazione, dal lato nord dell'edificio, sono affiorate le tracce di una costruzione di epoca medioevale poi rivelatasi una piccola chiesa bizantina e sotto di essa alcune sepoltura purtroppo già violate.
Il 25 gennaio 2001, durante gli scavi nei pressi delle mura e nelle vicinanze delle scuderia, sono state riportate alla luce una serie di tombe con ossa umane maschili, forse soldati caduti in una delle tante battaglie disputate nella zona.
Che i citati spettri appartengano a questi combattenti?
L'associazione Italiana Ricercatori del Mistero, punta essenzialmente a stabilire se il fenomeno possa sussistere o se la suggestione dovuta alla magnificenza dell'edificio abbia contribuito alla nascita di una bella “favola” che, pur restando nell'ambito dell'immaginazione, ben si addice a si tanto fascino storico.
Del resto è scontato che un Castello come quello di Acaya, che tra l'altro è stato il primo del Salento, e forse del Sud Italia, interamente accessibile e visitabile e sede del “Mediterranean Peace Forum” che ha riunito nel Salento esponenti di diversa religione e nazionalità per promuovere un clima di pace e collaborazione, non ha certo bisogno di leggende su spiriti e fantasmi per attirare turismo, quindi è da noi considerato più idoneo allo studio (ricerca del presunto fenomeno paranormale con metodica, nel rispetto degli standard richiesti dalla parapsicologia classica) rispetto a tante altre fortificazioni che sulla base del folklore hanno innalzato la propria economia.

Da una prima osservazione degli ambienti, accompagnati dalla Dott.ssa Oronzina Malecore che ci ha supportati durante l'intero studio con curiosità, fornendoci informazioni di importanza fondamentale sugli aspetti storici ed architettonici del maniero, siamo rimasti letteralmente sbalorditi dal perfetto grado di conservazione delle stanze e dall'efficientissima organizzazione e preparazione del personale operante nel Castello.
Soprattutto ha destato il nostro interesse la Mostra Archeologica su Roca Antica allestita nelle stanze del piano superiore dell'edificio e che tende a mettere in luce reperti archeologici di estrema importanza, in un clima tanto suggestivo da rendere l'esposizione quasi magica, si ha la netta sensazione di tuffarsi in un tunnel spazio-temporale e rivivere una storia culturalmente tanto vicina quanto relativamente lontana.
Vi sono oggetti di produzione locale ed altri d’importazione, visto i buoni flussi commerciali del tempo, ad esempio è possibile ammirare rondelle in palco di cervo, lame in bronzo con impugnatura in osso, e resti ceramici e faunistici.
Prima di esporre i dati ottenuti da registrazioni audiovisive e fotografie, sicuramente degni di nota, come di seguito potrete constatare, ci tengo a precisare che all'interno delle antiche prigioni, poste al piano terra del maniero, e in una delle stanze del piano superiore, sono stati rinvenuti simboli da noi ritenuti interessanti per la loro elevata importanza sul piano esoterico-iniziatico.
Nelle prigioni vi sono graffiti riconducibili ad illustrazioni di navi ed antichi calendari (tacche a conteggio dei giorni), ciò che però colpisce sono le incisioni raffiguranti:
Mani;
Pentacoli;
Centri Sacri;
Di seguito andremo a spiegare alcuni di questi simboli singolarmente, concentrandoci però sull'ultimo in quanto si ricollega al simbolo rinvenuto nel piano superiore dell'edificio, ossia “il fiore della vita”, uno dei simboli di riferimento dell'antico Ordine dei Cavalieri Templari.
Per adesso occorre però precisare che raffigurazioni di mani, sotto forma di pittura rupestre o graffito, sono state rinvenute in molti siti archeologici e principalmente sono state interpretate quali firme, un segno indelebile della presenza di un individuo che intende, in tal modo, lasciare ai posteri una traccia della sua presenza.
Alla luce di quanto appena scritto, è lecito supporre che alcuni condannati avessero voluto in quel modo lasciare al mondo un ultima traccia del loro passaggio in questa vita.
Adesso descriviamo brevemente i tre simboli che più ci hanno colpito, specificando che non è ancora certo se gli stessi risalgano all'epoca dell'attività del maniero o se siano stati realizzati in seguito per motivi determinati o per puro atto vandalico.
Personalmente sarei propenso, almeno per i simboli riconducibili all'ordine templare, a credere ad una volontaria realizzazione per scopi esoterici-iniziatici.

Stella a 5 Punte: Presenti in grande quantità nell'area delle prigioni ma realizzate in maniera troppo imprecisa, difficilmente un utilizzo per reali scopi esoterici avrebbe potuto accettare tali imperfezioni. Oggi è considerato un simbolo magico legato a culti neo-pagani o Pagani (antica religione), in realtà la simbologia ad esso legata è molto complessa e di seguito ne darò solo un breve accenno. In ambito Massonico il Pentalfa (o stella fiammeggiante), diventa uno dei simboli più importanti dal momento in cui esso viene considerato quale simbolo dell'uomo; Difatti è risaputo che quest'ultimo (l'uomo) e il tema centrale della massoneria e ne ispira l'intera simbologia. Guillemain de Saint-Victor afferma:
“La Stella fiammeggiante è il centro da dove parte la luce”.
Nei rituale massonico essa si trova tra i simboli del grado di "maestro" e ricorda i cinque punti della "fratellanza", che sono un sommario dei doveri massonici verso il proprio fratello.
Pochi sanno che il pentagramma è anche conosciuto come “Piede dei Druidi” perché veniva utilizzato come protezione contro i Druidi e le streghe.
Presso gli antichi Egizi era l'immagine di Horus, figlio del Sole e di Iside, incarnava la materia prima, il Fuoco sacro, la sorgente della vita.
Il “Dictionary of Mysticism”definisce in questo modo il Pentacolo:
"È considerato dagli occultisti il mezzo più potente per evocare gli spiriti. Quando la Stella ha la punta diretta verso l'alto, essa è considerata il segno del bene e uno strumento per evocare gli spiriti benevoli; quando la Stella ha la punta in giù e altre due in alto, è il simbolo del male, di Satana, ed è utilizzato per evocare le potenze malefiche".














Centro sacro: Questo simbolo è costituito, nella sua forma più comune, da un quadrato nel quale sono iscritti otto raggi che formano all'intero dello stesso due croci greche una ortogonale e un'altra diagonale.
Il Centro Sacro è un simbolo arcaico che probabilmente trae le sue origini dalla cultura celtica. Si tratta di uno dei simboli esoterici fondamentali, rappresenta l’Uno, l’origine di tutte le cose.
Il Centro Sacro è essenzialmente il Principio a partire dal quale tutto ha origine, il punto indiviso senza dimensione né forma, Dio nella sua forma di inizio e fine, l'Alfa e l'Omega.
Louis Charbonneau-Lassay, in uno scritto sui graffiti templari della torre di Chinon, ne dà una precisa descrizione ed una sua interessantissima interpretazione esoterica, mentre René Guénon, riferendosi allo stesso articolo, afferma che questo simbolo era stato già ritrovato graffito sulla pietra sacra di Kermaria.
Nella sua variante in forma circolare (Ruota ad Otto Raggi), presente soprattutto in antiche tradizioni orientali, il simbolo viene identificato con il nome di "Ruota dei Chakra" o "Ruota della Vita", mantenendo pressoché immutato il suo significato.
Anche questo emblema ebbe un ruolo importantissimo nella simbologia dei Cavalieri del Tempio visto che è stato ritrovato in molte delle antiche “Commanderie”, risentendo della simbologia attribuita dai pitagorici al numero “8”.
Mi sembra doveroso citare che, così come è accaduto per la Triplice Cinta il cui schema simbolico deriva da quello di un popolare gioco da tavolo, ossia il “filetto”, anche il Centro Sacro riproduce lo schema di un gioco antichissimo chiamato “Alquerque” e probabilmente di origine Medio Orientale.
















Fiore della Vita: Questo simbolo, noto anche con i nomi di “Rosa dei pastori” o “Rosa carolingia”, è un simbolo poco conosciuto ai giorni nostri se non come emblema di un famoso partito politico. Si tratta di uno tra i simbolo più utilizzati dal famoso ordine cavalleresco dei “Cavalieri Templari” (Pauperes commilitones Christi templique Salomonis “Poveri cavalieri di Cristo e del tempio di Salomone”).
È costruito partendo da sei sfere, ognuna di esse rappresenta simbolicamente un giorno della creazione e per tale motivo è anche conosciuto come “Sesto giorno della Genesi”.
Il fiore della vita appare in molte culture antichissime, con significati a volte,poco chiari.
I primi Cristiani spesso lo incidevano nei loro luoghi di culto, probabilmente il significato attribuitogli era quello del sole, che poi simboleggia Dio Padre ma anche la resurrezione di Cristo.
Presso l’antichissima civiltà celtica era considerato come una specie di carro solare, rappresentava la grande potenza del sole ed il suo ruolo primario di apportatore di nuova vita.
In sintesi si attribuisce al simbolo un potere rigenerativo derivante dal Sole stesso e protettivo contro le insidie delle forze del male, questo anche in relazione al suo collegamento con il famoso “Sigillo di Re Salomone”.
Il fiore della vita è in realtà la derivazione dell'Esagramma, facilmente collegabile al Sigillo di Salomone, o Scudo di Davide e probabilmente ha medesimi significati, rappresenta la creazione del tutto descritta nella Genesi, questo in relazione al significato esoterico del numero Sei, misura quantitativa sia dei suoli petali che dei lati dell’Esagono.
Il centro del fiore si forma nel punto in cui le circonferenze dei cerchi si intersecano tra loro in maniera perfetta. Questo corrisponde anche al centro del cerchio nel quale il simbolo è perfettamente inscrivibile e, come tale, simboleggia l’illuminazione derivante dall’innalzamento spirituale, la conoscenza suprema che porta alla reale comprensione del disegno di Dio (tenendo conto dello stato di coscienza, teoricamente acquisita, in grado di farci accettare, eventualmente, un progetto molto differente dalle classiche aspettative facilmente ipotizzabili)
L’esoterismo Ebraico collega il Fiore della vita, o per meglio dire la sua struttura, all’albero Sephirotico, questo perché dalla perfetta geometria del primo simbolo si può costruire il secondo. La precisa struttura del fiore lo vede come base iniziale su cui si fonda gran parte del simbolismo esoterico, al suo interno si cela il famoso "Frutto della Vita" che a sua volta rappresenta la base del Cubo di Metatron.
Un altro simbolo molto importante che risulta incorporato nella struttura del fiore della vita ed è certamente ad esso collegato è il “Vesica Piscis”, risultante dall'intersecazione dei primi due cerchi ed anche questo direttamente collegato alla simbologia esoterico-Cristiana.














Altra caratteristica dell'architettura del castello che subito salta all'occhio è la presenza della Sala Ennagonale (con nove lati), più unica che rara, in Puglia è presente probabilmente solo ad Acaya e nel Castello di Gallipoli.
La particolarità di questa sala, più che la sua geometria, è da rintracciarsi nell'acustica interna, sicuramente dovuta all'architettura magistralmente studiata proprio a tal fine.
Posizionandosi a determinata distanza dal centro ed in corrispondenza dei lati della stanza, la voce (il suono) viene percepita in modo distorto tanto che in un esperimento da noi effettuato al fine di accertare questa condizione il ricercatore posto in un punto preciso ascoltava la voce del ricercatore che aveva frontalmente nel lato opposto, come se questi stesse al suo fianco e gli parlasse da molto vicino.
Questa caratteristica, unita ai pregiati fregi della stanza, più si addice ad una camera ove dovevano svolgersi riunioni esoterico-religiose, probabilmente necessitanti di vocalizzazioni e dunque acustica ben definita, potremmo anche azzardare un suono così veicolato al fine di aiutare il raggiungimento di stati alterati di coscienza.
Quanto appena detto deve comunque restare nell'ambito delle ipotesi e della leggenda, non essendoci prove storiche a sostegno di tale tesi se non la logica che ci suggerisce che un tale capolavoro architettonico sarebbe stato del tutto insensato in una torre ideata al solo scopo militare, come vorrebbe l'accademica convinzione.

Passando invece all'analisi parascientifica, bisogna ammettere che le anomalie non sono mancate, come potrete voi stessi giudicare dal video che sarà pubblicato sui canali dell' A.I.R.M..
I registratori audio sono stati in grado di percepire alcuni suoni anomali all'interno di alcune camere, suoni da noi interpretati come possibili parole, tra le quali una voce maschile che parrebbe dire: “”Ma tu chi sei” e risposte brevi del tipo “Si” - “No”.
Queste registrazione devono sempre essere prese con molta leggerezza in quanto questo tipo di analisi e molto soggetta ad interferenze acustiche esterne e pareidolia acustica, condizione quest'ultima che tende a trasformare suoni senza alcun senso in risposte più o meno logiche, ma solo per interpretazione e non per l'effettività del fenomeno.
Più interessante è stata la registrazione ottenuta proprio nella sala ennagonale, questa è chiaramente un dialogo animato tra 2 o 3 persone, con spiccato accento locale.
Che si tratti di una traccia mnemonica?
La registrazione di un accesa discussione avvenuta in un chissà quale passato e rimasta intrappolata a livello eterico per poi essere stata fortunatamente da noi registrata ed ascoltata?
Non ne avremmo mai la certezza ma personalmente ritengo questa ipotesi, nella data circostanza, più che plausibile.

In conclusione posso affermare che il Castello di Acaya è stato tra i più interessanti da me visitati negli ultimi 10 anni, un luogo che meriterebbe certamente ben altre attenzioni sia a livello storico architettonico che esoterico-parascientifico.

Articolo di Mario Contino
Vietata ogni riproduzione non autorizzata

sabato 11 giugno 2016

Spirito Guida - Ipotesi e riflessioni

Spirito guida, tutti noi ne abbiamo sentito parlare almeno una volta, da amici, parenti, personaggi televisivi, non importa se descritti in esperienze dirette o spettacoli televisivi, ciò che conta è che esiste una credenza forte sull'esistenza di queste presunte entità.

Normalmente per “spirito guida” si intende l'anima (in questo caso identificata come lo spirito) di un essere umano che, liberatasi dal corpo fisico a seguito della morte, accompagna l'essere umano “vivente” consigliandolo su determinate tematiche, al fine di promuovere la sua evoluzione.
A differenza dell'idea di “Angelo Custode”, che sarebbe un essere differente e del tutto distaccato dalla natura umana, lo spirito guida conoscerebbe l'uomo nel profondo, avendo egli stesso vissuto una o più vite durante le varie incarnazioni.

Non mi dilungherò più di tanto sul descrivere questi presunti esseri in relazione alle teorie classiche proposte dallo spiritismo, perché francamente vi sono troppe, tante discordanze che reputo più dannose che istruttive.
Mi limiterò ad accennare solo le caratteristiche comportamentali e fisiche (li dove possibile) che ritengo utili a capire qualcosa in merito al fenomeno in essere, senza lasciarmi influenzare da questa o quella filosofia che, pur rispettabilissime, reputo colme di forzature concettuale e dati posti lì solo per far “quadrare i conti”.

Esiste lo spirito guida?
Nessuno potrebbe mai rispondere a questa domanda senza prima porsene un altra:
Esiste lo spirito?
Ipotizziamo, e ne sono convinto, che esista, al di là della sua natura psicofisica ancora da definire (almeno per ciò che mi riguarda, le verità proposte dagli altri esulano da questo mio studio, attualmente).

La prima cosa a cui penso, ed ho usato un termine poc'anzi in modo del tutto spontaneo e naturale, è alla natura dell'essere che sembrerebbe esistere a livello psichico e a livello fisico, come l'uomo, ma in maniera differente.
Lo spirito guida avrebbe (condizionale d'obbligo e primo dato anomalo) necessità del “Medium” per manifestare la sua presenza nel nostro piano dimensionale ed agli altri  “comuni mortali”.
Perchè?
Perchè lo spirito del “Caro defunto” potrebbe apparire in sogno o, come molte leggende narrano, “in carne ed ossa al testimone”, mentre questi necessitano di un tramite?
Siamo sicuri che siano le entità che affermano di essere?
Io credo ci sia tanta confusione in giro, spesso dovuta a disinformazione mirata e non casuale.

Lo spirito del defunto potrebbe essere causa di fenomeni di Apporto ed Asporto di oggetti?
Teoricamente si, se si considerano nell'insieme le testimonianze riportate dalle correnti dello spiritismo, in effetti però io tenderei a rispondere con un netto No.
Le varie leggende mostrano lo spirito del parente o dell'amico, se intento ad aiutare il testimone, come aiutante psicologico, agente nel sogno con un “buon consiglio”, non mi risulta un apporto di un sacco pieno di monete d'ora ad opera di uno spirito “umano”.
Invece mi risultano leggende nelle quali i folletti, ad esempio, sarebbero capaci di “ricompensare” i meritevoli con monete d'oro o altri doni simili, apportati da un luogo X a tutti ignoto tranne che a loro, di cui anzi spesso sarebbero custodi.
Folletti, spiriti, geni...
Genius cucullatus, appunto, con il cappello, che strana coincidenza... Per chi nelle coincidenze si ostina a credere!

Altri spiriti, a mio avviso lo spirito guida non ha a che fare con l'essere umano, non ne condivide la natura e non mi spiego per quale motivo dovrebbe affermare una cosa simile.
A dire il vero in questo contesto non mi interessa affatto scoprirlo.
Da ciò che le ricerche descrivono, questi esseri sono soliti dare buoni consigli, quasi lezioni di vita, ergo reputo che qualsiasi cosa siano abbiano, per qualche motivo, a cuore le sorti dell'uomo, o almeno del suo pianeta.
Lo spirito guida sembrerebbe detentore di verità assolute che però eviterebbe di rivelare, al più inirizzerebbe gli uomini sulla giusta via per una sana ricerca ma senza lasciar troppi dettagli.
La cosa che mi ha colpito leggendo un libro di Alfredo Ferraro, Fisico e ricercatore italiano che sul finire del 900 ha condotto diversi studi con metodica accademica, è la dichiarazioni di uno di questi esseri, secondo la quale il legame con il medium sarebbe tanto stretto che l'eventuale prelievo di “Ectoplasma” durante la manifestazione, priverebbe il medium stesso di materia utile alla vita.

Spirito guida – medium – ectoplasma
Spirito umano – testimone casuale – sogno (raramente materializzazione)

L'unica certezza è l'uomo, unica costante attiva che, probabilmente, determina entrambe le manifestazioni, forse creandole egli stesso volontariamente o indirettamente.

Per lo spirito guida io tenderei ad ipotizzare 2 nature possibili:

1) Esseri appartenenti a diversa dimensione, capaci di interagire sul nostro piano fisico sfruttando canali aperti dal “medium – Mezzo”, ma non aventi nulla a che fare con lo spirito umano. (tanto e vero che alcune volte le entità chiamate dal medium avrebbero confermato di essere aliene, certo affermazione interpretata alla luce delle cognizioni dell'epoca)
2) Forma pensiero creata dal medium stesso, che quindi sarebbe anche creatore dell'eventuale materializzazione dell'apporto. (ciò spiegherebbe perché, in base alle ricerche del Ferraro, la materializzazione sarebbe indissolubilmente legata al destinatario della stessa e non potrebbe essere donata o ceduta, pena la sua scomparsa nel nulla)

Entrambe le ipotesi sono plausibili a mio modesto parere, per questo deve esserci una terza probabilità in grado di legare le due, trovando un filo logico comune.

In un libro che descrive alcuni avvenimenti del noto “Cerchio Firenze 77”, son rimasto colpito da alcune presunte affermazioni di questi esseri, che spero di ascoltare prima o poi, secondo le quali l'uomo sarebbe troppo legato al concetto di “io”, di individualità, poco al concetto di “tutto”, inteso come totalità non solo del creato ma dell'essere (ESSERE UNO ED UNICO).
L'unica spiegazione possibile che riesco a fornirmi, scusandomi per i miei ovvi limiti, è nell'energia stessa nel quale il “tutto” potrebbe trovar giustificazione.

A livelli differenti di energia, a frequenze differenti, sussisterebbero forme di coscienza, o meglio sarebbe dire “nuclei di coscienza” differenti, perché con possibilità diverse di “memorizzazione” ed espletamento di una data funzione, presunta ovviamente.
Se ciò fosse, io, noi, saremmo solo parte integrante dell'organismo, scintille di autocoscienza momentanee che servono ad uno scopo X ma che non nascono per essere entità individuali, affatto, solo particelle destinate a riunirsi al tutto una volta esplicata la funzione naturale, qual che sia.
Gli spiriti guida potremmo essere noi stessi ad altri livelli di coscienza, o forse frammenti, nuclei di noi stessi, li dove questa concezione elimina i limiti di Io o Noi.
Non una coscienza collettiva umana intesa come totalità del pensiero umano ma qualcosa di estremamente più ampio che si manifesta a noi perché noi stessi non siamo che sue manifestazioni.

Spero di non aver confuso troppo le vostre idee, mi fermo qui con l'articolo in quanto ritengo opportuno sviluppare gradualmente questa mia idea, augurandomi che possa servire quale semplice punto di riflessione a quanti si pongono i miei stessi interrogativi.

Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata

martedì 7 giugno 2016

Forma Pensiero - Ipotesi e riflessioni

Cosa è una “forma pensiero”?

Probabilmente è la risposta più veritiera a molti fenomeni di presunta manifestazione spiritica, li dove l'entità manifestatasi adotta determinate caratteristiche che ben possono distinguerla da un ipotetica entità di altra natura (da intendersi quale essere a se stante ma in seguito sarò più chiaro).

Il pensiero produce onde energetiche in grado di creare strutture psico-fisiche chiamate forme-pensiero.
L’attività del pensiero crea vibrazioni nel corpo mentale dell’uomo che irradiano nello spazio circostante e, alcune volte (più spesso di quanto si pensi), se il pensiero è bastanza forte si creare una “struttura energetica” vera e propria: la “forma-pensiero”.

Ogni pensiero produce  delle onde che si propagano nello spazio circostante, in modo analogo alle onde create da una pietra che cade in uno stagno, con la differenza che il pensiero è in grado, teoricamente, di varcare varie dimensioni e non solo la nostra.
(Se questa mia ultima affermazione fosse esatta, l'uomo non sarebbe, a modo suo, un essere in grado di “esistere” contemporaneamente in più dimensioni?... tenderei a dire “si”)

Le vibrazioni del pensiero, man mano che si propagano, tendono ad incontrare altre menti ed i pensieri collettivi possono entrare, in qualche modo, in risonanza, questo spiegherebbe “lo stesso modo di pensare” dei compagni stretti, familiari ecc.

Detto ciò, possiamo ipotizzare l'esistenza di esseri, termine appropriato questa volta, nati dal pensiero di una o più persone che, essendo stato profondo, prolungato, permeo di desiderio e SENTIMENTO (odio, ira, amore ecc) da vita a vere e proprie forme di coscienza autonoma, la cui natura resta legata al pensiero o ai pensieri che l'hanno generata.

Questi esseri trarrebbero energia alla fonte, quindi sostentamento nel pensiero stesso, ergo potrebbero coscientemente influenzare il pensiero collettivo in modo tale da indirizzarlo su se stessi e fortificarsi, al punto di poter manipolare la realtà, sfruttare la materia elementale e servirsene per dotarsi di corpo fisico in grado di interagire sul piano materiale.

Molti antichi rituali di “maledizione”, non richiedevano il reale intervento dell'Entità X per operare il loro losco fine, sfruttavano invece il cerimoniale al fine di concentrare ogni pensiero e forza su un obiettivo che avrebbe creato la forma pensiero avente l'unico scopo di portare a termine la volontà del creatore.
Allo stesso modo, i miracoli, e molte apparizioni dei Santi, potrebbero essere legati alla forza della “preghiera” che agisce esattamente allo stesso modo ma per finalità opposte.

Le stesse religioni creano forme pensiero talmente sviluppate e potenti che ben si prestano a poter essere definite Dio, e affidano a queste “nuove” entità, tali poteri da poter addirittura influenzare il destino del creatore-uomo.
Ipotizzando altre intelligenze (spero più sviluppate dell'umana) su altri piani dimensionali, le forme pensiero create dall'uomo hanno potuto influenzare i destini di più dimensioni trasformandosi in esseri che, sfruttando canali e fonti energetiche alternative se non migliori, abbiano deciso di porre fine all'uomo stesso in differenti occasioni?
Ipotesi, personale e discutibile, folle forse, eppure io tendo a credere di essere su una nuova e giusta strada...
Poi forse sarò solo nel tranello di una forma pensiero, chissà!

Tenderei a credere che molti degli esseri descritti come l folletto X, oppure il mostro del lago Y, o ancora il fantasma di questo o quel castello, siano in realtà antiche forme pensiero che tentano di sopravvivere allo scorrere del tempo, il nostro tempo, perché ancora ad esso legate.
Poniamo un breve esempio:
Ipotizziamo che in casa di Tizio sia presente un'entità, da egli descritta come nera, fumosa, terrificante (ipotizziamo anche che Tizio abbia sognato questo essere e che dunque non fosse presente sul piano reale prima del sogno).
Tizio si auto convince dell'esistenza dell'essere a tal punto da crearlo, non solo, racconta la storia a 100 amici che provano angoscia, terrore, sospetto, riflettono sull'accaduto, si tengono lontani dall'abitazione per timore, in pratica alimentano l'entità che ora non è più solo legata al soggetto Tizio ma ai suoi 100 amici.
Ipoteticamente è nato un “fantasma” con caratteristiche antropomorfe e comportamentali fornitegli dalla collettività.

PER TALI MOTIVI SAREBBE INUTILE INDAGARE SECONDO METODICA CLASSICA, NON DOVREBBE ESSERE UTILIZZATA UNA SOLA TECNICA DI INDAGINE A FRONTE DI OGNI SEGNALAZIONE IN QUANTO ESSERI TEORICAMENTE DIFFERENTI DOVREBBERO ESSERE STUDIATI IN RELAZIONE AL SINGOLO CASO SOSPETTATO.

Non voglio minimamente affermare che non esistano entità aventi natura al di fuori dell'umana, ma sospetterei che anch'esse, fino allo stesso uomo, siano in realtà solo “forme pensiero” legate ad un'intelligenza esterna al nostro fattore, al di la dell'odierna concezione che tende sempre, maledettamente, a ragionare tra parametri e schemi preimpostati, escludendo centinaia di migliaia di ipotesi che potrebbero celare ogni risposta alle nostre domande; Ammesso che vogliamo realmente scoprire queste verità assolute.

Articolo di Mario Contino
Copyright, vietata ogni riproduzione non autorizzata.